Egitto: tra crisi socio economica e nuove sfide | babelmed
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Egitto: tra crisi socio economica e nuove sfide | babelmed
EGITTO
TRA CRISI SOCIO ECONOMICA E NUOVE SFIDE
presso il Centro Congressi Torino Incontra
Via Nino Costa, 8 Torino
Per molti osservatori occidentali l’Egitto è un vero enigma.
Il più grande e popoloso paese del mondo arabo, con forti disuguaglianze sociali e territoriali, culla dell’islamismo politico radicale. Un sistema politico bloccato, una società a “democrazia vigilata”, un autoritarismo pervasivo.
Una situazione potenzialmente esplosiva. Perché non deflagra? Che cosa lo impedisce? Su che cosa regge il sistema di potere definito “sistema Mubarak”? Sopravvivrà all’uscita di scena del Rais?
Per rispondere è necessario affrontare la questione da più angolazioni: culturale, sociale -economica e politica.
In questa prospettiva l’Istituto Paralleli, in collaborazione con la Camera di Commercio di Torino, promuove due momenti di approfondimento su aspetti della realtà egiziana che possono giocare un ruolo chiave nella presente situazione di incertezza: società civile, libertà di informazione e ruolo dei media; l’insorgere delle crisi agro-alimentari come effetto delle contraddizioni del modello economico egiziano e dell’inserimento dell’Egitto nell’era della globalizzazione.

Tavola rotonda:
“Egitto, media e libertà di stampa”
Mercoledì 25 novembre
Dalle 17,00 alle 19,00
(Sala Einaudi)

I saluti di Paralleli

Prof. Alberto Antoniotto , Master Peacekeeping
Introduce e modera
Stefanella Campana , Giornalista, responsabile Area Media di Paralleli

“Egitto tra parole e azioni” documentario di Carolina Popolani
Interventi
Marwa Hussein : giornalista di Al Ahram Hebdo e corrispondente di France 24
Said Shoaib : Direttore del giornale indipendente egiziano Al-Yaum Al-Sabi
Mimmo Candito : Presidente Reporter sans Frontières
Sherif El Se baie : Giornalista e studioso del Medio Oriente

L’Egitto è un paese molto interessante per quanto riguarda i mass media. Da un lato vive una repressione che si concretizza periodicamente con chiusure di giornali, televisioni, blog e l’arresto di giornalisti. Dall’altro è uno dei paesi del mondo arabo più proficuo dal punto di vista delle produzioni radiofoniche e televisive, soprattutto quelle di intrattenimento, con un numero crescente di quotidiani indipendenti che si affiancano ai numerosi canali satellitari e al boom dei blog che danno ampio spazio di libertà alla società civile.
La tavola rotonda vuole approfondire alcune delle tematiche chiave legate al mondo dell’informazione egiziana dando voce ai diretti protagonisti.

Workshop:
“La crisi agro alimentare nel Mediterraneo. La situazione egiziana”.
Lunedì 30 novembre 2009
Dalle 17.00 alle 19.00
(Sala Sella)

Saluti
Giancarlo Chevallard - Presidente di Paralleli, Istituto Euromediterraneo del Nord Ovest
Giovanni Pischedda - Responsabile Settore Estero, Camera di Commercio di Torino

Modera
Stefano Aimone - IRES Piemonte, Conservatoria delle Cucine del Mediterraneo

Intervengono

Eugenia Ferragina - Ricercatrice presso l’istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo (ISSM), CNR Napoli
“Il problema della crisi agro alimentare nel Mediterraneo e i suoi risvolti socio-economici”
Malak Rouchdy - Direttore del Middle East Studies Center
“Food Spaces in Cairo: Challenges of Globalisation”
Ulrich Wurzel - Docente di Economia e Direttore del Master “International and Development Economics” (MIDE), Università di Berlino
“Why 20 years of economic reforms in Egypt failed to change the established structures of domination and control in the economy”

Il workshop intende stimolare una riflessione su crisi alimentari e nuove povertà nell’area del Mediterraneo con particolare attenzione al caso egiziano Lo spazio economico euro-mediterraneo può rappresentare un’opportunità unica sia per i paesi europei che devono rafforzare la propria posizione sui mercati internazionali in vista della crescente competizione con i paesi emergenti, sia per i paesi arabi per i quali il raggiungimento della sicurezza alimentare in una situazione caratterizzata da una domanda in crescita e da un’offerta stagnante, passa necessariamente attraverso il ricorso alle importazioni. La crisi alimentare vista quindi come occasione per ripensare la cooperazione agro-alimentare nel Mediterraneo. Tale discussione sarà da stimolo per avviare un dialogo tra le varie sponde di questo mare.

Federica Araco
(17/11/2009)

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