Vignette dal mondo per i diritti umani | Nathalie Galesne
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Nathalie Galesne   
Vignette dal mondo per i diritti umani | Nathalie GalesneCome rendere omaggio, per il suo 60mo anniversario, alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo senza cadere in retoriche commemorative infruttuose? Come onorare l'universalità dei suoi contenuti nel momento in cui, per reazione alla globalizzazione, il mondo si balcanizza, le culture si etnicizzano?

Samia Kouider, esperta del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per i diritti e le Pari opportunità) ha un'idea, una buona idea: fare ricorso alla cultura e all'humour per coinvolgere più persone e insufflare nuova energia alla Dichiarazione , questa vecchia signora un po' avvizzita che più nessuno ascolta; i tre quarti del pianeta non sono forse oggi oppressi e attanagliati dalla miseria?

Kouider decide così di riprendere il progetto che Plantu, disegnatore-editorialista del giornale Le Monde , e Kofi Annan hanno iniziato nel 2006 con l'iniziativa “Cartooning for peace” (leggere l'articolo su www.babelmed.net ) e propone una rilettura della Dichiarazione Universale attraverso una selezione di un centinaio di disegni di 24 artisti (di cui 5 italiani) pubblicati dalla stampa dei cinque continenti.

L’esposizione itinerante, realizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la collaborazione di Plantu e il sostegno dell dipartimento dell'informazione delle Nazioni Unite, deve ancora fare tappa a Torino, Genova, Firenze e Napoli. Il catalogo dell'esposizione raggruppa tutte le vignette con gli articoli della Dichiarazione come unico testo, una presentazione dei disgnatori e un reportage sulla loro partecipazione al vernissage e le loro testimonianze e opinioni sul tema.

Incontro con Samia Kouider, il cui carattere forte e vivo non è estraneo alla storia tormentata e complessa dell’Algeria, suo paese natale.

Vignette dal mondo per i diritti umani | Nathalie GalesneCome ha avuto l'idea di questa esposizione?
Quando, con il capo del Dipartimento per i diritti e le pari opportunità, abbiamo cominciato a pensare ad una serie di azioni relative alla promozione della protezione dei diritti umani e sociali in Italia , avevamo nella nostra agenda di lavoro le iniziative da proporre per delle campagne di comunicazione e sensibilizzazione presso il grande pubblico italiano nel quadro del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 , inaugurato il 10 Dicembre 2007. Come comunicare efficacemente dei temi complicati con un linguaggio semplice e immmediato e slegato da ogni tentazione ideologica o demagocica? In questo senso eravamo al cuore del problema: la terribile storia delle caricature danesi che sono costate la vita a decine di persone e la dimensione planetaria del dibattito attorno a questa pubblicazione mi aveva fatto riflettere. Ho quindi pensato di usare lo stesso strumento, quello del disegno satirico, esattamente al contrario di come era stato fatto con la strumentalizzazione politica e mediatica delle caricature danesi. La satira politica e sociale è uno strumento forte, universale, che permette di ricordare alle persone che hanno dei diritti, come quello per esempio di non subire repressioni per le proprie opinioni, o essere umiliati a causa delle prorpia appartenenza sessuale, di razza o religione, ma comporta anche doveri e responsabilità verso la comunità umana.

In cosa l'approccio di questa esposizione si differenzia da ‟Cartooning for peace”, il progetto a cui si è ispirata?
Il percorso ‟Sorriso amaro” proposto nell'esposizione ‟Vignette dal mondo per i Diritti Umani” si distingue da quello di ‟Cartooning for peace” essenzialmente per i suoi temi. I disegni proposti non si articolano solamente attorno al binomio “guerra e pace”, ma percorrono tutti i diritti fondamentali presenti nella Dichiarazione Universale e le convenzioni internazionali successive. Diritti che partecipano pienamente alla vita quotidiana dei cittadini, anche quando essi non ne hanno necessariamente coscienza.Esistono in tutto il mondo altre forme di "guerra" e di negazione dei diritti: l'estrema povertà e l'esculsione, la miseria e l'analfabetismo, il razzismo e la xenofobia, la violenza inflitta alle donne e ai minori, le moderne forme di schiavitù e la tratta di esseri umani, l'Aids e le altre malattie trasmissibili, la violazione quotidiana della libertà di opinione e di espressione, ecc... Questi diritti fondamentali, che toccano la vita quotidiana delle persone, continuano ad essere negati o limitati persino nei paesi che ne rivendicano la “paternità”. Restiamo in Europa: non poter arrivare alla fine del mese, non potersi permettere una sistemazione decente, non avere accesso ad un impiego o assistenza medica o legale adeguati, essere stigmatizzati o esclusi a causa della propria appartenenza etnica o culturale, o per il prorpio orientamento sessuale, costituiscono una negazione dei diritti fondamentali di una persona.

Vignette dal mondo per i diritti umani | Nathalie Galesne Come ha scelto i disegnatori e in che modo questi ultimi hanno interagito con la manifestazione?
Tra i 24 artisti selezionati, innanzi tutto ci sono stati quelli che avevano aderito alla manifestazione organizzata da Plantu, ‟Cartooning for peace” , tutti molto impegnati nella difesa dei diritti umani, ma abbiamo anche selezionato altri disegnatori come gli italiani Altan, Giannelli, Ellekappa, Staino e Vauro o ancora la disegnatrice turca Ramize Erer, celebre per i suoi disegni satirici sui rapporti uomo-donna. Tutti loro denunciano quotidianamente le trasgressioni e violazioni dei diritti e delle libertà nei loro paesi e nel mondo e per questo sono spesso minacciati. Alcuni di loro hanno conosciuto la prigione, la tortura e diversi attentati alla loro vita e a quella dei loro cari. Questi artisti-editorialisti, per il lavoro che svolgono, sono spesso testimoni diretti del carattere mondiale della nozione di diritto inalienabile della dignità della persona, della sua integrità e libertà: quale che sia la loro nazionalità, lingua, appartenenza religiosa , culturale o politica, hanno portato all'attenzione del loro pubblico gli stessi temi di attualità: i genocidi ufficialmente riconosciuti o meno, le ineguaglianze nel mondo, le guerre di occupazione, il disastro ecologico, le dittature, lo sfruttamento degli esseri umani, gli scandali legati agli aiuti umanitari ai paesi poveri, le migrazioni forzate, le limitazioni alla mobilità e le atre molteplici forma di discriminazione...

Questa esposizione viaggerà anche all'estero?
Questa esposizione è stata pensata per l'Italia e sull'attualità italiana con tutti i suoi problemi, sempre più pesanti: la povertà e l'ineguaglianza sociale, lo sfruttamento sessuale dei minori, o ancora il razzismo e l'intolleranza, per esempio. Inoltre, sono stati scelti alcuni paesi rispetto ad altri - il Darfur piuttosto che l'Afganistan o il Libano, ecc... - in funzione della storia dell'Italia e delle sue relazioni con altri paesi. Quindi era il pubblico italiano il primo destinatario di questa esposizione.


In generale quali sono le reazioni del pubblico?
L’affluenza del pubblico è stata eccezionale. In un mese più di 15.000 persone sono venute a vedere l'esposizione a Roma. Le richieste che abbiamo ricevuto dai comuni e da altri organismi per avere l'esposizione nella propria città,
le reazioni nel libro delle firme, gli articoli sulla stampa e le centinaia di citazioni sul web e sui blogs di semplici cittadini hanno testimoniato di una reazione estremamente positiva, ben oltre le nostre aspettative. Tutto ciò ci ha dimostrato di aver visto giusto, queste reazioni hanno dimostrato come il disegno umoristico possa essere uno strumento di rara efficacia. L’immediatezza della lettura della caricatura, l’assenza di ridondanza e di retorica, lo rendono uno strumento ideale per portare il pubblico a riflettere.
Vignette dal mondo per i diritti umani | Nathalie Galesne

Si ha la sensazione che i valori univerali abbiano sempre meno presa sul pubblico, cosa ne pensa?
In effetti ci sono due diversi livelli, da un lato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo , uno dei testi più tradotti al mondo (336 lingue), dall'altro lato i suoi principi sono ben lontani dall'essere applicati nella realtà. Spesso, vengono percepiti come semplice dichiarazione di un ideale o un obbiettivo troppo lontano: nel quotidiano di milioni di individui i contenuti di questi 30 articoli non si traducono ne in una reale e concreta protezione, ne come uno strumento per lottare e rivendicare i propri diritti.
In questo senso c'è una vera dicotomia dei Diritti Umani tra una pratica molto attiva ed un altra che purtroppo resta del tutto passiva. Da più di 40 anni, la Dichiarazione è luogo di dibattiti e scambi molto vivi, tra l'Occidente che ne rivendica la paternità mentre il resto del mondo continua a sottolineare i propri particolarismi storici, regionali, culturali e/o religiosi . Infine, se la tentazione di pensare in termini di appartenenza territoriale, culturale, etnica e religiosa oggi si fa sempre più forte nel mondo , il valore della dignità umana -bisogna ricordarlo- esiste in tutte le culture. Ed è precisamente nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e in tutte le convenzioni e patti internazionali che vi sono stati aggiunti (e che le legislazioni nazionali degli Stati membri dell'Onu hanno per la maggior parte ratificato ) che essa trova oggi la sua migliore traduzione.

Nathalie Galesne
(01/07/2008)

Per saperne di più consulta:
www.dirittipariopportunita.gov.it
www.conosciituoidiritti2008.org

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