CIE, off limits per l’informazione | Stefanella Campana
CIE, off limits per l’informazione Stampa
Stefanella Campana   
Si trovano a Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Santa Maria Capua Vetere, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle. Sono i CIE (Centri di Identificazione) dove possono essere trattenute le persone, pur non avendo commesso alcun reato, fino a 18 mesi. Luoghi off limits per l’informazione, interdetti alla società civile e in cui soltanto alcune organizzazioni umanitarie arbitrariamente scelte riescono ad entrare. Una circolare del Ministro dell’interno del 1 aprile 2011, ha reso ancora più inaccessibili tali luoghi, fino a data da destinarsi, in nome dell’emergenza nordafricana. Giornalisti, sindacati, esponenti di associazionismo antirazzista umanitario nazionale e internazionale sono considerati secondo questa circolare “un intralcio” all’operato degli enti gestori di tali centri e per questo tenuti fuori. Le poche fonti reperibili di notizie diventano i video registrati da cellulari, dagli immigrati trattenuti nei centri, le lettere che riescono a partire dall’interno, le telefonate e le testimonianze rese da chi esce o fugge, e quanto arriva non è certo dimostrazione di trattamento rispettoso dei diritti umani.
Ma è un diritto-dovere di chi opera nell’informazione poter far conoscere alla pubblica opinione quanto in questi luoghi avviene, le ragioni dei continui tentativi di fuga e rivolta, dell’aumento dei casi di autolesionismo che spesso sfociano nel tentativo di suicidio. L’informazione deve poterne parlare, la società ha il diritto di sapere. Così come migranti e i cittadini stranieri hanno il diritto di essere informati ed assistiti dai legali, dalle associazioni e dai sindacati. Per questo lunedì 25 luglio, parlamentari di numerose forze politiche, consiglieri regionali, giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile sono andati davanti ad alcuni CIE e CARA italiani per reclamare il diritto ad accendere i riflettori su queste strutture e sulle persone che vi sono trattenute.

CIE, off limits per l’informazione | Stefanella CampanaQuesto fenomeno epocale delle nuove migrazioni verso l’Europa, il problema dei clandestini e dei richiedenti asilo, con tutto quello che ne consegue, sono affrontati in tutta la loro complessità in due libri, “La frontiera addosso. Così si deportano i diritti umani”, di Luca Rastello, giornalista a lungo impegnato nei Balcani, Caucaso, Asia Centrale, Africa e Sudamerica, specializzato in economia criminale e relazioni internazionali, già direttore di Narcomafie , L’Indice , Osservatoriobalcani , ha pubblicato con Einaudi “La guerra in casa”, con Bollati Boringhieri “Piove all’insù” e “Undici buone ragioni per una pausa”. L’altro libro ha un titolo provocatorio, “Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra)” scritto dal magistrato Paolo Borgna
Nel libro di Rastello, che si avvale del lavoro sul campo anche di Cristina Artoni e Maurizio Dematteis e di molti altri collaboratori, scorrono le tante storie disperate di donne e uomini a cui si nega accoglienza, a cui si spara alle frontiere, spesso rimpatriati in base ad accordi bilaterali poco trasparenti o detenuti fuori confine dove sono stati “deportati” i diritti umani, ma anche le ambiguità e il fallimento di una civiltà giuridica che l’Occidente si è data con i trattati internazionali. Un libro coraggioso di denuncia delle violazioni dei diritti, addentrandosi negli strani movimenti d’ intelligence , negli alti costi per sostenere le missioni di pattugliamento delle frontiere marittime, a partire dal Mediterraneo attraverso le operazioni militari dell’agenzia europea Frontex (il suo budget dovrebbe passare dagli 85 milioni del 2010 ai 102 del 2013) forte di 89 motovedette, 24 navi pesanti, 25 elicotteri, 22 aeroplani militari, più voli charter civili a disposizione per i rimpatri. L’Italia, tra l’altro, è il secondo principale beneficiario del Fondo per le frontiere esterne perché considerata “esposta a un onere gravoso dovuto alla configurazione geografica delle sue frontiere esterne”. come ha detto il vicepresidente della Commissione Jacques Barrot, elogiando la politica di Roma. Un ampio capitolo è dedicato ai richiedenti asilo e rifugiati basato su una ricerca della Fondazione Migrantes e dell’ Ufficio Pastorale Migranti di Torino, con utili istruzioni, una vera guida pratica per districarsi tra convenzioni , leggi e decreti.

CIE, off limits per l’informazione | Stefanella CampanaIn “Clandestinità” Borgna parla di una scommessa straordinaria mancata, quella di ragionare su una cultura della legalità, coniugata con il principio della solidarietà: “La nostra ampia e confusa normativa sugli stranieri è sbagliata. E’ inefficace, non raggiunge gli obiettivi che si propone. Produce ingiustizia. E’ forte con i deboli e debole con i forti”. Secondo il magistrato, l’Italia non ha saputo inviare un messaggio chiaro fin dai primi anni ’90: “Essere un Paese d’accoglienza e allo stesso tempo garantire che l’immigrazione non provochi degrado dei diritti, delle regole, dei servizi sociali della nostra comunità. Promuovere la massima espansione dei diritti a chi cerca in Italia nuove opportunità di crescita, di lavoro e speranze per sé e i propri figli. Per questo dobbiamo essere intransigenti con la criminalità, primo nemico dell’immigrazione e dell’interazione fra culture diverse. La nostra politica e il nostro sistema giudiziario non sono all’altezza di questa sfida. Non abbiamo contrastato i criminali incalliti e poi ce la siamo presi con i lavavetri”. Borgna, nonostante tutto è ottimista: “Siamo ancora in tempo per cambiare rotta, a rimediare. Possiamo prosciugare la palude che produce clandestinità, sottraendovi tutti i casi di irregolarità non collegata ad atti criminali. C’è bisogno di un grande patto civile”.
Stefanella Campana
(31/07/2011)

“La frontiera addosso (Così si deportano i diritti umani)”
di Luca Rastello (Editori Laterza)

“Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra)”
di Paolo Borgna (Feltrinelli Ed.)




Comitato promotore:
FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.


Adesione fin qui ricevute:
ANSI, , ACLI, ARCI, CGIL MIGREUROP, AMSI, COMAI, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, , FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, AVVENIRE, EUROPA, LIBERAL, LIBERAZIONE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, IL RIFORMISTA, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, LEFT, , MOVEON, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano.

Parlamentari ad oggi confermati che parteciperanno all’iniziativa:
Pezzotta (UDC), Touadì (PD), Villecco Calipari (PD), Turco (PD), Colombo (PD), Gozi (PD), Sarubbi (PD), Pardi (IDV), Zampa (PD), Monai(IDV), Strizzolo (PD), Rossomando (PD), Marcenaro (PD), Messina (IDV), Fiano (PD), Pes (PD), Di Stanislao (IDV), Formisano (UDC), Perduca (RADICALI) , Orlando (IDV), Luongo (PD), Giambrone (IDV), Granata (FLI), Ginefra (PD).

Presso i centri dislocati in:
Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Santa Maria Capua Vetere, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle.

Chiunque voglia partecipare o richiedere ulteriori informazioni può mettersi in contatto con:
Gabriella Guido - Rete PRIMO MARZO - ggabrielle65@yahoo.it - 329.8113338
Renzo Santelli – FNSI - renzo.santelli@fnsi.it - 335.5325534

Roma, 20 luglio 2011



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