Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile  | Cecile Kashetu Kyenge, Maria Gabriella Lay, schiavitù, servitù per debiti, prostituzione, SCREAM
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Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile  | Cecile Kashetu Kyenge, Maria Gabriella Lay, schiavitù, servitù per debiti, prostituzione, SCREAM

Il 12 giugno 2013 si osserva la Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile voluta dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) per richiamare l’attenzione dei governi e della società civile sulla condizione di vita di oltre 215 milioni di bambini e adolescenti cui vengono negati i diritti fondamentali (1). Di questi, 115 milioni svolgono lavori considerati pericolosi, incluse le forme peggiori di lavoro minorile, ovvero in pratiche assimilabili alla schiavitù, servitù per debiti, prostituzione, attività illecite o altri lavori dannosi per la salute, la sicurezza o la morale dei bambini.

 

Inoltre, il lavoro domestico dei minori è un fenomeno largamente diffuso e in costante aumento. Secondo l’ILO, almeno 15,5 milioni di bambini — per lo più femmine — sono vittime di questa forma nascosta di sfruttamento che comporta spesso anche abusi, rischi per la salute e violenze. In violazione della legge internazionale, nell’inadempienza degli obblighi giuridici e nell’indifferenza quasi generalizzata del consumatore, milioni di minori, in paesi ricchi e poveri, sono vulnerabile preda di prepotenza e abuso. A loro viene negato il diritto alla scuola. Lavorano in agricoltura, in miniera, nei servizi, nelle industrie per la fabbricazione di molti prodotti destinati all’esportazione. Sono sfruttati nella prostituzione e nella pornografia, per il traffico delle droghe e per altre attività illegali.

Molti vengono impiegati nei conflitti armati. A tutti è negato lo sviluppo del loro potenziale di vita. Sono spesso reclusi, emarginati, esposti a sofferenze fisiche e psicologiche. Sono bambini senza infanzia.

Secondo l’ILO, è possibile porre fine allo sfruttamento del lavoro minorile. A tutela dei minori esistono specifiche Convenzioni (2), strumenti giuridici che chiedono ai governi interventi mirati per l’eliminazione dello sfruttamento del lavoro minorile e la proibizione - con procedure d’urgenza – per le sue forme peggiori.

Resta tuttavia larga distanza tra la ratifica delle Convenzioni sul lavoro minorile e le concrete misure intraprese dai governi per affrontare il fenomeno. Il modello di globalizzazione guidato dalla finanza, che ha condotto alla crisi del 2008, ha prodotto disoccupazione di massa e sottoccupazione. Il drammatico quadro d’insieme evidenzia ineguaglianze sociali ed economiche in molteplici forme e in sistemi produttivi che rafforzano la delocalizzazione della produzione per fattori competitivi.

Secondo statistiche ILO, circa 200 milioni di donne e uomini sono disoccupati e circa 74 milioni di giovani donne e uomini non hanno lavoro. Tuttavia, paradossalmente, persiste il fenomeno del lavoro minorile. Per spezzare il circolo vizioso che poggia sullo sfruttamento della povertà, occorre invertire la rotta, realizzare politiche sociali « intelligenti » per uno sviluppo sociale sostenibile, concentrato sulla creazione di occupazione piena e produttiva. Occorre investire nel capitale umano, garantire la scuola d’obbligo a tutti i bambini e rafforzare politiche educative e sociali che possano assicurare il rispetto dei diritti umani e una equa distribuzione della ricchezza. L’ILO sollecita politiche economiche e sociali per eliminare le peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile entro il 2016 (3).

Questo è oggetto di studio della Giornata Mondiale contro il lavoro minorile 2013 che in Italia, quest’anno, si celebra a Milano, presso Villa Clerici, con un incontro al quale intervengono, fra gli altri, Cecile Kashetu Kyenge, Ministro all’Integrazione, Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano, Maria Cristina Spinosa, Assessore al Decentramento del Comune di Torino, Maria Gabriella Lay, Rappresentante dell’ILO (International Labour Organization – Organizzazione Internazionale del Lavoro). La Giornata milanese è organizzata dall’Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione (MED) , in collaborazione con: Comitato Italiano Città Unite (CICU), World Organization of the Scout Movement (WOSM) e Fondo Provinciale Milanese per la Cooperazione Internazionale (FPMCI), che quest’anno si associano all’ILO per sollecitare una presa di coscienza del fenomeno e favorire una rete di interventi e investimenti per politiche educative di breve e lungo periodo.

Nel corso dell’incontro milanese vengono illustrati i risultati e gli sviluppi futuri di “SCREAM” (Supporting Children’s Rights through Education, the Arts and the Media) di cui il progetto “Giovani in azione” è parte integrante: si tratta di un programma socio-educativo dell’ILO che promuove anche in Italia una sensibilizzazione alla problematica del lavoro minorile radicata nella conoscenza, nella responsabilizzazione del singolo e nel senso di appartenenza ad un mondo sempre più globalizzato, interdipendente e multiculturale. La metodologia fa ricorso alle arti visive, alla scrittura creativa, alla musica, al teatro, ai nuovi media, ai social media e si sviluppa attraverso dinamiche partecipative di gruppo che sollecitano l’espressività, il dialogo e la comunicazione. “Giovani in azione” è un progetto triennale (2013-2016) promosso da ILO, MED, CICU, WOSM e MIUR (Ministero dell’Istruzione), con lo scopo specifico di sostenere la campagna mondiale per l’eliminazione dello sfruttamento del lavoro minorile.