Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak
Lettere dal Cairo Stampa
Alessandra Fabbretti/Giulia B. Filpi   

Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak

 

Cara Giulia, mi fa piacere pensarti al Cairo, nei luoghi in cui sono stata ormai sette anni fa, quando da studentessa facevo la spola tra la Cairo University e le strade piene di gente sempre allegra e vociante. Il Nilo mi sembrò immenso e il traffico impossibile, ma passeggiare era piacevole, soprattutto al mercato di Khan Al-Khalili, oppure lungo la Corniche del Nilo, e intorno a piazza Tahrir, dove era pieno di bancarelle di libri usati e ristorantini buoni ed economici. È ancora così bella e viva, nonostante la Rivoluzione?

Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak

Cara Alessandra, tante cose mi fanno amare questa città, anche se piazza Tahrir non dev'essere la stessa di sette anni fa. La fermata della metropolitana è stata chiusa da circa nove mesi, con lo scopo di limitare l'afflusso alle manifestazioni, e non è più stata riaperta. I cantieri impediscono di vivere la piazza. La vita culturale, comunque, è ancora in fermento, e giocando a tawla e bevendo tè e deliziosi succhi di frutta nei caffè del centro mi sono fatta tanti amici. C'è Ahmed, che ha imparato bene l'italiano per lavorare nel settore turistico, e ora è disoccupato, come il 45% dei laureati. Ci sono Mido, ingegnere, appena tornato dai tre anni di servizio militare obbligatori per chi ha una laurea "forte", e Salma, che ammiro per il suo lavoro in un centro studi femminista, in uno dei paesi dove la disparità di genere è tra le più profonde al mondo. C'è anche Mohammed, che con la sua laurea in Italiano lavora otto ore al giorno, più due o tre per gli spostamenti, in un call center di Amazon. Gli danno trecento euro al mese, ma qui non è male. L'università cittadina, però, è chiusa agli stranieri per motivi di sicurezza, quindi non ho ancora conosciuto altri studenti. Dall'inizio di quest'anno accademico, il presidente Al-Sisi ha assoldato forze di polizia privata per controllare le università pubbliche. Questa decisione ha suscitato forti proteste da parte degli studenti e ci sono stati centinaia di arresti, e anche qualche settimana fa, alla Cairo University, ci sono stati scontri tra i giovani sostenitori dei Fratelli Musulmani e forze di sicurezza, con 13 arresti. Il regime militare di Sisi è continuamente visibile, invadente anche per i non egiziani.

Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak

Peccato. La borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri, nel 2007, dava accesso ai corsi della Cairo University. Gli studenti che ho conosciuto sono stati sempre molto gentili e dimostravano una gran curiosità per il mondo occidentale e per il nostro modo di vivere… mi ricordo ancora le ragazze che, durante le lezioni, mi accarezzavano i capelli per testare la consistenza dei capelli biondi. I ragazzi avevano sempre il sorriso sulle labbra e nessuno si lamentava esplicitamente, ma nonostante questo era facile capire che non erano soddisfatti. Certo, i miei amici erano sereni, perché sapevano che, una volta laureati, avrebbero trovato lavoro abbastanza facilmente. Il fatto di non essere padroni della propria vita, però, creava un certo imbarazzo nelle nostre conversazioni, in cui spesso noi occidentali raccontavamo esperienze o fantasticavamo progetti per il futuro, e loro ascoltavano silenziosi. L'atmosfera creata dal regime era pesante. Le strade erano tappezzate di manifesti di propaganda, mentre giornali, radio e tv non parlavano che dei successi politici dello statista supremo dell'Egitto ricco e prospero. Immagina la mia gioia quando nel 2011 i giovani egiziani hanno preso coraggio e sfidato il regime!

E poi c'era la censura, una vera piaga.

Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak

La musica non è cambiata. Il faccione di Al-Sisi campeggia nei locali pubblici e privati e persino i fumetti per bambini esaltano l'esercito. Ne stavo comprando uno come testimonianza, poi gli ho preferito Rakan, il supereroe egiziano in stile Marvel. Detto tra noi, è anche disegnato molto meglio.

Tornando alla censura, persino gli istituti privati devono farci i conti: un amico professore mi ha spiegato come i film in lingua originale che mostra ai ragazzi debbano ottenere tutti il visto, dietro versamento di una lauta mazzetta. E poi ci sono blocchi di polizia ogni trenta metri… per non parlare del controllo capillare di internet, che proprio in questi giorni sta subendo una stretta ulteriore, con il nuovo progetto di legge sui crimini informatici. Secondo Il sito d'informazione indipendente Mada Masr, questo progetto, tenuto a lungo segreto, mira a punire ogni attentato alla sicurezza e all'unità nazionale perpetrato attraverso internet, oltre a sanzionare chi offende le religioni abramitiche. Le pene previste sarebbero quasi tutte detentive, e in molti casi si tratterebbe di ergastolo o isolamento.

Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak

 

Anche allora il regime cercava in tutti i modi di limitare internet, e diversi blogger sono finiti in carcere a causa delle loro idee. La polizia era una presenza costante, ma non invadente in questo modo. Potevi incontrare uno o due agenti per strada che passeggiavano annoiati, o seduti ai caffè a chiacchierare e fumare shisha. Anche all'epoca, però, l'Università era molto controllata: si poteva entrare solo esibendo il documento e il tesserino col numero di matricola. Le forze di sicurezza sorvegliavano tutto, soprattutto per evitare che gli studenti si radunassero in gruppi troppo numerosi o scambiassero tra loro idee politiche.

Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak

 

Lasciamo perdere. Da qualche mese, diversi bar nel quartiere del Borsa, un tempo vivace centro di aggregazione, sono stati costretti a chiudere con la scusa delle licenze, mentre un altro, in centro, è stato chiuso perché accusato di essere un ritrovo di atei. In Italia non se ne parla molto, ma Al-Sisi sta mandando avanti una feroce campagna anti-atei. Anche se in teoria la costituzione egiziana garantisce la libertà di pensiero dei cittadini, pochi mesi fa un ragazzo di ventun anni, l'ultimo di una lunga serie, è stato condannato a tre anni di carcere per aver scritto su Facebook che non credeva in Dio. L'intento evidente è quello di cancellare tutte le tracce della rivoluzione e reprimere i soggetti potenzialmente rivoluzionari: si arrestano gli attivisti, si coprono i graffiti intorno a Piazza Tahrir, qualche giorno fa un decreto ministeriale ha ordinato l'abbattimento della sede dell'NPD, il partito di Mubarak, dato alle fiamme nel 2011. E' una scelta simbolica importante, perché c'era stato un dibattito su questo palazzone mezzo carbonizzato, e molti volevano lasciarlo in piedi per preservare la memoria storica della rivoluzione.

Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak

 

Molti dei ragazzi che conobbi erano musulmani o cristiani sinceramente credenti e praticanti. Quelli che invece non lo erano, si riconoscevano dal fatto che non parlavano mai di religione. Come se fosse un tabù ragionare sulla propria fede, o il mettere in dubbio i precetti religiosi. Un discorso da non fare assolutamente in pubblico, insomma.

Lettere dal Cairo | Nilo, Khan Al-Khalili, piazza Tahrir, Cairo University, Al-Sisi, Mada Masr, Mubarak

È per questo che la rivoluzione ha coinvolto tanti giovani che volevano più libertà e laicità e invece si sono ritrovati il governo dei fratelli musulmani, con le sue conseguenze disastrose sull'economia e sul turismo. E' per questo che oggi la maggioranza degli egiziani si fida del regime di Al-Sisi, che, nonostante i metodi brutali, sta riportando alla normalità almeno la parte del paese che non si ribella. Il desiderio di libertà e democrazia ha lasciato il posto al bisogno di sicurezza e stabilità. O forse è più onesto chiamarla paura.

Ti abbraccio, Alessandra

 


 

Foto di Hema Ezzat

 

N.B.

- In Egitto, il settore turistico ha subito un calo verticale a partire dalla rivoluzione del 25 gennaio 2011. Nel 2014, nonostante un aumento consistente rispetto al 2013, il numero di turisti nel paese si aggirava ancora intorno ai 10 milioni di persone, contro i circa 15 milioni del 2010, l'ultimo anno del regime di Mubarak. L'anno scorso i turisti sono stati il 3-4% in più rispetto all'anno precedente, mentre gli italiani hanno disertato il paese (-20% rispetto al 2013).

- Nell'ultima classifica annuale sulla parità di genere, pubblicata dal World Economic Forum, l'Egitto si trova al 129esimo posto su 142. A gennaio di quest'anno, Amnesty International ha pubblicato un report sulla violenza di genere nel paese, denunciando come il fenomeno abbia assunto proporzioni massicce e si manifesti sia in ambiente domestico che in luoghi pubblici, con una forte corresponsabilità delle istituzioni.