Donne dal mondo in bicicletta. Per la pace in Medio Oriente | Carla Reschia
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Carla Reschia   
Donne dal mondo in bicicletta. Per la pace in Medio Oriente | Carla ReschiaDal 2004 centinaia di donne di tutto il mondo attraversano in bicicletta il Libano, la Siria, la Giordania, Israele e la Palestina per portare un messaggio di pace. Si chiama “Follow the women” e nasce a Londra nel 2001 (Anno europeo della donna), a opera di Detta Regan, un’attivista impegnata in diversi progetti in Medio Oriente che le sono valsi anche una candidatura al Nobel nel 2004. La sede italiana del progetto fa capo al Centro Scambi e Dinamiche Interculturali Xena di Padova ( www.xena.it ) e a Luisa Trigila.
Percorrere oltre 300 chilometri in bicicletta attraversando una delle aree più “calde” del pianeta per un gruppo di donne allora parve una sfida fin troppo ambiziosa. Così ambiziosa da rasentare l’incoscienza. “Ci dicevano – racconta Detta sul sito dedicato all’iniziativa ( www.followthewomen.com/ ) – che non ce l’avremmo mai fatta perché in Medio Oriente le donne non vanno in bicicletta e lungo la strada gli uomini ci avrebbero tirato pietre. Ci dicevano che era troppo pericoloso, e questo ha rafforzato la nostra determinazione. Si è visto poi che gli uomini ci offrivano fiori e ci porgevano i loro bambini da baciare”.
L’anno scorso le donne, oltre duecento provenienti da tutte le Nazioni del mondo, dal Giappone, all’Australia, alla Nuova Zelanda, sono partite dal Libano il 2 maggio per arrivare in Palestina il 15 maggio. Un viaggio nell’attualità e nella storia, dai campi profughi del Libano alle rive del Mar Morto.
Quest’anno l’appuntamento è fissato per metà ottobre e mentre Detta Regan è già al lavoro per prendere contatti nei diversi Paesi, le richieste di partecipazione stanno aumentando ogni giorno. Dall’Italia, per l’edizione 2008 ne erano arrivate oltre sessanta, di cui solo una ventina – la “quota” per ogni Paese – accettate. “Un’esperienza indimenticabile – racconta Rosanna Salvi, fedelissima di tutte le edizioni, esclusa quella iniziale – che mette a contatto con una realtà difficile. Ovviamente siamo scortate sempre e ovunque dalle autorità locali, ma anche con un autentico desiderio di comunicare, di conoscere. È stata un’emozione difficilmente descrivibile passare il check point tra Betlemme e Gerusalemme in bici, passaporto alla mano”. Con noi avevamo due cameramen e abbiamo prodotto un video che dovrebbe uscire a breve”.
Donne dal mondo in bicicletta. Per la pace in Medio Oriente | Carla Reschia
Uno degli obiettivi dell’edizione di quest’anno, di cui si occuperà la responsabile italiana Luisa Trigila, è riuscire a coinvolgere nell’iniziativa anche un gruppo di donne israeliane: “La manifestazione – osserva Rosanna - ha una connotazione filopalestinese. ma la pace non è solo palestinese, la pace è trasversale. Questo è quello che vorremmo comunicare, soprattutto in un momento come quello attuale”. “E questo – conclude Luisa - cercherò di fare. Non è un compito facile perché anche se pedaliamo per la pace sia le palestinesi che le israeliane fanno molta fatica ad accettarsi reciprocamente. Spero di riuscirci”.

Carla Reschia
(02/03/2009)



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