In Turchia l’isola capitale dello slowlife  | Marta Ottaviani
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Marta Ottaviani   
La Turchia parte alla conquista di un nuovo record. Il Paese della Mezzaluna infatti avrà presto l’isola “più lenta” del mondo. Dove con l’aggettivo “lenta” si intende l’applicazione di tutte le regole dello slowfile: ritmi di vita rilassati, buona cucina e contatto con la natura.
L’isola in questione si chiama Gokceada, che in turco suona come “l’isola del piacere” e sembra proprio che non si potesse trovare un nome più adatto, anche se nell’antichità era chiamata dai greci “Isola del Vento”.
In Turchia l’isola capitale dello slowlife  | Marta Ottaviani
Gokceada

Si trova in mezzo alle limpide acque dell’Egeo, poco lontano dalla costa della Mezzaluna, appena fuori dal canale di Cannakkale, meglio conosciuto come stretto dei Dardanelli. Con una popolazione di circa 9mila abitanti è da tempo metà di un turismo sempre crescente, non solo locale, ma anche internazionale. A farla diventare la capitale turca dello slowlife ha pensato il suo sindaco, Yucel Atalay, che voleva sfruttare il suo potenziale turistico in modo intelligente e che ha lavorato sodo per soddisfare tutti I 52 articoli dell’International Cittaslow Association. Il suo obiettivo, infatti, era quello di rendere Gokceada qualcosa di diverso rispetto alle numerose “colleghe” perse nelle acque dell’Egeo e che sono soprattutto greche.
L’incoronazione definitiva di Gokceada avverrà il il prossimo giugno durante l’Assemblea delle città Slow che si terrà in Polonia. Un’iniziativa la cui lingua ufficiale potrrebbe tranquillamente essere l’italiano, visto che l’associazione è nata nel 1999 a Greve in Chianti, nel cuore della Toscana e da sempre patria del buon vivere.
L’obiettivo principale è la riconsiderazione del territorio, basta su un aumento della qualità della vita e con un diverso rapporto fra l’uomo e la natura. La riscoperta dei piaceri, a tratti anche delle fatiche della vita agreste, unita alla scoperta delle peculiartià enogastronomiche della zona e di tradizioni che si ritenevano perdute. I comuni che aderiscono all’iniziativa, spesso hanno una comunità intera pronta a supportare il progetto, il che dimostra come il protagonista assoluto sia l’uomo. Non solo l’imprenditore o l’istituzione, che si cimenta in questo nuovo tipo di turismo, ma anche il visitatore, che quando arriva in una località “slow” accetta una specie di “codice d’onore”. Meno comodità e optional in cambio di una stagionalità nei prodotti culinari offerti, meno alberghi 5 stelle, ma spazi dove ritrovare la lavorazione di prodotti artigianali locali, la pace dello spirito attraverso percorsi guidati nelle zone più suggestive dal punto di vista storico e naturale.
In Turchia l’isola capitale dello slowlife  | Marta OttavianiUna sfida che Gokceada è già pronta a raccogliere. Per portare la corona di isola più lenta del mondo, l’isoletta a metà fra Grecia e Turchia è pronta a sfruttare tutte le sue potenzialità, a partire da quelle che le hanno donato la sua storia e la sua posizione geografica. Da qualche mese stanno andando avanti scavi condotti dall’Università Hacettepe di Ankara che hanno rinvenuto testimonianze risalenti a 5.000 anni fa e un lungo tratto di costa è stato riconosciuto come Parco Naturale sottomarino. Altri punti di forza della sua azione turistica saranno la possibilità di praticare sport come il trekking, che sfruttano le potenzialità del territorio e la cucina, che può offrire una tradizione autoctona di grande varietà. Infine, presto l’Isola del Vento potrebbe rivelarsi un paradiso anche dal punto di vista della salute. Molti studiosi infatti ritengono che la densità di zolfo in alcune zone delle acque costiere durante la stagione estiva potrebbe aiutare le persone malate ai reni e di psoriasi.

Marta Ottaviani
(14/04/2011)




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