Perché costruiamo nuovi muri per dividerci? | Mark Rice-Oxley, Guardian correspondents, Walls-separate worlds
Perché costruiamo nuovi muri per dividerci? Stampa
Mark Rice-Oxley e i corrispondenti del Guardian   

Quasi un quarto di secolo dopo che la Cortina di Ferro è venuta già, i muri stanno salendo di nuovo. In acciaio e cemento, con torrette di avvistamento e filo spinato, l’umanità sta costruendo barriere di separazione a un ritmo forse senza pari nella storia – almeno 6mila miglia solo nell’ultimo decennio, secondo un’analisi del Guardian.

Ora, in un progetto unico, i giornalisti del Guardian hanno visitato dieci dei più controversi, contestati e straordinari muri, dal confine tra Stati Uniti e Messico alla Cisgiordania, e dalle frontiere dell’Europa orientale e meridionale alle città divise di Homs e Belfast. Abbiamo cercato di capire perché stanno emergendo queste nuove barriere, in un’epoca in cui si pensava che la globalizzazione le avrebbe eliminate definitivamente – in particolare perché, come dimostra la storia, con i muri raramente si sono ottenuti i risultati che si volevano raggiungere.

Perché costruiamo nuovi muri per dividerci? | Mark Rice-Oxley, Guardian correspondents, Walls-separate worlds

 

Un mondo pieno di muri

Stati Uniti: 345 miglia

Marocco: 1700 miglia

Siria: 3 miglia

India: 2500 miglia

Brasile: 40 miglia

Israele: 310 miglia

Grecia: 6.6 miglia

Irlanda del nord: 30 miglia

Corea: 155 miglia

Spagna: 7,5 miglia

-

Guarda:

Perché costruiamo nuovi muri per dividerci? | Mark Rice-Oxley, Guardian correspondents, Walls-separate worlds


Mark Rice-Oxley e i corrispondenti del Guardian

www.theguardian.com

7/01/2014