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Lingua Madre Duemilanove | babelmedParole dure, incalzanti, che nulla nascondono della terribile realtà. Viaggi intrapresi con una speranza di riscatto a volte non mantenuta. L’amore delle donne che non si esaurisce: per una madre, per una città, per una sorella, per un’amica. L’urgenza del ricordo e il bisogno di lasciare alle figlie e ai figli la propria “eredità senza dote” creano un tessuto complesso e ricco. Sono queste le storie di donne albanesi, cinesi, vietnamite, argentine, brasiliane, croate, nigeriane, cambogiane, indiane, romene, albanesi, serbe, cubane, congolesi e di tante altre nazionalità che hanno partecipato alla IV edizione del Concorso letterario nazionale Lingua Madre e che hanno colto con forza l’opportunità (e la sfida) di raccontarsi, confrontandosi con la cultura, gli usi e i costumi della vita italiana.
Ecco allora il destino di una donna che ha cominciato a correre nel ventre della madre, non rassegnata al fatto che oggi in Italia, come in Vietnam allora, si tratta di evitare la morte. E ancora il racconto dello sfruttamento messo in atto da uomini senza volto, perché gli occhi si fermano alle mani, mani che raccontano un potere vissuto ed esercitato sino ad aprirsi a un livello simbolico. Non manca la nostalgia del vento, dei sapori, degli odori, che hanno accompagnato gran parte della vita e che si unisce alla mancanza degli affetti famigliari non compensati del tutto dall’amore di un compagno.
Cammini lenti e faticosi che con caparbia le donne compiono alla ricerca di un equilibrio che trovano magari nella maternità, nel confronto e nell’amicizia con altre donne o nei piccoli gesti quotidiani che rendono un piatto ricco, fresco e colorato come il tabboulé un sinonimo di corretta integrazione. Perché le persone “non devono sciogliersi le une nelle altre, non devono perdere la propria entità culturale, ma devono fare in modo di comporre una realtà colorata, vivace e appetitosa, che stuzzica il desiderio di ognuno di conoscersi a vicenda”.
Dai racconti del Concorso Lingua Madre è stato anche tratto lo spettacolo teatrale “Senzavoce, senzaterra, soli” (Fabula Rasa-Assemblea Teatro) la cui prima sarà messa in scena il 2 dicembre 2009 a Torino (il 9 marzo 2010 a Roma al Teatro Palladium) .
Il Circolo dei Lettori di Torino dedicherà la settimana dal 23 al 28 novembre 2009 al progetto Lingua Madre, con una “Maratona di letture” tratte dalle raccolte con i racconti selezionati del Concorso e che anticiperà il debutto dello spettacolo teatrale.
La maratona si svolgerà lunedì 23 novembre dalle ore 18 alle 20 (Circolo dei Lettori-Torino) e saranno coinvolte/i scrittrici/ori, autrici, giornaliste/i, esponenti del mondo culturale piemontese e non (tra cui Stefanella Campana) .

Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre, ideato da Daniela Finocchi, vede il sostegno di Salone Internazionale del Libro Torino, Regione Piemonte con l’Assessorato alla Cultura, l’Assessorato alle Pari Opportunità e la Commissione Pari Opportunità.
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Il V Concorso letterario nazionale Lingua Madre è in corso e si concluderà il 31 dicembre 2009. Le opere selezionate saranno pubblicate in un libro che verrà presentato nelll’edizione 2010 della Fiera Internazionale del Libro di Torino

Bando del concorso e informazioni su
www.concorsolinguamadre.it

Federica Araco
(30/10/2009)


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