Da Marrakesh appello per l’educazione ambientale | Bianca La Placa, Vandana Shiva, Lalla Hasnaa, green economy, green economy, Laura Barraza, Quin Tian, Namir Nava, Achim Steiner, Abdulaziz Othman Altwaijri
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Bianca La Placa   

Al 7° Congresso mondiale WEEC presentate buone prassi e ricerche sul tema “rapporto tra città e campagna alla ricerca di maggiore armonia”. Esposti i lavori di scuole locali, mostre di opere d'arte, esempi di innovazione e impresa “green”. Ospiti d'eccezione, Vandana Shiva e la principessa Lalla Hasnaa, Presidente della Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente.

Si è chiuso con oltre 2400 partecipanti venuti da 105 paesi del mondo il Settimo Congresso Mondiale dell'Educazione Ambientale (WEEC World Environmental Education Congress), organizzato a Marrakech dal 9 al 14 giugno scorsi dal Segretariato Permanente della rete WEEC e dalla Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente.


Da Marrakesh appello per l’educazione ambientale | Bianca La Placa, Vandana Shiva, Lalla Hasnaa, green economy, green economy, Laura Barraza, Quin Tian, Namir Nava, Achim Steiner, Abdulaziz Othman Altwaijri

 

Docenti universitari, insegnanti, giovani, imprese, associazioni, membri degli enti e delle istituzioni internazionali, nazionali e locali, funzionari di parchi ed enti culturali si sono riuniti per presentare buone prassi e ricerche sotto il tema centrale del “rapporto tra città e campagna alla ricerca di maggiore armonia”, declinato in undici sezioni tematiche, presentazioni orali, poster, tavole rotonde, workshop, side events. Inoltre era allestito uno spazio esposizioni con lavori delle scuole locali, mostre di opere d'arte realizzate con materiali riciclati, esempi di innovazione tecnologica e di impresa “green”. I lavori hanno toccato tutti gli aspetti dell'educazione ambientale e hanno fatto il punto sullo stato dell'arte a livello mondiale in questo settore: dai temi classici dell’ecologia, come l’acqua, il cibo, l’energia, i rifiuti, al ruolo di social network e dei movimenti, dall'intelligenza emotiva alla green economy.

Il congresso è stato soprattutto un'occasione di scambio e conoscenza reciproca. Ogni sessione di lavoro, workshop o tavola rotonda ha visto la partecipazione di delegati provenienti da vari paesi del mondo: in molti incontri erano rappresentati più di dieci paesi contemporaneamente, e ciò ha reso più interessante lo scambio reciproco, le domande, la possibilità di conoscersi e di far nascere collaborazioni e sinergie nel futuro. Ad esempio il workshop “Badra” ha presentato un progetto olandese-marocchino sulla formazione dei volontari (l'Associazione marocchina ha chiesto all'olandese IVN di realizzare un piano di formazione sul reclutamento di volontari e sulla loro formazione). Mentre nella tavola rotonda “Come costruire legami nelle comunità attraverso l'educazione ambientele” l'australiana Laura Barraza ha analizzato i legami cognitivi, affettivi e comportamentali di alcuni studenti di zone rurali messicane che hanno preso parte a programmi di educazione ambientale.

Tra i tanti temi affrontati ricordiamo il ruolo dei media nella promozione dello sviluppo sostenibile, analizzato nella presentazione su poster della cinese Quin Tian, dell'Università di Pechino, secondo la quale il desiderio di cambiare i comportamenti del consumatore è una delle grandi sfide che dovranno affrontare la produzione e il consumo sostenibili. Ma quali media? Anche una soap opera radiofonica può servire a tutelare le foreste. È quanto sostiene Namir Nava, Messico, che cita la radio-novela “L'amore è per sempre”. Lanciata dall'associazione internazionale Rare Conservation (che sin occupa di consarvazione degli ecosistemi) è stata trasmessa in otto campagne di social marketing del Sud America. Il risultato? Oltre il 90% degli ascoltatori ha migliorato le sue conoscenze sul problema dell'acqua, così come era stato recitato da alcuni attori durante la storia.

Tra gli interventi istituzionali ai massimi livelli, quello di Irina Bokova, prima donna a diventare Direttrice generale dell'UNESCO che ha sottolineato come lo sviluppo dell’educazione ambientale sia la chiave per la green economy e la green society. Rispetto al tema centrale del WEEC, il rapporto tra città e campagna alla ricerca di una maggiore armonia, Irina Bokova ha spiegato come ci debba essere coerenza educativa tra questi due mondi: “Gli analfabeti sono per la maggior parte nelle campagne – ha detto – e il sistema educativo deve tener conto di questo disequilibrio e deve porvi rimedio. Per farlo sono molto utili le nuove tecnologie, i telefoni cellulari e tutte le forme che aiutino l’inclusione non solo formale ma anche informale, che permettano di acquisire informazioni. Certo dipende dalle singole circostanza, ma sono sistemi che possono integrarsi per ottenere un’educazione più inclusiva”. Presenti anche Achim Steiner Direttore esecutivo dell'UNEP (il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), Abdulaziz Othman Altwaijri, direttore generale dell'ISESCO (Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization).

Ospite d'eccezione, Vandana Shiva, scrittrice e militante ambientalista, vincitrice del Nobel alternativo nel 1993, che ha chiuso i lavori con una lectio magistralis basata sull'importanza di considerare la natura come l'insegnante migliore e la necessità di imparare nuovamente a vivere in armonia con essa e a ritessere legami sociali sinceri.

La principessa Lalla Hasnaa, Presidente della Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente, ha portato il saluto del re del Marocco Mohammed VI. Nel suo messaggio il re ha sottolineato l'importanza di questo incontro come occasione per evidenziare il ruolo dell'educazione e della sensibilizzazione nell'ottica dello sviluppo sostenibile, e il Congresso offre l'opportunità di approfondire la ricerca e lo scambio di opinioni in questo campo. Per una crescita economica forte abbinata a uno sviluppo sociale equilibrato – sottolinea ancora il messaggio del re – è necessaria una politica di protezione dell'ambiente, in modo che la dimensione economica vada di pari passo con quella ecologica.

“Questo congresso è un'occasione preziosa per concludere dei partenariati e anche per rinforzare le iniziative locali, regionali e internazionali in materia di protezione dell'ambiente – ha aggiunto Mario Salomone, Segretario generale della rete WEEC – il mondo si trova davanti alla sfida di assicurarsi uno sviluppo giusto e durevole, pur tenendo conto che la priorità dev'essere data alla conservazione della biodiversità, alla riduzione degli effetti dell'inquinamento e all'utilizzo responsabile delle risorse naturali”.

I cambiamenti auspicati dal dibattito degli esperti e quelli che saranno ancora più necessari in futuro si potranno realizzare se la società saprà trasmettere ai bambini – ma anche agli adulti – nuovi valori, spesso in rottura con quelli che sono attivi oggi. Per questo i partecipanti al Settimo WEEC hanno deciso di chiudere i lavori lanciando un appello, l'Appello di Marrakech, per sottolineare con forza l'importanza cardinale dell'educazione ambientale nello sviluppo sostenibile.

La rete WEEC – il cui Segretariato permanente ha sede in Italia, presso l'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro Onlus di Torino – festeggia il suo decimo anno di attività che ha visto svolgersi già sette edizioni del World environmental Education Congress. Dal 2003 i congressi si sono svolti prima con cadenza annuale e poi biennnale in Portogallo, Brasile, Italia, Sud Africa, Canada, Australia fino all'edizione di quest'anno in Marocco.

E le occasioni per continuare a confrontarsi non mancheranno: durante la cerimonia di chiusura a Marrakech Mario Salomone ha infatti lanciato la prossima edizione del Congresso che si terrà in Svezia, a Gotheborg, dal 5 all'8 luglio 2015, organizzato dall’Università di Gotheborg, una delle più prestigiose e “sostenibili” università del mondo. Appuntamento in Svezia, dunque, con l'8° WEEC.

 


 

Bianca La Placa

29/06/2013