La resistenza delle donne di piazza Taksim | Murat Cinar, donne di piazza Taksim, Recep Tayyip Erdogan, Ertugrul Kurkcu, Parco Gezi, Nazan Moroglu
La resistenza delle donne di piazza Taksim Stampa
Murat Cinar   

Ormai sono delle icone, una in rosso e l'altra in blu. Sono state soprattutto loro a rappresentare la resistenza contro la brutale repressione della polizia, per ordine del governo nazionale e locale, che continua ormai da quasi due settimane in Turchia. La presenza ma soprattutto le responsabilità delle donne in questa rivolta ha un senso importante.


La resistenza delle donne di piazza Taksim | Murat Cinar, donne di piazza Taksim, Recep Tayyip Erdogan, Ertugrul Kurkcu, Parco Gezi, Nazan Moroglu

Nella "zona libera" di Taksim, che ricorda la comune di Parigi, e nella Turchia di Erdogan, le donne avevano parecchio di cui lamentarsi: "Ci vogliono vedere a casa e non nei luoghi pubblici! Le donne ne hanno abbastanza!" afferma Selvi, sociologa di 28 anni. "Il governo vorrebbe che facessimo almeno tre figli e ha già tentato di proibire l'aborto in Turchia". È così, in effetti. Il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan in particolare, in diverse occasioni pubbliche ha esortato le famiglie turche ad avere almeno 3 figli. Altri politici hanno espresso questo pensiero. In merito al diritto all’aborto, già riconosciuto in Turchia, lo stesso Erdogan non ha esitato a parlare di omicidio.


In base ai rapporti dell'Unione Europea, il 39% delle donne, in Turchia, hanno subito qualche forma di abuso fisico, contro il 22% negli USA. Nei venti Paesi europei, gli abusi oscillano tra il 3 ed il 35% (dati del 2011).


La resistenza delle donne di piazza Taksim | Murat Cinar, donne di piazza Taksim, Recep Tayyip Erdogan, Ertugrul Kurkcu, Parco Gezi, Nazan MorogluCi sono anche ragazze col velo tra i manifestanti: "Sappiamo come convivere con l’appartenenza religiosa" dichiarano. "Le differenze religiose non contano qua; contro la politica anti ambientalista del governo siamo tutti uniti". Ecco cosa hanno detto le donne che il 7 giugno scorso hanno manifestato, riunite dall'Iniziativa Musulmana: "Noi donne musulmane sappiamo che, dopo gli ultimi eventi, alcune donne che indossano il velo hanno subito degli attacchi in diversi quartieri. Questo, ovviamente, ci preoccupa". In alcuni quartieri di Istanbul, le donne che indossano il velo hanno subito attacchi da persone che professano la loro stessa fede. A Taksim questo problema non esiste. Perché mentre la resistenza crea una propria cultura, racchiude in sé anche la cultura di tutti nelle piazze.


La resistenza delle donne di piazza Taksim | Murat Cinar, donne di piazza Taksim, Recep Tayyip Erdogan, Ertugrul Kurkcu, Parco Gezi, Nazan MorogluL’8 giugno scorso, circa venti associazioni ed alcuni sindacati hanno manifestato contro la politica del governo Erdogan. Con questa iniziativa le donne hanno chiesto le dimissioni del governo lanciando slogan come "AKP (il partito di Erdogan) togli la mano dalla nostra pancia”, “Non vogliamo un governo omofobo”, “Gezi è nostro e rimarrà nostro". Nelle dichiarazioni rilasciate dopo la manifestazione, le donne hanno sottolineato che continueranno a manifestare nelle piazze contro un sistema maschilista che vuole tenerle in casa. "Il governo non può decidere quanti figli dobbiamo fare”, “Saremo sempre contro la violenza e contro il femminicidio" hanno aggiunto le donne. I femminicidi, purtroppo, sono aumentati sotto il governo Erdogan. I dati, allarmanti, riportati dalla presidentessa dell’Associazione Nazionale delle Donne Universitarie, l’avvocatessa Nazan Moroglu, negli ultimi 7 anni hanno subito un incremento del 1400%, un numero spaventoso, che si traduce in 2925 donne uccise dagli uomini.



Piazza Taksim e le strade del municipio di Beyoglu hanno assistito sin dal primo giorno ad una serie di attività di protesta costruttive, lanciate e portate avanti dalle donne. Tra queste spicca “l’azione anti parolacce”: alcune donne manifestanti hanno formato un piccolo corteo ed hanno marciato per le strade scandendo slogan che invitavano gli altri manifestanti a non utilizzare parolacce sessiste ed omofobe; contemporaneamente coprivano con gli spray le scritte sui muri che citavano parolacce in cui il corpo della donna veniva utilizzato per insultare il governo o la polizia. Questa pratica, durante l’esperienza di Piazza Taksim, si è trasformata in un laboratorio aperto a tutti.

 

La resistenza delle donne di piazza Taksim | Murat Cinar, donne di piazza Taksim, Recep Tayyip Erdogan, Ertugrul Kurkcu, Parco Gezi, Nazan MorogluLe donne scese in piazza, non sono le sole a partecipare alla resistenza. Ci sono anche centinaia di migliaia di donne che cucinano in casa propria e che portano da mangiare ai manifestanti per le strade. Questa grande collaborazione e solidarietà ha contribuito a far sì che in Piazza Taksim marciasse compatta una collettività equa ed eterogenee. Il parlamentare nazionale del BDP, Ertugrul Kurkcu, nel corso di un intervento parlamentare ha affermato: “In Piazza Taksim ed al Parco Gezi non esiste lo Stato, esistono le persone, le persone che tra di loro hanno trovato punti comuni ed hanno subito imparato come vivere insieme pacificamente, apprendendo e condividendo i propri saperi”. Kurkcu ha concluso il proprio discorso affermando: “Ciò che vi fa paura è questa convivenza riuscita”.

 



Murat Cinar

 

15/06/2013