Festival di Fès della cultura Sufi | babelmed
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Festival di Fès della cultura Sufi | babelmedSi rinnova a Fès in Marocco, per il terzo anno consecutivo,
il Festival della Cultura Sufi, appuntamento di rilevanza e prestigio
internazionale che si terrà dal 18 al 25 aprile e che ha già suscitato
enorme interesse. Nella precedente edizione si sono
potute contare oltre 16.000 presenze. Il tema di quest'anno è la
ricchezza e varietà delle culture del Sufismo, un autentico viaggio
nello splendore culturale e artistico di paesi come il Pakistan,
l'Egitto, l'Indonesia, la Siria, la Francia, la Turchia, i paesi
africani, la Spagna, tutto il Maghreb. Evento centrale di riflessione,
negli otto giorni di programmazione, è il Forum "Un'anima per la
globalizzazione" a cui partecipano personalità della comunità
internazionale e della società civile. Ogni giornata si chiude con i
concerti e i rituali "samaa" di artisti e confraternite sufi
provenienti da diversi paesi.

Il Festival della Cultura Sufi è un progetto di dialogo
interculturale che nasce da una filosofia di apertura e da uno
straordinario patrimonio di ricchezza e molteplicità culturale in tutto
il mondo musulmano e oltre. L'obiettivo è quello di far conoscere e
diffondere il messaggio profondo del Sufismo, che è l'espressione,
sotto forma poetica, letteraria, artistica e sociale della dimensione
spirituale e intima dell'Islam. In questo senso, la «cultura» sufi non
è altro che uno dei nomi della civiltà islamica, quando questa si
manifesta nella sua realtà storica, spirituale e creativa. La
valorizzazione della varietà culturale espressa dal Sufismo permette la
diffusione di valori universali comuni a tutti gli uomini.

Il Festival della Cultura Sufi è una creazione di Faouzi Skali,
antropologo ed esperto in scienze religiose, insegnante alla Scuola
normale superiore di Fès, appartiene a una famiglia di sharif
(discendenti del Profeta) ed è membro di una tariqa (confraternita
sufi). Da sempre impegnato nel dialogo interculturale, è autore di
molti libri, alcuni dei quali tradotti anche in Italia ("La Via Sufi.
Via d'amore e di conoscenza", "Gesù nella tradizione Sufi")

La città che ospita il Festival è un altro dei punti di forza dell'evento: Fès è
la più grande delle città imperiali del Marocco e il suo cuore più
antico, la medina di Fès el-Bali, è riconosciuta dall'Unesco patrimonio
dell'umanità. E' sede di una delle più antiche università del mondo e
ha nella sua tradizione una grande scuola di pensiero religioso
islamico aperta al dialogo con le altre culture. Si potrebbe dire che
Fès sta all'Islam come Assisi sta alla Cristianità per la
concentrazione di elementi come la spiritualità, il misticismo, la via
del pacifismo.

Il tema di quest'anno è la diversità culturale del
pensiero Sufi nei vari paesi in cui questo ha trovato diffusione,
lasciando segni tangibili nell'arte come nell'architettura, nella
musica come nella vita spirituale. Perciò il festival proporrà,
nell'arco degli otto giorni di programmazione da sabato 18 a domenica
25 aprile, un viaggio attraverso le culture del sufismo, nello
splendore culturale e artistico di paesi come il Pakistan, l'Egitto,
l'Indonesia, la Siria, la Francia, la Turchia, i paesi africani, la
Spagna, tutto il Maghreb. Ogni giornata permetterà di scoprire un
paese in particolare, le sue pratiche spirituali, i maestri che vi
hanno vissuto, le parole che l'hanno nutrito e le arti e la cultura che
esprimono la sua essenza profonda.

Evento centrale di incontro e
riflessione è il Forum internazionale "Un'anima per la
globalizzazione", un ciclo di dibattiti dedicati alla relazione che
occorre stabilire oggi tra valori spirituali e globalizzazione. In
questa ottica, i valori rappresentati dal Sufismo si incontrano e
dialogano con altri universi culturali e si confrontano con le sfide
del presente: lo sviluppo sostenibile, la democrazia, la solidarietà.

Tante personalità provenienti da orizzonti differenti, diverse culture
e religioni, guide spirituali, intellettuali, uomini politici, dirigenti
d'impresa, attori della società civile tra Oriente e Occidente discuteranno
su come, oggi, sia possibile restiturie «un'anima alla
globalizzazione». Tra i partecipanti, Edgar Morin (scrittore e sociologo francese), Assia Alaoui
(ambasciatrice itinerante del Marocco), Benjamin Barber (politologo e
scrittore statunitense), Dominique Voynet (fondatrice del movimento
politico dei verdi), Marie Arena (Ministro Belga delle grandi città),
Mohammed Berrada (ambasciatore del Marocco a Parigi), Nouzha Skalli
(ministro in Marocco dello sviluppo sociale), Majid Rahnema (scrittore,
ex ministro in Iran), Eric Geoffroy (scrittore e islamologo). Il Forum
si svilupperà in cinque giornate e toccherà tematiche di forte
attualità e di rilevanza mondiale, come la crisi alimentare, la crisi
del capitalismo, le difficoltà della democrazia, il rapporto tra corpo e
spiritualità.

Oltre al Forum, il festival propone una serie di
incontri, conferenze, atelier finalizzati a promuovere e diffondere la
conoscenza del Sufismo. Il pomeriggio e le serate sono riservate alle
diverse espressioni artistiche che questa antica via spirituale ha ispirato nel
passato come nel presente, continuando ancora oggi ad essere fonte di
creazione ai più alti livelli. Grande visibilità sarà destinata alle arti visive,
 come la calligrafia, ma  la musica sarà la protagonista principale nelle serate del Festival.
 In effetti proprio attraverso la musica il Sufismo diventa linguaggio universale
in grado di comunicare, al di là delle barriere linguistiche e
culturali, il suo messaggio per una civiltà portatrice di amore,
conoscenza, solidarietà, aperta al dialogo tra le culture e le
religioni del mondo.

Il festival mette in scena oltre ai concerti, anche le cerimonie
officiate dalle confraternite (tariqa). In particolare, si avrà modo di assistere
a diverse forme del rito "Samaa", uno degli elementi caratterizzanti il Sufismo,
insieme di preghiera, musica e danza, la cui forma più nota al pubblico
occidentale è quella dei Dervisci roteanti. Ma vi sono anche altri modi
di realizzare l'ascesi mistica, che è il fine ultimo del rituale. Anche
in questo caso, come nelle conferenze, sarà rappresentata la vasta e
ricca gamma di espressioni musicali che si richiamano al Sufismo, con
artisti e confraternite provenienti dai paesi del Maghreb e da Siria,
Francia, Africa Occidentale, Spagna, Congo, Palestina. Il profondo contatto tra
Oriente e Occidente è sottolineato dagli omaggi musicali ai poeti sufi
d'Andalusia e a Eva de Vitray-Meyerovitch, grande divulgatrice in
Europa delle opere del poeta mistico persiano Gialal al-Din Rumi.

L'agenzia Par-chemins, fondata da Faouzi Skali, è il motore della
manifestazione, e sembre pronta a cogliere le evidenti ripercussioni
turistiche di questo evento, e che, coerentemente con lo spirito del
festival, cerca di sviluppare forme di turismo sostenibile. In quest'ottica
l'agenzia ha scelto di sostenere il progetto di ospitalità presso le famiglie 
proposto dal Centro Regionale del Turismo e dalla Regione Fès-Boulemane.



Informazioni sul festival:
www.festivalculturesoufie.com
www.par-chemins.com
contact@par-chemins.org
Tel : 00212 (0)535 65 3952/53
Fax : 00212 (0)535 65 44 67

Informazioni turistiche:
Confort Travel International
Tél 00212(0)535942118
Fax 00212(0)535942119
ymsefer@yahoo.fr
www.ctifes.com
cti1@menara.ma

Ospitalità in famiglia:
www.ziyaratesfes.com

Ufficio stampa per l'Italia:
Enedina Sanna
enedin@gmail.com
mob. 333 3757230
Federica Araco
(15/04/2009)

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