Turchia, tra uomini e donne parità lontana | Marta Ottaviani
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Marta Ottaviani   
Turchia, tra uomini e donne parità lontana | Marta OttavianiIl rapporto fra uomini e donne in Turchia riflette spesso le tante contraddizioni del Paese. E a volte ne mostra anche i lati più inquietanti. Recentemente sono stati pubblicati alcuni sondaggi che non lasciano ben sperare sull’evoluzione sociale in vista dell’ingresso in Europa. Un report uscito sul quotidiano Milliyet proprio in questi giorni hanno messo in evidenza come, soprattutto in alcune zone, i Turchi siano sempre di più un popolo di conservatori. Il sondaggio è stato condotto su 2466 persone distribuite in 35 province del Paese.
Il 70% ha detto di essere contrario alla convivenza prima del matrimonio, ma il dato più inquietante riguarda il rapporto con la verginità. All’alba del 2009 infatti il 77,5% delle persone intervistate, tanto uomini quanto donne, ha detto che la donna deve arrivare vergine al momento del matrimonio, l’11% concorda solo in parte e infine un altro 11% si è dichiarato completamente contrario. Come naturale gli uomini sono risultati più sensibili delle donne al tema. Ma la tendenza generale è quella di un grande conservatorismo. L’auto conservazione naturalmente non sembra conoscere la parità dei sessi. Solo il 41,2% degli intervistati uomini infatti pensa che la prima volta debba succedere con la propria moglie. Nelle zone più rurali della Turchia entrambi i sessi, seppur in percentuale limitata al 34% sono a favore dell’astinenza sessuale completa prima del matrimonio.
Lasciano a desiderare anche i risultati riguardanti la violenza sul sesso femminile. Secondo il sondaggio infatti il 34,3% delle donne turche sposate ha subito abusi o fisici i psichici. La fascia di donne che subiscono maggiori violenze è quella che va dai 30 ai 44 anni. Il 33% delle donne che ha ammesso di ricevere abusi ha appena la licenza elementare, il 21% il diploma di superiori e il 14% la laurea. Il 40% di donne con violenze si concentra nel sud-est del Paese, appena il 9,9% nella regione egea, tradizionalmente considerata più aperta e progressista. Nonostante le percosse però, la violenza arriva solo seconda fra le cause di un eventuale divorzio. Il 78,6% delle donne infatti divorzierebbe di fronte a una menzogna, il 49,6% per la violenza domestica, il 36% per il mancato adempimento degli obblighi coniugali. Ma il dato più sorprendente è questo: fra gli intervistati maschili, soprattutto fra i risiedenti in Anatolia e nell’est del Paese, il 70% supporta la poligamia.
In realtà bisogna dire che le percosse e le ingiustizie contro il gentil sesso non sempre rimangono impunite, anzi, a volte ricevono pene decisamente originali. Il Paese della Mezzaluna negli ultimi giorni è stato colpito da due sentenze quanto mai singolari, che se all’inizio possono fare sorridere, nascondono anche un grandissimo valore educativo. A Kastamonu, non lontano dalla costa del Mar Nero, un giudice donna ha punito un marito che picchiava la moglie con la condanna a distribuire 1000 volantini in cui chiedeva scusa alla donna per tutto il male che le aveva fatto.
Ma la capitale dei provvedimenti strani, anche se quanto mai giusti, resta Diyarbakir, città a maggioranza curda nel sud est del Paese. Un marito infatti, come troppo spesso succede nel Paese, picchiava sua moglie e lei lo ha denunciato. E per tutta risposta il tribunale di Diyarbakir, ha deciso che il colpevole dovrà regalare alla sua consorte fiori per 5 mesi, acquistati a cadenza settimanale. La strana e romantica sentenza viene resa nota del quotidiano Zaman.
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Diyarbakir

Il reo si chiama Hayrettin Cetintas ed era accusato di percosse ai danni della consorte. In aula il marito poco virtuoso si era difeso dicendo che picchiava la moglie perché non adempiva ai suoi obblighi coniugali. L’uomo era così poco soddisfatto dal suo matrimonio che aveva anche preso una seconda moglie, sposata con il rito religioso in moschea (imam Nikahi) che in Turchia non ha alcun valore legale ma solo simbolico. “Non sarei stato sposato con la mia seconda moglie per molto – ha confessato Cetintas -. Nelle famiglie a volte ci sono dei problemi. Ma la mia seconda moglie è una persona molto aperta e affabile, invece la prima era diventata veramente insostenibile. Lavoro come portinaio e la sera torno a casa che sono stanco. Chiedevo a mia moglie di aiutarmi e lei mi rispondeva che se ne voleva andare. Sì, posso avere usato violenza nei suoi confronti e in quelli di nostro figlio”. L’uomo ha poi ammesso che non si ricordava il matrimonio della moglie e nemmeno quando si erano sposati. Da qui l’idea del giudice di condannarlo a comprare dei fiori alla sua sposa legittima almeno una volta alla settimana per 5 mesi. Al figlio invece dovrà regalare libri per 5 mesi.
E anche i poligami infine rischiano di vedersela male. Il quotidiani nazionali hanno dato infatti grande evidenza alla notizia pubblicata dal comune di Diyarbakir, che avrebbe deciso di abbassare gli stipendi del 14% a chi viene beccato con più di una moglie. In Turchia la poligamia è ufficialmente proibita dai primi del Novecento e il matrimonio islamico non viene considerato legale. Tuttavia c’è chi, soprattutto nell’Est del Paese a maggioranza curda, prende una seconda, a volte una terza consorte proprio grazie all’unione religiosa, trovando un modo per trasgredire le regole. E così il comune di Diyarbakir ha deciso di intervenire. Le mogli che denunciano i propri mariti per poligamia riceveranno un sussidio e i mariti vedranno ridotto il proprio stipendio del 14%. Il provvedimento verrà applicato in via sperimentale fino al 2010 nel quartiere di Yenisehir, ma potrebbe essere l’inizio di una nuova tendenza.


Marta Ottaviani
(28/07/2009)


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