Turchia, in vacanza con la benedizione di Allah | Marta Ottaviani
Turchia, in vacanza con la benedizione di Allah Stampa
Marta Ottaviani   
Dura ad ammetterlo, ma quest’estate Antalya, da sempre capitale del turismo estivo di lusso, godereccio e dalle splendide spiagge e fondali, rimarrà impressa nella memoria della gente per un motivo molto diverso. La più aperta e sbarazzina della Turchia sta diventando anche la capitale del turismo per i musulmani ortodossi. Che affiancati alle russe che dominano il litorale per 4 mesi, è tutto dire.
Vacanza sì, quindi, ma con la benedizione di Allah, segno di una Turchia sempre più attaccata alle sue tradizioni. Il fenomeno è noto come “haremlik-salamlik”. In pratica si tratta di strutture ricettive dove si rispetta la tradizione islamica, con la separazione dei sessi e la totale assenza di bevande alcoliche.
Turchia, in vacanza con la benedizione di Allah | Marta Ottaviani
A onor del vero, la Turchia non è nuova a queste cure particolari per credenti devoti e nemmeno a stranezze di marca vetero-conservatrice. Basti pensare che due anni fa il sindaco di Istanbul, una città che di giorno andrà anche in moschea ma di notte fa ben altro, era finito nell’occhio del ciclone per aver impedito le affissioni pubblicitarie a una ditta che produceva bikini. Una mossa che era piaciuta poco al suo elettorato e che quest’anno si è guardato molto bene dal ripetere.

Turchia, in vacanza con la benedizione di Allah | Marta OttavianiMa con gli alberghi per devoti, l’unico Paese della Mezzaluna a vocazione europea sembra proprio aver battuto tutti i record. Stando al quotidiano Sabah e al periodico Resort , che hanno tirato fuori la notizia, il fenomeno dei pernottamenti “haremlik-salamlik” è in costante aumento da qualche anno, per la precisione dal 2002, quando il premier islamico-moderato Recep Tayyip Erdogan ha vinto le elezioni, conquistando una schiacciante maggioranza in parlamento.

Inizialmente, le strutture “haremlik-salamlik” erano distribuite solo sulla fascia costiera e ridotte ad alberghi di piccole dimensioni e pretese. Ma il business è business e gli hotel a due stelle sono stati sostituiti da edifici categoria “lusso”. I comfort offerti sono i più svariati. Piscine, spiagge, palestre, impianti termali. Uomini da una parte e le donne dall’altra. In quasi tutti i casi, oltre alla stanza del mescit , c’è anche una moschea dove recarsi il venerdì per sentire la predica dell’imam e, naturalmente, pregare. Anche il personale degli alberghi è diviso. Nella parte femminile non possono entrare nemmeno gli alti dirigenti della struttura e le inservienti spesso portano il velo islamico. Ci sono strutture più aperte con pasti in comune, poi ognuno per la sua strada.

Anche se nel caso delle donne sarebbe più opportuno parlare di prigione. Alcuni hotel, infatti, per rendere la clientela femminile assolutamente invisibile agli occhi altrui ha studiato le soluzioni più fantasiose. Ad Alanya, località turistica nel sud della Turchia, l’Hotel Bera ha messo la piscina delle donne sul tetto.
Al momento in Turchia le strutture in grado di soddisfare i clienti devoti sono circa una trentina, ma la rivista Resort giura che stanno aumentando rapidamente. Il già citato Bera Hotel si definisce la patria delle vacanze alternative. La sua moschea può contenere fino a mille persone, è classificato come cinque stelle e per metterci piede bisogna avere un portafoglio con determinate possibilità. Il prezzo di una stanza modello basic variano da 100 a 150 euro al giorno. Chi poi vuole stare comodo e alloggiare nella suite, che misura la modica metratura di 400 metri quadrati, deve prepararsi a staccare assegni dal valore di 1200 euro per 24 ore.

E se Allah ti segue anche in vacanza, non si limita più nemmeno all’albergo, ma anche alla piscina e alla discoteca. Ne sanno qualcosa gli abitanti della zona di Antalya, soprattutto nell’oasi di Patara, nota per le sue spiagge bianche e incontaminate, per i suoi reperti archeologici e per le tartarughe che vanno sulle sue coste a riprodursi. E dove adesso, dopo 20 anni di più stretta tutela ambientale, sorgerà una piscina per sole donne. La Ilay, società specializzata in turismo per musulmani osservanti, ha comprato una parte dell’area vicina ed è pronta a edificare una piscina per sole donne proprio vicino a questi territori incontaminati. Inutile dire quale sia stata la reazione di chi lavora nella zona e dei residenti. I più arrabbiati sono gli abitanti del distretto, gelosi del loro paradiso quasi perduto e contrariati dal tipo di business che sta per svilupparsi. “Questo è un albergo che non porterà nulla di buono al nostro villaggio – hanno detto i residenti al quotidiano Hurriyet – e dimostra quanto l’islamizzazione del Paese sia in atto. Le donne che non portano il velo in albergo e in piscina non ci possono neanche andare. Va a finire che qui grazie a loro non verrà più nessuno”. Preoccupati anche gli archeologi perché le operazioni di costruzione della piscina potrebbero compromettere gli scavi.

In pericolo, anche se a loro insaputa, la riproduzione delle tartarughe marine che, visto l’aumento del “traffico” nella zona, potrebbero fare molta più fatica a trovare un luogo tranquillo dove deporre le uova. Sempre ad Antalya proprio da quest’anno ha aperto la prima discoteca per sole donne, dove non si servono alcolici e, a detta dei gestori, le ragazze possono ballare senza che su di loro si posino occhiate indiscrete o peggio ancora concupiscenti.

Tanto riguardo però poi c’è chi predica bene e razzola male. Proprio due anni fa quando si iniziò a parlare per la prima volta di questa nuova forma di turismo, il direttore del quotidiano Vakit , di orientamento islamico e integralista, era stato fotografato in piscina con tre donne in bikini e senza velo. Più che “haremlik-selamlik”, harem e basta.


Marta Ottaviani
(20/08/2009)


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