Il “destino” delle spose bambine nelle periferie del mondo  | spose bambine, UNFPA, Övgü Pınar, Gaziantep University, Federica Araco, WALLS-separate worlds
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Övgü Pınar   

Il “destino” delle spose bambine nelle periferie del mondo  | spose bambine, UNFPA, Övgü Pınar, Gaziantep University, Federica Araco, WALLS-separate worlds

Kader (“destino”, in turco), 14 anni, è stata ritrovata senza vita il 12 gennaio, pochi giorni dopo la morte del suo secondogenito, nato poco tempo prima. Con questo sospetto decesso un problema sociale diffuso in Turchia e in molti altri paesi è tornato sotto i riflettori.

Nata nella città periferica di Siirt, nel sudest del paese, Kader era stata iscritta all’anagrafe nel 2000, benché la famiglia sostenga che fosse nata nel 1997 ma sia stata registrata in ritardo. In ogni caso, era una “sposa bambina” quando si unì a suo marito, tre anni fa.

La sua famiglia aveva predisposto un “accordo matrimoniale” (“berdel”) con un’altra famiglia che prevedeva uno scambio di spose tra i due nuclei. Kader doveva sposare il figlio dell’altra famiglia, e suo fratello avrebbe sposato la figlia. I genitori sostengono che Kader e il suo futuro marito, Mehmet, “si sorridevano” durante il loro primo incontro. Il loro “sorriso” fu letto come un segnale di consenso al matrimonio. I due si sposarono presto con una cerimonia religiosa che, benché non sia riconosciuta a livello legale, è piuttosto comune nella regione. Quasi un anno dopo, Kader ha partorito il primo figlio e l’anno seguente è rimasta incinta del secondogenito. Mentre suo marito era via per il servizio militare, Kader, che viveva con la famiglia dello sposo, dette alla luce prematuramente il secondo figlio, che però morì all’età di due mesi e mezzo. Poco dopo, anche lei è stata trovata morta. I suoceri sostengono che la ragazza fosse caduta in depressione dopo la morte del bambino e che si sia uccisa con un fucile. Ma la sua morte ha destato sospetti nei pubblici ministeri che hanno avviato un’indagine per portare alla luce la verità.

Il caso di Kader ha riacceso il dibattito senza fine sulle spose bambine in Turchia. Il Partito Repubblicano del Popolo (CHP), la principale forza di opposizione, ha chiesto al partito al governo, il Partito di Giustizia e Sviluppo (AKP), di istruire gli imam, molto autorevoli nelle aree rurali più povere, al fine di impedire i matrimoni precoci.

Una ricerca dell’Università di Gaziantep (Turchia) ha dimostrato che il fenomeno dei matrimoni di bambini è molto più comune di quanto si pensi. Secondo lo studio, riguarda un matrimonio su tre in Turchia e la percentuale è anche maggiore nella parte orientale del paese. L’indagine ha anche evidenziato che l’82 percento dei bambini coinvolti in queste unioni precoci sono analfabeti.

 

L’inizio della fine in Yemen

Un altro paese finito nei titoli dei giornali di tutto il mondo è lo Yemen, dove poco tempo fa la piccola Rawan, di appena otto anni, sarebbe morta durante la sua prima notte di nozze. Sposata con un uomo di 40 anni, si dice che la bambina sia deceduta per un’emorragia interna dopo che il suo utero si era strappato durante l’atto sessuale. Benché le autorità yemenite smentiscano la notizia, ci sono rapporti che confermano la dura realtà del contesto.

//Tre giovani spose 11, 12, e 13 anni, si sono sposate con tre fratelli durante una cerimonia combinata nelle aree rurali vicino Hajjah. © 2011 Stephanie Sinclair/VII Tre giovani spose 11, 12, e 13 anni, si sono sposate con tre fratelli durante una cerimonia combinata nelle aree rurali vicino Hajjah. © 2011 Stephanie Sinclair/VII

Ilham, 13 anni, è morta tre giorni dopo il suo matrimonio per un’emorragia causata da una lacerazione ai genitali. Salwa, dodicenne, si è suicidata dopo esser stata costretta a sposarsi dal padre. Sarah, 11 anni, è stata imprigionata e messa in catene dal padre che voleva costringerla a sposarsi.

La legge yemenita non stabilisce l’età minima per il matrimonio e il paese ha uno dei più alti livelli di spose bambine nel mondo, con il 52 percento di ragazze sotto i 18 anni.

Ma sembra che ci siano cambiamenti in arrivo. Il paese ha fatto un passo avanti verso la messa al bando dei matrimoni precoci. Il mese scorso, una conferenza nazionale di politici, attivisti e gruppi religiosi hapresentato alcune proposte per una nuova costituzione indicando i 18 anni come l’età minima per sposarsi per entrambi i generi.

Belkis Wille, una ricercatrice di Human Rights Watch, ha accolto la notizia scrivendo sul suo account Twitter “L’inizio della fine dei matrimoni tra bambini in Yemen è arrivato!”.

 

67 milioni di spose bambine nel mondo

Il rapporto UNFPA sulle spose bambine.

Il fenomeno, comunque, non è limitato alla Turchia e allo Yemen. Secondo il rapporto pubblicato nell’ottobre 2012 dall’United Nations Population Fund (UNFPA) sulle spose bambine, realizzato in molti paesi in via di sviluppo, i giovani coinvolti sarebbero più di 67 milioni in tutto il mondo. In alcuni paesi, più della metà delle ragazze si sposano sotto i 18 anni.

I dati raccolti dall’UNFPA dimostrano che:

- un terzo delle bambine di tutto il mondo sono date in sposa prima dei 18 anni, e un nono prima dei 15;

- nel 2010, 67 milioni di donne in tutto il mondo si sono sposate sotto i diciotto anni;

- se la tendenza attuale dovesse continuare, 142 milioni di ragazze saranno date in sposa prima del loro diciottesimo compleanno nel prossimo decennio, con una media di 14,2 milioni ogni anno.

- mentre i paesi con la più alta prevalenza di matrimoni di bambini sono concentrati nell’Africa Sub-Sahariana Occidentale, per via della popolazione numerosa, la maggior parte delle unioni precoci si verifica in Sud Asia.

Il “destino” delle spose bambine nelle periferie del mondo  | spose bambine, UNFPA, Övgü Pınar, Gaziantep University, Federica Araco, WALLS-separate worldsIl più delle volte i matrimoni tra bambini riguardano le comunità più povere e rurali, che sono in un certo senso “alla periferia del mondo”. In molte regioni, i genitori organizzano il matrimonio della figlia senza che lei sappia nulla. Questo significa che un giorno lei è a casa a giocare con i suoi fratellini, e il giorno dopo è data in sposa e mandata a vivere in un altro villaggio con suo marito e la sua famiglia, estranei nella maggior parte dei casi. La bambina viene ritirata dalla scuola, privata dell’educazione di base e della possibilità di avere un lavoro soddisfacente. È separata dai suoi coetanei e, una volta sposata, è maggiormente esposta alla violenza domestica e alle sofferenze causate dai problemi di salute e dalle complicazioni fisiche associate alla prematura attività sessuale e alla gravidanza.

Il report dell’UNFPA conclude: “Mentre probabilmente il matrimonio precoce preclude alcune possibilità ai ragazzi, i dati mettono in chiaro che il fenomeno riguarda principalmente le bambine e, quando questo si verifica, costituisce una violazione dei loro diritti umani fondamentali. È evidente che il matrimonio precoce influisce negativamente sui diritti all’educazione e alla salute, sulle opportunità di vita e, anzi, sulla vita stessa delle ragazze. Per il bene di più di 142 milioni di bambine che rischiano questo abuso dei diritti umani nella prossima decade è il momento di metter fine a questo fenomeno”.

 


 

Övgü Pınar

Traduzione dall’inglese di Federica Araco

22/02/2014