Siria, ancora massacri di civili | S.C.
Siria, ancora massacri di civili Stampa
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Continua in Siria il massacro dei civili, soprattutto nella città ribelle di Homs assediata dall’artiglieria del regime. Morti e feriti anche ad Aleppo in seguito a due attentati. Nella macabra conta degli orrori l’Unicef ha reso noto che dall’inizio della rivolta almeno 400 bambini sono rimasti uccisi ed altrettanti sono stati arrestati, torturati e molti anche abusati sessualmente. Medici senza frontiere denuncia la “caccia ai feriti e ai medici”. Una situazione pesante, da guerra civile.
Siria, ancora massacri di civili | S.C.Bashar al-Assad è sempre più isolato ma non ferma la macchina di morte del suo regime. L’Onu ha annunciato che la Lega Araba sta mandando dinuovo suoi osservatori e questa volta chiede la cooperazione delle Nazioni Unite. E’ un nuovo tentativo di convincere il dittatore a dimettersi e permettere una transizione democratica dopo il veto di Russia e Cina alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza che appoggiava il piano della Lega Araba. Secondo l’Onu, più di 5400 persone sono state uccise in undici mesi di violenta repressione da parte del regime, ma una ong vicina all’opposizione stima un bilancio di 7 mila vittime. Diversi Paesi, tra cui l’Italia, hanno richiamato i loro ambasciatori a Damasco. La Turchia si sta muovendo a livello diplomatico e la Tunisia ha deciso di espellere l’ambasciatore siriano a Tunisi. L’Unione Europea sta studiando un inasprimento delle sanzioni contro Damasco (come il blocco dell’esportazione di fosfati e metalli preziosi). “E’ importante isolare a livello politico, diplomatico ed economico il dittatore e il suo regime”, ha detto Burhan Ghalioun, leader dell’opposizione e presidente del Consiglio nazionale siriano.
“Il popolo siriano vuole vincere. Il popolo siriano vincerà. Ma a livello internazionale è necessario muoversi in fretta con manovre di embargo contro Bashar al-Assad e il suo regime, espellendo i suoi ambasciatori dai paesi occidentali e congelando i suoi conti bancari. Bisogna agire nonostante il veto di Russia e Cina. Sono convinta che alla fine il popolo siriano ce la farà”, ha detto Tawakkul Karman, la yemenita che ha sfidato il dittatore Saleh, premio Nobel per la pace, a Torino dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria. “Un riconoscimento, un orgoglio per la primavera araba”, ha aggiunto la leader politica yemenita promotrice tra l’altro del movimento ”Giornaliste senza catene” che si batte per la libertà di espressione.

S.C.
11/02/2012






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