Identità ignorata | babelmed
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Gavina Ciusa da anni vive a Venezia, ma è nata a Nuoro e il suo profondo legame con la sua isola è evidente in molte su opere come questa che pubblichiamo, che ben si lega a quanto espresso da De André sulla Sardegna e i suoi abitanti: “Ero bambina quando mi venne fatto un dono gradito – racconta - Niente che potesse stimolare la femminilità, piuttosto un qualcosa che sentivo come una testimonianza e che ho conservato gelosamente sino ad oggi perché mi svelava che le mie origini molto avevano in comune con quegli indiani d’America dei quali il cinema mostrava lo sterminio indiscriminato, senza distinzione tra uomini, donne, vecchi e bambini. Con buona pace di chi guardava parteggiando per l’occupatore. Nel 2007 quel dono è diventato una delle “Testimonianze visive” che spesso accompagno ai miei scritti”. Un dono che anche babelmed gradisce. (S.C.)
Identità ignorata | babelmed
Gavina Ciusa, Identità ignorata, 2007, scrittura, piccola borsa in pelle di artigianato sardo anni ‘50, scatola di cartone, bacheca in legno cm40x70x15

Un oggetto di poco conto reinterpreta gli zaini dei pastori sardi. Una piccola borsa in pelle morbida con cui giocavo, i cui ornamenti -frange e decori policromi di ispirazione locale- sembravano venire da lontano. Mi riportavano ai primi film Western visti da bambina, agli indiani abitanti di luoghi petrosi e deserti tanto simili alla distesa di rocce che circondava il mio luogo di nascita. L’occupazione delle loro terre richiamava le tante subite dalla mia terra. La loro storia di “selvaggi”, la loro ignorata identità, era la mia. Anch’io squaw di un popolo “barbaro”. (Gavina Ciusa, 2005)

Stefanella Campana
(19/11/2009)


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