Il diavolo vince perché il buono tace | Mustafa Bargouthi
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Mustafa Bargouthi   
Il diavolo vince perché il buono tace | Mustafa Bargouthi
Mustafa Bargouthi
La campagna “morte dall’alto” è iniziata verso le 11 del 27 dicembre, ed è continuata nella notte sino al mattino seguente. Mentre scrivo queste note, domenica mattina, i bombardamenti continuano su Gaza.
Ieri è stato il giorno più sanguinoso in Palestina dalla guerra del 1967 e il massacro continuerà stando alle dichiarazioni del Governo israeliano: “questo è solo l’inizio”.

Ciò che sta succedendo non è altro che un crimine di guerra, ma la macchina di propaganda israeliana lavora a pieno ritmo rilasciando ogni cinque minuti falsità.

Bisogna, una volta per tutte, fare chiarezza sui miti che questa propaganda ha creato e diffonde.

1.Israele sostiene d’aver terminato l’occupazione di Gaza nel 2005.

Mentre Israele ha davvero rimosso gli insediamenti di coloni sulla parte costiera della striscia, non ha comunque posto fine all’occupazione. L’esercito continua a controllare i confini, lo spazio aereo e marittimo, e ha compiuto diversi raid ed eliminazioni di persone. Inoltre dal 2006, Gaza è sotto assedio. Per oltre due anni si vive al limite della sopravvivenza alimentare e senza le più elementari necessità per la vita: gas per la cottura del cibo, medicinali. Per molti siamo alla catastrofe umanitaria esacerbata dalle azioni militari israeliane.

2.Israele afferma che Hamas ha violato la tregua unilateralmente.

Hamas in realtà ha rispettato il cessate il fuoco eccetto nelle occasioni in cui l’esercito israeliano ha condotto massicce offensive nella West Bank. (Cisgiordania). Negli ultimi due mesi la tregua è stata violata nell’occasione di uccisioni di diversi palestinesi nella striscia. In altri termini, la tregua di Hamas non ha effettuato violazioni se non in risposta a provocazioni. Israele, dal canto suo, non ha rispettato i suoi obblighi di togliere il blocco e permettere l’entrata dell’aiuto necessario nella striscia. I rapporti di agenzie internazionali e ong israeliane lo dimostrano. Durante il supposto “cessate il fuoco“ molti cittadini di Gaza sono stati costretti a vivere come animali. Circa 262 persone sono morte per mancanza di medicamenti adeguati.

È chiaro che Israele persegue l'obiettivo politico “cambio in Gaza“ a qualsiasi costo.

3.Israele sostiene di perseguire la Pace con i “palestinesi pacifici".

Prima dell’inizio dell’attuale massacro, e durante l’intero processo di Pace iniziato ad Annapolis, Israele ha continuato la colonizzazione della Cisgiordania. Nel 2008 vi sono state impiantate 38 nuove colonie, sono stati arrestati 4950 palestinesi, e i checkpoint sono passati da 521 a 699.

Inoltre dall’inizio dei colloqui sono stati uccisi 546 palestinesi tra i quali 76 bambini. Statistiche che sono drammaticamente al rialzo in questi giorni. Questa mattina, domenica 28 dicembre, è stato ucciso un giovane nel corso di una manifestazione pacifica a Nihlin, un villaggio della Cisgiordania. Le manifestazioni continueranno e ci aspettiamo altri morti. Se Israele vuole la Pace con i “buoni palestinesi”, di chi stanno parlando?

4.Israele sta agendo per legittima difesa.

È difficile parlare di autodifesa nel caso di un conflitto che è stato iniziato dall’esercito israeliano. Autodifesa significa reazione a un’offesa. Le azioni di Israele negli ultimi due giorni sono state da tempo preparate. Vi è stata una campagna nei confronti dell’opinione pubblica interna e internazionale per prepararla all’attacco. Nello stesso tempo si diceva negli incontri con la delegazione palestinese che non vi era nessun attacco in vista. Hanno continuamente rinviato incontri in cui si doveva discutere del blocco e fatto passare col contagocce risorse (gas, clorina per le fogne) assolutamente necessarie con il risultato di peggiorare la condizione umanitaria. Lo sapevano e lo hanno fatto deliberatamente in modo da indebolire la popolazione e farla trovare impreparata al momento dell’attacco.
Come si può inoltre parlare di autodifesa in un conflitto così asimmetrico per mezzi e forze in campo? L’esercito israeliano è il quinto al mondo, la potenza militare più forte nella regione. Israele esporta armi e ha un complesso militare industriale che può rivaleggiare con gli USA. In altri termini, Israele ha sempre avuto il monopolio nell’uso della forza, e come la superpotenza sua alleata, lo usa a dimostrazione di forza e vetrina delle sue raffinate tecnologie di morte.

5.Israele afferma di avere solo obiettivi militari.

Anche se immagini di donne e ragazzi mutilati o morti circolano sulle TV, Israele sostiene che i suoi esperti militari colpiscono solo obiettivi militari. Non è vero: sono state abbattute case di civili, un ospedale, una Università e una Moschea.

Gaza è una delle zone più popolate del mondo, ad altissima densità. Su di essa sono state versate tonnellate di esplosivo. L’esercito parla solo di “danni collaterali “, “morti accidentali“: centinaia di morti e feriti. Questa ridicola e inumana affermazione dovrebbe scuotere la comunità mondiale.

6.Israele afferma di attaccare Hamas, non il popolo palestinese.

Prima di tutto i missili non distinguono le persone sulla base della loro affiliazione politica. Semplicemente ammazzano. Lo sanno tutti, israeliani e palestinesi. Quello che Israele inoltre sa – ma non dice – è che l’azione in corso rafforza Hamas il cui messaggio di resistenza, di coraggio e di vendetta trova spazio nella rabbia e nel dolore.

Gli obiettivi degli attacchi, civili e poliziotti, militanti di Hamas e semplici cittadini, ci dicono della dissennata strategia di Israele. Creare una situazione di incontrollabilità totale, di generale anarchia, senza legge né ordine.

7.Israele sostiene che la fonte della violenza è palestinese.

Siamo chiari e senza equivoci. L’occupazione che dura dal 1967 è l’origine della violenza. La violenza potrà terminare con la fine dell’occupazione e la garanzia di diritti umani e civili ai palestinesi. Hamas non controlla la Cisgiordania, ma noi continuiamo a essere occupati, i nostri diritti negati e i nostri ragazzi uccisi.

Se questi sono miti propagandistici, cerchiamo di capire le vere ragioni dietro i bombardamenti; vi troveremo cose più disgustose ancora.

I leader di Israele fanno conferenze stampa, vestiti di nero, con le maniche arrotolate: “ È tempo di battaglia”, dicono, “ma non sarà facile".

Per provare quanto sia difficile hanno un’aria assorta, affaticata dall’incombenza, la Signora Livni è senza trucco, il Ministro della difesa Barak ha sospeso la sua campagna elettorale per concentrarsi sulla “campagna di Gaza”. Che eroi…. Che leader…

Ma la verità è: la sospensione della campagna elettorale è… campagna elettorale!
Come la sospensione di McCain della sua campagna presidenziale per andare a Washington ad “affrontare la crisi finanziaria“, questo atto è solo una trovata pubblicitaria. I candidati devono apparire “decisi e forti per guidare il paese“ e pare non esserci metodo migliore che spargere un po’ di sangue palestinese.
“Guardatemi“, dice la Signora Livni vestita di nero e con i capelli in disordine, “ Sono una donna, ma sono una guerriera capace di premere il grilletto. Sono più dura di Bibi Netanyau“.

Non so chi preferire, ma alla fine essi non aumenteranno la sicurezza del cittadino israeliano medio; nel prossimo futuro ci saranno, anzi, più problemi quando il massacro provocherà altri kamikaze.
Non indebolirà Hamas. In conclusione, vi è un’altra ragione – oltre la politica interna di Israele – del perché di questo attacco: la complicità e il silenzio della Comunità internazionale.

Israele non potrebbe agire contro la volontà dei suoi alleati europei e americani. Può uccidere centinaia di persone in questi giorni, ma è l’apatia del mondo e l’inumana tolleranza della sofferenza dei palestinesi a permettere che questo avvenga.

“Il Diavolo esiste solo perché il buono rimane silenzioso”.
Mustafa Bargouthi
Ramallah 28 Dicembre


L’articolo è stato pubblicato sul sito di Paralleli Istituto Euro-Mediterraneo del Nord Ovest nella rubrica “L’Opinione”, a cura di Renato Lattes:
www.paralleli.org



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