“Lucha”: un progetto fotografico sulle donne vittime di violenza | Lucha Y Siesta, Progetto Lucha, crowdfunding, fotografia, reportage sociale, WSP, Marianna “Penny” Ciuffreda, Chiara “Dori” Moncada, Marco Vignola, WALLS-Separate worlds
“Lucha”: un progetto fotografico sulle donne vittime di violenza Stampa
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Lucha Y Siesta (http://luchaysiesta.wordpress.com/) è un luogo di accoglienza e cura nato nel 2008 da un gruppo di femministe che occupano uno stabile dell'ATAC (l'azienda di trasposto pubblico locale romana), abbandonato all'incuria e al degrado, per trasformarlo nella Casa delle Donne. Uno spazio pensato per dare ospitalità sia a italiane che a straniere in difficoltà provenienti da situazioni di violenza e svantaggio economico, sociale, psicologico e fisico.

 

Nell'arco di questi sei anni, sono state accolte e ospitate più di 70 giovani e meno giovani, con o senza figli; quasi 700 sono state seguite dalle operatrici dello sportello di ascolto dando concretamente una risposta alla condizione di emarginazione e abbandono in cui, spesso, sono lasciate le donne vittime di violenza.Una violenza non per forza circoscritta a quella fisica, ma che spesso si manifesta in forme forse meno evidenti ma allo stesso modo impattanti e debilitanti: quella psicologica e domestica, lo stalking, le minacce di familiari o compagni, la violenza economica, cioè l'impossibilità di trovare un impiego, per imposizione da parte di famigliari o per razzismo o mobbing, la violenza religiosa o l'obbligo di intraprendere strade che vanno contro la propria volontà.

//I dati della violenza sulle donne sono drammatici: in Europa una donna su tre ha subito una qualche forma di violenza, fisica, sessuale, psicologica, economica. - Foto di Marco Vignola I dati della violenza sulle donne sono drammatici: in Europa una donna su tre ha subito una qualche forma di violenza, fisica, sessuale, psicologica, economica. - Foto di Marco Vignola   


Il progetto “Lucha” 

Nato nell'ambito di un corso avanzato di reportage fotografico realizzato presso il collettivo WSP Photography di Roma e condotto da Fausto Podavini, “Lucha” è un progetto di Marianna “Penny” Ciuffreda, Chiara “Dori” Moncada e Marco Vingola.

“La motivazione di ciascuno di noi nella scelta della realtà da raccontare è stata molto forte sin dall'inizio”, raccontano i fotografi. “Attraverso percorsi personali e diversi, tutti e tre abbiamo sviluppato negli anni un forte interesse per la questione di genere, curiosità e attenzione che ci ha portati, quasi naturalmente, a individuare Lucha Y Siesta come soggetto fotografico. Ci siamo trovati insieme nella ferma volontà di entrare in contatto con una realtà molto complicata, sia dal punto di vista emotivo che da quello fotografico. Abbiamo capito fin da subito che il silenzio e i momenti "morti", i passi solitari che spesso incrociavamo durante le nostre visite, la luce al neon, la struttura decadente, racchiudevano una potenza e una vita che proprio in quell'apparente immobilismo emergeva nella sua più forte espressione. Il momento prima di partire raccoglie l'energia del viaggio che sarà”.

Partecipando alle riunioni, agli incontri, alle iniziative organizzate nella Casa, i tre autori hanno potuto conoscere a fondo non solo le singole donne ma anche lo spirito di gruppo, quella complicità, non priva a volte di tensione e discussioni, che rende possibile questa bellissima esperienza di crescita, trasformazione e condivisione. 

//M. nel 2010 è fuggita dal marito che la picchiava e non le permetteva una stabilità economica. Con due bambini è arrivata a Lucha y siesta. Con mille difficoltà, ma con una grande forza d'animo è riuscita a ricostruirsi una vita e una sua autonomia. Ha trovato un lavoro stabile e un nuovo compagno con il quale andrà a vivere. Presto lascerà Lucha y Siesta. - Foto di Marianna CiuffredaM. nel 2010 è fuggita dal marito che la picchiava e non le permetteva una stabilità economica. Con due bambini è arrivata a Lucha y siesta. Con mille difficoltà, ma con una grande forza d'animo è riuscita a ricostruirsi una vita e una sua autonomia. Ha trovato un lavoro stabile e un nuovo compagno con il quale andrà a vivere. Presto lascerà Lucha y Siesta. - Foto di Marianna Ciuffreda


“Le atmosfere rarefatte, gli spazi vuoti, le ombre, gli sguardi assenti e a volte pieni di determinazione sono i tasselli di un lavoro che tenta di scoprire la dignità fortissima di queste donne, e forse di tutte le donne. Il lavoro che abbiamo realizzato ci ha permesso di metterci in discussione e confrontarci da un punto di vista fotografico e umano, dandoci anche la possibilità di comprendere il peso di una simile esperienza che cercheremo con ogni mezzo di divulgare e far conoscere”.

Dopo aver ricevuto due menzioni d’onore (al Perugia Social Photo Fest  e al Festival FIAF di Nettuno) ora i tre fotografi lanciano una campagna di crowdfunding per raccogliere i 1000 euro necessari a realizzare una mostra (con 26 scatti) e un Ebook.

Per saperne di più e contribuire alla raccolta fondi:

http://www.kisskissbankbank.com/lucha

//Nella “Casa” gli spazi comuni sono tutti autogestiti e servono, oltre che alla socialità interna, a creare attività per conquistare reddito ed autonomia. Nel corso del tempo sono così nati: il laboratorio tessile, il laboratorio teatrale, il giardino e la clinica per le piante, la cucina per gli eventi ed i catering. - Foto di Chiara Moncada Nella “Casa” gli spazi comuni sono tutti autogestiti e servono, oltre che alla socialità interna, a creare attività per conquistare reddito ed autonomia. Nel corso del tempo sono così nati: il laboratorio tessile, il laboratorio teatrale, il giardino e la clinica per le piante, la cucina per gli eventi ed i catering. - Foto di Chiara Moncada


Gli autori:

Marianna "Penny" Ciuffreda

Nata nel 1981 a Manfredonia, in Puglia, dal 2000 vivo a Roma. Laureata nel 2008 in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, nello stesso anno comincio ad appassionarmi a vecchie fotocamere analogiche. Frequento un corso di camera oscura con la docente Samantha Marenzi. Nel 2011 inizia la mia formazione nella fotografia digitale frequentando diversi corsi al WSP Photography di Roma e approfondendo il reportage e la fotografia sociale con diversi workshop in Italia e Etiopia con il fotografo Fausto Podavini. Nel 2013 frequento un corso annuale di Reportage con Fausto Podavini. Ho collaborato con l'agenzia di coworking YEA-contest, ho all'attivo diverse mostre fotografiche in alcuni spazi espositivi di Roma e diverse pubblicazioni su riveste di fotografia come Private Magazine, Black Box Gallery di Portland, Oregon, Up! Urban Photography Magazine. La fotografia è per me un viaggio tra le vite degli altri e i luoghi vissuti. Mi da la possibilità di entrare in realtà fino ad allora sconosciute e assorbirne una piccola parte.

//All'interno della Casa le donne cercano di convivere tra di loro.All'interno della Casa le donne cercano di convivere tra di loro.

 

Chiara "Dori" Moncada

Dopo la Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ho intrapreso la strada redazionale, scrivendo per due anni all'interno di una pubblicazione mensile specializzata nel terzo settore. Vivo a Roma dal 2008, dove ho lavorato per diversi anni alla CAE (Città dell'Altra Economia), ho sempre mantenuto viva la mia necessità di scrivere e raccontare, seguendo alcune esperienze romane legate ai movimenti e agli spazi sociali, pubblicando diversi articoli principalmente su testate online, e qualche volta su uno dei principali quotidiani nazionali. Nel 2009 ho cominciato a studiare fotografia presso il collettivo fotografico WSP. Il mio campo di interesse è il reportage sociale e, sempre, ad attrarre il mio sguardo sono le persone. Ho all'attivo diverse pubblicazioni su testate online, una su Repubblica, e una mostra collettiva presentata in tre luoghi diversi di Parigi.


//Il calore della cucina aiuta spesso a riscaldare i momenti di difficoltà e di preoccupazione. E’ il luogo della casa dove le donne si ritrovano più spesso.Il calore della cucina aiuta spesso a riscaldare i momenti di difficoltà e di preoccupazione. E’ il luogo della casa dove le donne si ritrovano più spesso.

 

Marco "Buko" Vignola

Classe 1978, sono orgogliosamente lucano ma, felicemente, romano di adozione. Mi avvicino alla Fotografia grazie ai corsi e alle attività tenute presso il Collettivo fotografico WSP. Mi appassiona la fotografia sociale e "intima" e considero la Fotografia un mezzo per conoscere e conoscersi, uno strumento personale per guardare il mondo e se stessi attraverso un oculare e "vedere" quello che la realtà a volte ci nasconde: tra la fotografia che racconta e non emoziona e quella che emoziona e non racconta, io, preferirò sempre la seconda!

  

//La Casa delle Donne “Lucha Y Siesta”, ad oggi, non riceve alcun finanziamento o aiuto pubblico. Gli spazi abbandonati dall’ATAC sono stati recuperati con il lavoro del collettivo ma, nonostante quanto già fatto, sono ancora necessari importanti lavori per la messa in sicurezza dello stabile, l’adeguamento degli impianti e l’apertura delle altre stanze al fine di poter aumentare i numeri dell'accoglienza.La Casa delle Donne “Lucha Y Siesta”, ad oggi, non riceve alcun finanziamento o aiuto pubblico. Gli spazi abbandonati dall’ATAC sono stati recuperati con il lavoro del collettivo ma, nonostante quanto già fatto, sono ancora necessari importanti lavori per la messa in sicurezza dello stabile, l’adeguamento degli impianti e l’apertura delle altre stanze al fine di poter aumentare i numeri dell'accoglienza.