“Un aspiro-narghilè resistente” | Maan Alhasbane, regime siriano, Bashar al-Asad, Ebticar
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“Un aspiro-narghilè resistente” | Maan Alhasbane, regime siriano, Bashar al-Asad, Ebticar 

Maan Alhasbane era seduto con uno dei suoi amici a improvvisare barzellette ciniche sulla politica del regime siriano, quando l'amico gli ha suggerito di registrarle, trasformarle in video e pubblicarle sui social network. Dopo qualche tentativo con la telecamera del portatile, grazie agli studi pregressi in regia, scenografia e montaggio, non ha avuto alcuna difficoltà a trasformare le sue battute sarcastiche in sketch digitali. Si è avvolto in una sciarpa, ha preso il narghilè, di cui è assiduo fumatore, e ha iniziato a improvvisare un po’ di battute che ha poi pubblicato sulla sua pagina Facebook con il titolo "Dr. Bashar al-Asad". Il risultato è stato sorprendente, in due giorni ha ottenuto ventimila visite e moltissime condivisioni.

“Un aspiro-narghilè resistente” | Maan Alhasbane, regime siriano, Bashar al-Asad, Ebticar 

“Un aspiro-narghilè resistente” è il titolo che Maan ha dato allo sketch, che poi si è trasformato in programma, nel quale recita la parte di un uomo che si ostina a difendere il regime, con l’intento di rendere chiara l’ottusità dei sostenitori (di Bashar al-Asad) utilizzando diversi dialetti siriani.

 

L’esperienza personale di Maan è esattamente opposta al "Maan" comico che vediamo nel programma. Negli ultimi anni ottanta, a causa delle inclinazioni sinistrorse e del rifiuto di prestare servizio militare, viene arrestato dal regime e internato nel centro di correzione disciplinare, dove le forze di sicurezza gli infliggono torture di vario tipo, fino a provocargli una frattura alla schiena che gli impedirà di camminare. Nel 1989 grazie all'aiuto di alcuni amici riesce a scappare in Europa dove per due anni intraprende un percorso di riabilitazione che lo porterà di nuovo a camminare, anche se con dolori ricorrenti.

“Un aspiro-narghilè resistente” | Maan Alhasbane, regime siriano, Bashar al-Asad, Ebticar 

Maan Alhasbane, originario di Sweida, nasce a Damasco nel 1971, fin da bambino dimostra una propensione per le arti, s’interessa al canto, alla pittura, alla calligrafia, alla scultura e anche alla musica e alla fotografia. Queste diverse passioni lo spingono a continuare la formazione per diventare un professionista e dedicarsi interamente all’arte. Probabilmente i continui spostamenti tra Siria e Libano durante l’infanzia, gli permettono di acquisire la vastità del bagaglio culturale, la prodigiosa memoria e la prontezza di spirito che possiamo notare nella sua satira. Gli sketch “Un aspiro-narghilè resistente” prendono in analisi una notizia dell’ultima ora e ridicolizzano il regime e a volte anche i gruppi d’opposizione, mettendo insieme diversi punti di vista. Come dice egli stesso a Syria Untold, tutto questo nasce dalla sua indignazione per "gli atteggiamenti negativi che la rivoluzione ha indotto e la palese inadeguatezza ad adempiere al ruolo per il quale si era nominata garante".

“Un aspiro-narghilè resistente” | Maan Alhasbane, regime siriano, Bashar al-Asad, Ebticar 

Il piacere di lavorare con fotografia, regia e montaggio è ciò che ha spinto Maan a continuare la divulgazione dei suoi sketch, per arrivare a produrne nove in un mese, tra i quali l’ultimo (gennaio 2016) sull'assedio della città di Madaya e sui bambini affamati. È proprio sulla rapidità e la semplicità nella realizzazione degli sketch che Alhasbane basa il suo lavoro e, senza bisogno di introdurre effetti speciali o altri stimoli audio-visivi, si limita a far narrare e recitare il suo personaggio. Dopo il successo riscosso, Maan ha sperato di attirare l’attenzione di una delle grandi emittenti televisive per incrementare la diffusione, ma che questo avvenga o no, intanto ha già raggiunto una vastissima popolarità in un brevissimo periodo, affidandosi solo ai social media.

Oggi Maan Alhasbane vive in Belgio, da cui ha ottenuto la nazionalità. Subito dopo la riabilitazione, si è attivato per la difesa dei diritti umani e per denunciare gli abusi del regime. Ha studiato psicologia, si è formato nell’assistenza a disabili, per dieci anni ha lavorato utilizzando l’arte per la cura di bambini diversamente abili, ha partecipato come volontario alle iniziative “Action for hope” e “Carovane a sostegno della cultura”, attive nelle zone distrutte della Siria e nei campi profughi. Negli ultimi anni ha completato gli studi di regia e scenografia al fine di sviluppare il suo talento e metterlo a sevizio della rivoluzione siriana. Sono venticinque anni che non torna in Siria ma, come conclude nell’intervista con SyriaUntold, è un sogno che non lo ha mai abbandonato né mai lo abbandonerà.

“Un aspiro-narghilè resistente” | Maan Alhasbane, regime siriano, Bashar al-Asad, Ebticar 


 

 

Articolo ripreso dal sito SyriaUntold nell’ambito del programma Ebticar

Link all’articolo originale:

http://www.syriauntold.com/ar/2016/01/%D9%86%D9%81%D9%8E%D8%B3-%D8%A3%D8%B1%D8%AC%D9%8A%D9%84%D8%A9-%D9%85%D9%8F%D9%85%D8%A7%D9%86%D8%B9/

 

Traduzione dall’arabo di Lea Martinoli