La musica arbëreshë tra passato e presente | Emanuela Frate
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Emanuela Frate   
La musica arbëreshë tra passato e presente | Emanuela FrateLa musica, dopo la lingua, è il veicolo con cui meglio si rappresenta l’identità di un popolo. Il patrimonio musicale arbëreshë ci dice molto dell’identità culturale delle popolazioni arbëreshë. Come per la lingua, anche la musica ed i canti si sono tramandati oralmente nelle regioni dell’Italia meridionale creando una musicalità del tutto particolare e sensibilmente diversa da quella prodotta nel Paese originario, l’Albania appunto. Oggi i canti arbëreshë rappresentano un genere musicale del tutto inedito ed insolito che, proprio per la sua specificità, è uscito dallo stigma in cui era stato per anni relegato.
Da alcuni anni a questa parte, infatti, la musica ed i balli popolari attraggono un numero sempre crescente di spettatori: ne è testimonianza la pizzica leccese, le tarantelle e le tammuriate napoletane. Il patrimonio musicale arbëreshë è molto ricco e variegato in quanto possiede elementi di origine balcanica accanto ad elementi derivanti dall’acquisizione e contaminazione con la cultura locale. Le forme, gli stilemi che ritroviamo nelle canzoni arbëreshë tramandateci nel corso dei secoli ripropongono motivi spesso nostalgici di inusitata suggestione (tragico abbandono della terra natia, la diaspora) e motivi epici quali la narrazione delle gesta dell’eroe nazionale Skanderberg. Spesso i canti, soprattutto quelli propiziatori legati a momenti rituali che segnano il passaggio da uno status all’altro (il matrimonio ad esempio), vengono accompagnati da una danza chiamata “Vallja” che, nel ritmo ed in molti suoi passi, assomiglia ad una tarantella. Le danze (Vallja) ed i canti propiziatori sono affiancati dal suono della zampogna, strumento di chiara derivazione napoletana. La ciaramella ( Trumbeta Vixhons ), il flauto a canna ( fishketi ), e la troccola ( troka ) sono tra gli strumenti musicali maggiormente utilizzati nell’antica canzone arbëreshë. Ma la canzone arbëreshë moderna si è aperta a nuovi influssi esterni così, accanto ad una generazione di artisti che si rifanno alla tradizione antica ve ne sono altri che uniscono ritmi e musicalità contemporanee. Accanto ai “classici” come il poeta e cantautore calabrese Pino Cacozza o alle magistrali esecuzioni canore interpretate da Silvana Licursi, si sta facendo strada una nuova generazione di cantanti e di gruppi albanofoni. E’ il caso delle emergenti band musicali “Pappa Marriti Band” e della “Spasulati Band”. Entrambe accomunate dalla comune provenienza calabrese, le due band musicali utilizzano nelle loro canzoni l’idioma arbëreshë, anche se il primo gruppo lo fa in chiave rock ed il secondo in chiave reggae/ska.
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Pino Cacozza

I gusti e gli stili musicali varcano i confini dei posti in cui si sono originati e si applicano alla perfezione anche ai contesti e alle lingue più disparate. Queste due band lo dimostrano in maniera lampante. Certo, c’è ancora molto da fare su questo versante, questi gruppi sono conosciuti per lo più ai cultori della lingua arbëreshë e comunque nell’ambito delle varie comunità di minoranza linguistica sparse lungo la penisola. Tuttavia, parecchi di questi autori tengono concerti in molte città italiane e anche all’estero riscuotendo un discreto successo di pubblico.
Il difficile accesso di questi brani musicali da parte del grande pubblico è dovuto per lo più al fatto che si tratta di un genere di nicchia che si adatta ad un certo tipo di pubblico.
D’altronde la musica è una lingua universale e chi l’ama prescinde dalla comprensione dei testi.



Emanuela Frate
(21/09/2009)


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