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Le autorità impongono un black-out mediatico sulla repressione a Deraa Stampa
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Le autorità impongono un black-out mediatico sulla repressione a Deraa | babelmed Reporter senza frontiere condanna con forza la censura imposta dalle autorità siriane sui media nazionali e stranieri riguardo i fatti di Deraa. Bloccando l’accesso all’area, le forze di sicurezza stanno reprimendo le manifestazioni che da giorni si svolgono nella città, senza nessun testimone.

Ahmed Hadifa, un blogger siriano di 28 anni, noto come Ahmad Abu Al-Kheir, è stato fermato il 24 marzo dalla polizia di Damasco "per la sua attività su Facebook in favore delle manifestazioni a Deraa". Eera già stato fermato lo scorso febbraio e trattenuto per alcuni giorni senza nessuna accusa precisa. ( http://fr.rsf.org/syrie-vague.html )

Il giornalista Maan Aqil, anche lui fermato dai poliziotti la stessa mattina, è stato rilasciato in tarda serata. Per molte settimane è stato oggetto di un frequenti molestie ( http://fr.rsf.org/syrie-vague.html ).
Mazen Darwish, fondatore del Centre syrien pour les médias et la liberté d’expression (Centro siriano per i media e la libertà d’espressione), è tornato in libertà la sera del 24 marzo, dopo esser stato convocato, la mattina, per un interrogatorio. Questo richiamo è avvenuto a seguito delle sue dichiarazioni sulla repressione a Deraa e della recente ondata di arresti nel paese. Mazen Darwish era già stato convocato e trattenuto per alcune ore il 16 marzo scorso, mentre partecipava, come osservatore, a un sit-in pacifico davanti al ministero dell’interno a Damasco. Il 24 marzo, in serata, anche lo scrittore e attivista politico Louay Hussein è stato rilasciato. Era stato arrestato il 22 marzo, in casa, per il suo attivismo su internet e il sostegno dimostrato nei confronti dei manifestanti.

Sempre il 24, le autorità siriane hanno impedito la distribuzione del principale quotidiano filo-governativo, Al-Watan, di proprietà di Rami Makhlouf, un cugino del presidente, senza dare spiegazioni. Secondo alcune fonti, questo impedimento sarebbe la conseguenza della pubblicazione di un articolo intitolato “Les médias syriens nous mentent” (La stampa siriana ci mente). Le autorità avrebbero bloccato la stampa del giornale alle sei del mattino. Poco dopo, nel corso della giornata, il ministero dell’informazione ha autorizzato nuovamente la sua distribuzione, senza dare spiegazioni su questo cambiamento di posizione.
Questo contrasta con la condanna, da parte dello stesso giornale, della copertura mediatica degli eventi di Deraa della stampa internazionale, accusati di aver pubblicato false informazioni mentre, secondo il quotidiano, nel paese regnava la calma. Nell’edizione del 24 marzo, distribuita clandestinamente, un articolo rimetteva in causa il carattere pacifico del movimento di protesta, e sosteneva una politica di repressione severa.

Inoltre, secondo le informazioni raccolte da Reporter senza frontiere, un fotografo e un operatore video di Agence France-Presse (AFP) e un fotografo dell’Associated Press sono stati brevemente interpellati dalla polizia il 22 marzo mentre stavano realizzando un servizio sulle manifestazioni a Deraa. I tre giornalisti sono stati picchiati e il loro materiale è stato confiscato. L’incidente si è verificato nuovamente il giorno seguente, quando i giornalisti dell’AFP stavano tentando di tornare a Deraa. E, per il momento, non sono riusciti a recuperare il materiale sequestrato.


Articolo pubblicato sul sito di Reporters Sans Frontières il 25 marzo 2011
http://fr.rsf.org/



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