Teatro e recitazione: una via per la pace dentro Basmeh & Zeitooneh  | Basmeh & Zeitooneh, ragazzi siriani, Shatila
Teatro e recitazione: una via per la pace dentro Basmeh & Zeitooneh Stampa
Enab Baladi   

Teatro e recitazione: una via per la pace dentro Basmeh & Zeitooneh  | Basmeh & Zeitooneh, ragazzi siriani, Shatila

Le attività di Basmeh & Zeitooneh (un sorriso e un’oliva) s’inscrivono all’interno delle sperimentazioni di rilievo nel trattamento del bambino e l’attenuazione dei suoi traumi. L’associazione propone delle soluzioni creative in questo campo e uno dei suoi progetti si concentra sulla recitazione teatrale proprio come valvola di sfogo delle crisi del bambino lavorando sui sintomi del trauma.

L' associazione è nata in Libano grazie a un gruppo di ragazzi siriani che nel 2012, sotto il nome di Basmeh & Zeitooneh, si occupavano di fornire assistenza ai rifugiati nel campo profughi di Shatila, a Beirut, dove convivono siriani, palestinesi e libanesi. Nel 2014 l'organizzazione ha ottenuto l’autorizzazione ad operare in Libano e si è ampliata nella città di Marj, nella zona della Beqa’, a Tripoli e a Naba‘a, fino ad arrivare in Turchia, a Gaziantep e Şanlıurfa.

 

Il programma di educazione alla pace

In una casetta “araba” nel bel mezzo dei quartieri della città vecchia di Gaziantep, in Turchia, Basmeh & Zeitooneh accoglie quotidianamente bambini e dedica loro i suoi programmi. Mira, la responsabile del programma di educazione alla pace, spiega che il progetto è incentrato sul sostegno psicologico attraverso le arti espressive e la riproduzione della realtà attraverso il teatro e la musica ed è destinato a bambini siriani che hanno subito i traumi della guerra. Si crea una possibilità per esprimere pubblicamente ciò che hanno vissuto attraverso la messa in scena della realtà insieme agli amici.

Spiega: "Il bambino racconta la sua storia, prende con sé tre amici, sceglie una persona che lo rappresenterà e un’altra che interpreterà il cattivo. Quando si ritrova a guardare la sua storia adattata da qualcun altro, la sua percezione del dolore si attenua e lo aiuta a liberarsi, capendo che non è l'unico ad aver subito un trauma e che può capitare la stessa cosa a chiunque".

L'associazione svolge delle sedute per la "costruzione di fiducia" tra bambini della stessa età. Dopo aver instaurato un clima di fiducia non consentiamo l’inserimento di un nuovo bambino, così come non lasciamo che recitino davanti alla famiglia, per garantire la privacy del bambino ed evitare qualsiasi possibile forma di costrizione durante la messa in scena.

Mira aggiunge: "Dal novembre 2015, quando abbiamo iniziato, abbiamo osservato un cambiamento nei bambini e in misura maggiore in quelli che continuano a stare con noi fino ad oggi, tra il loro vissuto e il modo in cui lo affrontano. Non dico che sono tornati normali o in una condizione ideale, ma quanto meno si è creato uno spazio sicuro dove si possono esprimere al meglio".

L’associazione valuta il miglioramento dei comportamenti dei bambini attraverso dei questionari compilati prima di consentire al bambino di partecipare a qualsiasi seduta, per misurarne la preparazione e la capacità di adattamento, accanto a un formulario per la famiglia per capire quanto conoscono il bambino e prendere informazioni sulle sue abitudini e su ciò che ama. Alla fine del programma si sottopongono gli stessi questionari, misurando così il grado di flessibilità e la portata del cambiamento.

In una chiesa della zona dell’Iran Bazaar (Gaziantep) il 30 aprile scorso, l’associazione ha organizzato una festa a conclusione del periodo di formazione all’interno del programma "educare alla pace", durante la quale i bambini che volevano cantare sono stati inclusi all’interno del coro fondato dall'organizzazione in collaborazione con dei volontari ed hanno eseguito due canzoni della cantautrice palestinese Rim Banna. Bambini e ragazzi sono stati protagonisti dei due spettacoli, all’interno dei quali ogni bambino ha raccontato nella sua lingua l’esperienza prima di unirsi a Basmeh & Zeitooneh e cosa è successo dopo.

Prima dei bambini, la messa in scena della realtà è un adattamento a cui vengono istruiti tutti gli organizzatori del gruppo, Mira si infatti dice convinta che aiuti ad attenuare la percezione del dolore.

 

Un codice di comportamento per evitare inosservanze da parte dei membri

Dopo il colloquio, la persona che si unirà all’equipe, deve sottoporsi a un periodo di tirocinio secondo quanto stabilito dal codice di comportamento, pietra miliare dell’associazione, che vieta ogni insegna discriminatoria su base confessionale, etnica o politica, qualsiasi tipo di sfruttamento sessuale e violenza fisica o verbale.

Il tirocinio ruota attorno a degli aspetti la cui osservanza da parte del tirocinante è condizione indispensabile, come ad esempio il modo di parlare o di vestire. Mira dice: "Controlliamo che il codice venga rispettato. Chi lavorerà con noi, non inizia se non dopo averlo firmato, viene monitorato dal supervisore del centro e gli si offrono delle osservazioni utili a garantire una parità armonica nel lavoro".

 

Quali sono i criteri per la selezione dei bambini?

Non ci sono criteri o "filtri", ogni bambino è il benvenuto e non c’è alcun tipo di categorizzazione. La responsabile del progetto sottolinea che "la posizione del centro s’inserisce in un ambiente popolare e povero e non c’è disparità perché tutti i bambini provengono dallo stesso ambiente".

Il primo obiettivo del programma è di aumentare la resilienza del singolo bambino rispetto agli eventi vissuti negli anni passati e ridurre il numero di bambini che si preparano a entrare nella lotta armata.

Nella seconda parte, si mira a una presa di coscienza del bambino, una maggior consapevolezza del mondo e della società intorno a lui, un’evoluzione cognitiva alla scoperta del mondo, dello spazio e del pensiero su una scala a più ampio raggio rispetto a quella limitata ai suoi amici. Anche la percezione che il bambino possiede del luogo in cui vive, che non è il suo paese, è un passaggio importante perché informa sui servizi offerti nel paese attuale, come raggiungere la moschea quando ci si perde, dov’è l’ospedale o la caserma della polizia.

 


 

Link all’originale: http://www.enabbaladi.net/archives/111603

Traduzione dall’arabo di Lea Martinoli

30/10/2016

 

 

 

 

 

 

 



 
 

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