3. “Stop al biocidio nella terra dei fuochi” | Greenaccord, “Terra dei fuochi”, Susanna Frantina, Alberto Mantovani, camorra
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Stefanella Campana   

//“Terra dei fuochi”, tra Napoli e Caserta“Terra dei fuochi”, tra Napoli e Caserta

Sono arrivati al Forum di Greenaccord con uno striscione “Stop al biocidio”, interrompendo la tavola rotonda sulla sicurezza alimentare, nella speranza di incontrare la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, la cui presenza era prevista nel programma. “Qui non si può parlare di sicurezza alimentare senza parlare della drammatica situazione che viviamo sul nostro territorio”. Il territorio è quello tristemente noto come “Terra dei fuochi”, tra Napoli e Caserta, dove da decenni la camorra ha sversato nei campi rifiuti industriali, anche tossici. In molti casi cumuli di rifiuti sono stati bruciati, diffondendo diossina nell’atmosfera. Una terra malata che ha provocato e continua a provocare tumori.

//Alberto MantovaniAlberto MantovaniI responsabili di Greenaccord hanno dato la possibilità di parlare al microfono davanti alla platea di una sessantina di giornalisti, in maggioranza stranieri. “Siamo esasperati perché adesso che è stata resa nota la verità sulla Terra dei fuochi, e malgrado le promesse, non è cambiato niente.”, ha denunciato Susanna Frantina del Comitato Rete per i beni comuni, riferendosi alla legge del febbraio 2014 che prevede, tra le altre cose, bonifiche dei terreni inquinati e uno screening per le popolazioni a rischio che abitano in quei luoghi. “A noi non serve la protezione dell’esercito – ha aggiunto la donna - Ogni tanto qualche pentito, come Schiavone, rivela qualche luogo dove sono interrati i rifiuti tossici: dobbiamo sapere da loro queste cose? E noi, dobbiamo solo aspettare di morire? E intanto gli imprenditori del Nord Italia e Europa che hanno spedito qui i loro rifiuti tossici non hanno ancora pagato niente”. Ha preso la parola il rappresentante dell’Istituto superiore di sanità, Alberto Mantovani, d’accordo sul fatto che “è tempo di intervenire visto che ormai ci sono informazioni sufficienti” e chiarendo che “i dati scientifici a disposizione dell’Istituto superiore di sanità sono ora stati trasmessi al ministero della Salute”. Ma di più non ha detto sulla realizzazione concreta di quanto previsto dalla legge, “non è di mia competenza” , si è giustificato.

Per chi vive in quella terra inquinata – due milioni e mezzo di abitanti - alle prese con questa bomba ecologica le parole non bastano più. Ora c’è anche il timore che pure nel business delle bonifiche ci siano infiltrazioni della camorra. Vivono un senso d’impotenza: “Nessuno ci ascolta. Ad esempio, se ci rivolgiamo alle Asl per lo screening previsto ci rispondono che non sanno nulla e che non hanno fondi per realizzarlo”, ha denunciato Frantina, riferendo di una riunione in Prefettura per fare il punto della situazione da cui sarebbe emerso che anche la legge non basta. Un rimpallo di responsabilità senza fine, mentre l’elenco delle vittime della Terra dei fuochi si allunga. “Per questo noi gridiamo perché nessuno ci ascolta”. Chissà se la ministra Lorenzin li avrebbe ascoltati e, soprattutto, rassicurati con risposte concrete.

 


 

Stefanella Campana

15/10/2014