Giornalisti arrestati, attaccati dalle forze di sicurezza | babelmed
Giornalisti arrestati, attaccati dalle forze di sicurezza Stampa
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I giornalisti sono stati vittime di aggressioni da parte delle forze di sicurezza al Cairo durante gli scontri scoppiati il 19 novembre, nei quali i manifestanti chiedevano istituzioni civili e la dissoluzione del Consiglio supremo delle forze armate.

Alcuni reporter sono stati malmenati e trattenuti dalla polizia, e le loro attrezzature sono state confiscate o distrutte.
Reporters sans frontières condanna gli attacchi contro tutti i civili, inclusi i giornalisti, che sono particolarmente esposti per via del loro lavoro.

Il 22 novembre , la fotografa Dana Smilie ( www.danasmillie.com ) è stata arrestata al Cairo, portata in un edificio dell’esercito e poi trasferita altrove dove è stata interrogata per cinque ore prima di essere rilasciata.

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© Dana Smilie


Una troupe di Finnish TV è stata arrestata mentre girava un reportage nel quartiere cairota di Moqattam, è stata trattenuta per cinque ore e l’intero equipaggiamento è stato confiscato.

Il 21 novembre , Malek Mostafa (@malek) è stato colpito all’occhio sinistro e ha dovuto subire un’operazione.
Maher Iskandar , fotografo del quotidiano Youm7 , è stato ferito a una gamba mentre filmava gli scontri a Piazza Tahrir.
Il sindacato dei giornalisti codanna gli attacchi ai collaboratori di cinque media, tra cui Al-Akhbar, El-Shorouk, El-Tahrir e all’agenzia di notizie MENA . Il portavoce del sindacato ha dichiarato che: “Un giornalista è stato arrestato e costretto a spogliarsi. è stato picchiato con un bastone e insultato. Inoltre, gli sono stati rubati tutti i soldi”.

Il 20 novembre , Ahmed Abdelfatah , un fotografo del giornale indipendente Al-Masry Al-Youm , è stato gravemente colpito agli occhi mentre seguiva la manifestazione a Mohamed Mahmoud Street, vicino Piazza Tahrir. È stato portato d’urgenza all’ospedale internazionale di Giza dove è stato immediatamente operato.
Mohamed Kamel di Al-Masry Al-Youm è gravemente ferito dopo esser stato raggiunto da un proiettile di gomma e due altri fotografi dello stesso giornale, Abanub Amad e Tarek Wageeh , sono stati picchiati dalla polizia.
Omar Al-Zuhairi , fotografo del quotidiano indipendente Al-Tahrir , è stato ferito alla testa durante gli scontri e Mo’taz Zaki , suo collega, è stato arrestato dalla polizia mentre realizzava un reportage sugli scontri a Piazza Tahrir.
Anche Rasha Azab del giornale indipendente Al-Fagr , Mahmoud Al-Hefnaoui di Youm7 , Amr Gamal del sito Al-Hurriya wa Al-Adala e il freelance Saad Abid sono stati aggrediti e trattenuti in centrale per interrogratori. Gamal è rimasto bloccato per molte ore.
Ad Alessandria, Sarhan Sanara del quotidiano filogovernativo Al-Akhbar è stata arrestata mentre seguiva una manifestazione ed è stata trattenuta da alcuni agenti, che l’hanno picchiata.
La polizia ha anche arrestato Ahmad Tarek di MENA , il fotografo di Al-Tahrir Ahmad Ramadan , l’editore del giornale indipendente Al-Shuruq’s , Mohamed Fouad , il reporter di Al-Shuruq Essam Amer e il fotografo di Al-Shuruq Rafi Shaker.

Il 19 novembre , Yehia Faheem , cameramen della compagnia di produzione CNC e Haitham Gala , tecnico del suono suo collaboratore, sono stati colpiti da alcune pallottole di gomma mentre cercavano di girare un servizio a Piazza Tahrir.
Ahmed Feteha , reporter del sito Ahram Online , è stato aggredito mentre lavorava in strada a seguito di una manifestazione.

Internet: un secondo blackout?

In rete, inoltre, circolano voci sul rischio di una nuova disconnessione di internet, come è successo il 25 gennaio scorso. La rete per il momento ancora funziona, ma Reporter sans frontières ha denunciato che la connessione ha subìto frequenti rallentamenti, specialmente quando in strada si svolgevano le manifestazioni. Anche gli accessi tramite gli smartfone, inclusi quelli che si appoggiano all’operatore Vodafone, sono spesso limitati.

Reporters sans frontières
Partner di Babelmed
(24/11/2011)



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