A marzo elezioni parlamentari in Egitto | elezioni, Egitto, Giza, Fayoum, Beni Suef, Minya, Assiut, Wadi al-Gedid, Sohag, Qena, Luxor, Aswan, Mosri, Al-Ahram, Cairo, Qalyubiya, Daqahlia, Monufiya, Gharbiya, Kafr al-Sheikh, Sharqiya, Damietta, Port Said, Ismailia, Suez, Ayman Abbas, Mada Masr
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A marzo elezioni parlamentari in Egitto | elezioni, Egitto, Giza, Fayoum, Beni Suef, Minya, Assiut, Wadi al-Gedid, Sohag, Qena, Luxor, Aswan, Mosri, Al-Ahram, Cairo, Qalyubiya, Daqahlia, Monufiya, Gharbiya, Kafr al-Sheikh, Sharqiya, Damietta, Port Said, Ismailia, Suez, Ayman Abbas, Mada Masr

La prima tranche di votazione si terrà il 22 e il 23 marzo e coinvolgerà i residenti dei governatorati di Giza, Fayoum, Beni Suef, Minya, Assiut, Wadi al-Gedid, Sohag, Qena, Luxor, Aswan, Mar Rosso, Alexandria, Beheira e Matoruh. 

Gli elettori registrati in queste province che risiedono attualmente all’estero voteranno con un giorno di anticipo, il 21 e 22 marzo.

La seconda fase coinvolgerà Cairo, Qalyubiya, Daqahlia, Monufiya, Gharbiya, Kafr al-Sheikh, Sharqiya, Damietta, Port Said, Ismailia, Suez e il nord e il sud del Sinai nei giorni 26 e 27 aprile. Gli espatriati di queste zone potranno votare già il 25 e 26 del mese.

Se necessario, il ballottaggio per la prima fase si terrà i primi due giorni di aprile, il 31 marzo- primo aprile per i residenti all’estero. Per il secondo turno, invece, lo spareggio è in programma per il 6 e 7 maggio, 5 e 6 per chi risiede fuori dal Paese.

Nella conferenza stampa, il capo del comitato High Elections, Ayman Abbas, ha dichiarato che l’Egitto ha raggiunto due importanti traguardi lo scorso anno: la ratifica della Costituzione e l’elezione di un presidente. Il terzo e ultimo obiettivo sarà l’elezione di un parlamento, ha aggiunto.

Il quotidiano di stato Al-Ahram ha riportato le sue dichiarazioni proclamando che “il treno di questa roadmap” è arrivato al capolinea.

Dopo la rimozione dal potere dell’ex presidente Mohamed Morsi, nel luglio 2013, il presidente ad interim Adly Mansour ha stabilito un preciso calendario per gestire il periodo di transizione.

Tutto è cominciato con la formazione di un comitato di esperti per proporre emendamenti alla Costituzione del 2012. Poi c’è stato l’annuncio delle elezioni presidenziali, che avrebbero dovuto tenersi entro un periodo massimo di sette mesi a partire dalla dichiarazione.

Secondo il piano iniziale, dopo la ratifica della Costituzione, il presidente ad interim avrebbe dovuto indire le elezioni parlamentari in un periodo compreso tra un mese e due mesi dopo il referendum. Le elezioni presidenziali saranno annunciate una settimana dopo la convocazione della prima seduta parlamentare.

Secondo l’articolo 230 della Costituzione, le elezioni parlamentari sarebbero dovute avvenire entro sei mesi dalla sua entrata in vigore. Invece, dalla ratifica della Costituzione alle elezioni parlamentari è passato più di un anno.

A differenza del decreto di Mansour, l’articolo costituzionale non specificava quale tra l’elezione presidenziale e quella parlamentare si sarebbe dovuta svolgere prima, ma stabiliva che entrambe si sarebbero dovute tenere entro sei mesi.

L’Assemblea del popolo, o la “camera bassa” del Parlamento, è stata sciolta nel giugno 2012, dopo che la legge elettorale fu definita incostituzionale.

Altre conferenze stampa si terranno per annunciare ulteriori dettagli sul monitoraggio elettorale e sulla copertura mediatica dell’evento, e per rispondere a eventuali altre domande, ha affermato Abbas.

Ha anche aggiunto che non possono essere apportati cambiamenti nel database elettorale, se non dietro ordine della corte, e solo fino a 15 giorni prima della data stabilita per il voto.