Bari apre una breccia italo-rom | Silvia Rizzello
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Silvia Rizzello   
Bari apre una breccia italo-rom | Silvia RizzelloIO STO CON I ROM è il titolo della festa che, per il secondo anno consecutivo, ha reso il campo rom di Bari-Japigia un luogo di incontro tra diverse culture. E’ il 31 di ottobre, il calendario barese offre molti appuntamenti tra serate di Halloween e l’inizio della nota rassegna musicale Time Zones, in giro c’è l’influenza A e, soprattutto, circolano tanti pregiudizi in città e chissà quanti saranno i diffidenti a non venire e a scoraggiare gli amici. Eppure, in un susseguirsi continuo di genti, IO STO CON I ROM chiama a raccolta 500 persone. Qui, a sud di Bari, questo campo rom è una sorta di isola felice rispetto agli altri della zona e a quelli che siamo abituati a vedere in televisione. Certo, anche qua le case non sono proprio confortevoli e ci sono discreti servizi, ma i bellissimi alberi d’ulivo che lo abbelliscono lasciano ben sperare per il futuro. Il campo di Bari-Japigia è la centrale operativa della cooperativa rom di servizi Artezian ( www.artezian.it ), chissà forse è l’unico in Italia nel suo genere. Da qui, a qualsiasi ora del giorno e della notte, il camion Artezian parte per effettuare traslochi, opere di facchinaggio, riuso e riciclo di materiali da lavoro o missioni come l’ultima emergenza in Abruzzo. Poi, da qualche mese, sei donne del campo si uniscono ad altre sei donne pugliesi dell’associazione ‘Ri-belle, la nuova vita delle cose’ e creano capi di sartoria e accessori moda rom-style. Cade così un pregiudizio, ovvero che i rom non vogliono lavorare. Poi, il titolo della festa IO STO CON I ROM sfata un altro mito. I rom non sono più nomadi, ma stanziali e in quel IO STO si sottintende proprio questo aspetto, altrimenti si sarebbe detto IO VADO CON I ROM. Infine, il messaggio della festa augura ben altro. Non è accettare la precarietà di un campo rom, piuttosto un modo per dire che, pur in un luogo così poco vivibile, si è potuta ricreare una situazione di convivialità ed incontro. Una festa per sostenere la cooperativa Artezian promuovendone l’affidabilità e abbattendo i pregiudizi e gli atteggiamenti xenofobi di molti concittadini: far conoscere la realtà di un campo rom, a chi “se non vede non crede”, per superarla in nome della dignità umana. Tra gli ospiti, poi, anche una testimonianza dalla capitale. E’ l’associazione Mediterraid (www.mediterraid.it ) con Antonello Frattodi, Monica Ardizzone e Luca Nestola che portano a Bari la loro esperienza in materia di diritti umani, ed in particolare del popolo e della cultura rom, raccolta nel video “Il Viaggio dei diritti umani”. IO STO CON I ROM è un importante progetto cittadino italiano che parte da Bari per intraprendere una Nevo Drom, una nuova strada di attualità e prospettive per rom e sinti nel nostro paese, la stessa che ha dato il titolo alla prima tre giorni di convegni, tenutasi al Fortino di Bari (29-31 ottobre) e promossa da Progetto Città ( www.progettocitta.org ) in collaborazione con Artezian, Vox Popoli ( www.voxpopoli.org ) e la onlus Cedam ( www.bibliotecacarrassi.it ). Un’iniziativa che ha coinvolto più di 300 persone, soprattutto giovani studenti.
Dopo questo incoraggiante inizio, sarebbe opportuno che i politici apportassero contributi più concreti su questi temi confrontandosi, attorno ad un tavolo, con le associazioni, i volontari e i rappresentanti della cultura romanì che da tempo lavorano insieme per creare nuove sinergie italo-rom.
Intanto, a Bari, per la prossima edizione di IO STO CON I ROM, qualcuno immagina una festa in grande fuori dal campo, a piazza Libertà. Chi, invece, va più lontano con il pensiero sogna di ritornare al campo rom di Bari-Japigia, magari tra dieci anni, a festeggiare solo un campo con i bellissimi alberi di ulivo. “E le case dei rom dove starebbero?” - chiede qualcun altro. In mezzo alle altre, in città.

Presto le voci della 2° FESTA IO CON I ROM su www.radioluogocomune.com


Silvia Rizzello
(11/11/2009)



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