Tra Francia e Turchia alta tensione | Marta Ottaviani
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Marta Ottaviani   
Tra Francia e Turchia alta tensione | Marta OttavianiI rapporti fra Francia e Turchia sono notoriamente molto tesi e adesso i due Paesi del Mediterraneo hanno pensato bene di peggiorarli ulteriormente tirando fuori niente meno che alcune teiere in ceramica. L’attacco è arrivato da Ankara.
Durante il suo ultimo colloquio con il presidente Nicolas Sarkozy, il premier islamico-moderato Recep Tayyip Erdogan ha chiesto indietro alcuni prezioni manufatti del Seicento, di epoca ottomana e prodotti con le pregiatissime piastrelle di Iznik. I motivi richiamano in chiave ottomaneggiante quelli cinesi e il loro valore è inestimabile.
Stando alla versione turca le teiere furono ritrovate nel 1883 nelle tombe dei sultani Selim II, Murat III e Mahmut I e trafugate a Parigi da Albert Drogny, che le sostituì con delle copie. Per tutto questo tempo sono state conservate nelle stanze del Louvre; adesso sembrerebbe arrivata l’ora di tornare a casa. Il condizionale è d’obbligo, visto che le autorità turche si sono lamentate della scarsa cooperazione di quelle francesi.
A questo punto il premier Erdogan ha deciso di chiedere conto direttamente a Sarkozy. Non solo, la Mezzaluna sta pensando di chiedere alle Nazioni Unite una risoluzione che punisca chi saccheggia opere d’arte appartenenti a un altro Stato. Un fenomeno a cui la Turchia moderna è stata sottoposta molto spesso e al quale adesso ha deciso di ribellarsi.
Sembra infatti che anche la Germania abbia ricevuto un ammonimento da parte di Ankara perché restituisca una sfinge in bronzo decapitata, ritrovata da archeologi tedeschi nel 1906 ad Hattusa e che si trova a Berlino da anni. E qui il ministro per la Cultura, Ertugul Gunay, non è andato molto per il sottile: se il manufatto non torna a casa, gli archeologi tedeschi che oggi operano a decine in Turchia potrebbero vedere revocate le loro licenze di scavo a tempo indeterminato.
Guarda caso si tratta entrambe di nazioni che si oppongono all’ingresso turco in Unione Europea, ma mentre il caso tedesco è più complesso e sotto alcuni aspetti sotto controllo, i rapporti con la Francia rischiano di peggiorare per motivi ben più sostanziali. Il presidente francese infatti è una delle personalità che sono meno simpatiche non solo al governo ma anche al popolo turco. Alla base ci sono le sue note posizioni sull’ingresso in Ue della Mezzaluna, ma anche un focalizzarsi sulla Turchia che il Paese ha preso come fatto personale.
In febbraio infatti Sarkozy è venuto in visita ufficiale sul suolo turco, una visita che doveva essere, se non l’occasione per riappacificare i rapporti, almeno il tentativo di mostrare alla Francia l’immagine più positiva della Turchia. Il risultato però è stato esattamente il contrario. Una visita tesa, durata appena cinque ore, alla quale sono seguite dichiarazioni per la stampa molto fredde. I giornali turchi hanno accusato Sarkozy di avercela messa tutta per rovinare l’occasione. Il viaggio infatti sarebbe dovuto durare due giorni, uno ad Ankara e uno a Istanbul.
Tra Francia e Turchia alta tensione | Marta Ottaviani
Erdogan / Sarkozy
Il Capo dell’Eliseo invece non solo lo ha ridotto a cinque, massimo sei ore, ma è anche arrivato in veste di presidente di turno del G20, conferendo così alla visita un carattere di ufficialità diverso. Non solo. Il suo avvento è stato preceduto da un duello a mezzo stampa con il premier Recep Tayyip Erdogan, che ha detto all’Afp chiaramente che si aspettava un altro tipo di visita e con Sarkozy che al quotidiano Hurriyet ha ripetuto il suo no deciso all’ingresso della Turchia in Ue. Quando è arrivato all’aeroporto, il presidente francese ha trovato ad accoglierlo solo il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu e l’Ambasciatore francese ad Ankara, mentre per il protocollo ci sarebbe dovuto essere anche il premier Erdogan.
I già difficili rapporti sono stati complicati ancora di più dall’attuale situazione nel Mediterraneo e da Parigi, che nel primo summit sull’emergenza libica non ha chiamato la Turchia al tavolo dei lavori, provocando il profondo risentimento di parte di Ankara che ha detto senza troppi termini: “Il presidente francese ha deciso di tenerci fuori”.
La situazione è critica, anche per l’andamento negativo dei negoziati di ingresso turchi a Bruxelles, e c’è chi teme che nell’immediato futuro possa anche peggiorare. Nel 2012 infatti ci saranno le elezioni presidenziali e molti sono pronti a scommettere che Sarkozy userà le sue posizioni contro l’ingresso della Turchia in Ue per compattare consensi.

Marta Ottaviani
(10/05/2011)




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