Elezioni politiche in Algeria: stesso film, stesso scenario, stessa frustrazione | Nassim Brahimi, Lucia Veronica Gustato
Elezioni politiche in Algeria: stesso film, stesso scenario, stessa frustrazione Stampa
Nassim Brahimi   

Analisi post-elettorale. Il regime ha ottenuto 221 seggi al Parlamento sul totale di 462, quasi il controllo assoluto del Parlamento. I partiti islamici hanno descritto la “vittoria schiacciante” del FLN, come “una farsa elettorale”. I partiti di opposizione parlano di brogli. Per “l’Unione per la Cultura e la Democrazia”, partito d’opposizione che aveva invitato al boicottaggio del voto, il risultato delle elezioni “è una consacrazione dello status quo”.

Si è concluso in Algeria il processo elettorale, e con esso sono finiti i discorsi allarmistici che mettevano in guardia dalle trame straniere in agguato sulla patria algerina. Questa minaccia è stata evidentemente cancellata dall’euforia dello storico partito del Fronte Nazionale di Liberazione per la vittoria, avendo ottenuto la maggioranza dei seggi in Parlamento; in questo modo il sistema ha vinto su se stesso, sul suo popolo e sui suoi nemici, locali e stranieri. Le elezioni politiche del maggio 2012 si sono svolte in “buone circostanze” e nel “rispetto” delle norme democratiche, come è stato riconosciuto a livello internazionale da testimoni arabi, occidentali e africani che hanno lodato il corretto svolgimento delle elezioni, congratulandosi con il popolo algerino per la sua coscienza e con l’autorità algerina per la disciplina mantenuta. Mentre tutti si congratulano al popolo algerino vanno le condoglianze

Elezioni politiche in Algeria: stesso film, stesso scenario, stessa frustrazione | Nassim Brahimi, Lucia Veronica Gustato

La politica della paranoia che stimola i sentimenti nazionali
Le autorità algerine si sono impegnate per alcune settimane a propagandare due idee fondamentali collegate tra loro. La prima era che le elezioni politiche tenute il 10 maggio scorso fossero un appuntamento storico alla stregua del primo novembre, data dello scoppio della rivoluzione algerina, e che dunque nessun algerino potesse mancare a questa data fatidica per la nazione. La seconda idea, poi, era che i nemici dell’Algeria, tanto quelli interni che quelli esterni, stessero aspettando con impazienza il risultato delle elezioni per decidere il destino del paese. Non partecipare a questo appuntamento, dunque, avrebbe rappresentato il “più grande tradimento” alla nazione e un cedere il passo alle forze della Nato, ai piani del Qatar e alle ambizioni della Francia. Il regime algerino è riuscito a creare un’atmosfera di paranoia generale e di preoccupazione sproporzionata sviluppando discorsi nazionalisti che hanno solleticato i sentimenti degli algerini, conosciuti per la loro sensibilità verso tutto ciò che riguarda la sovranità nazionale. Lo spauracchio dell’interferenza straniera nel contesto della primavera araba è stato aumentato dal diffondersi dell’idea di un ritorno degli islamisti al potere, sulla scia dell’onda verde che ha conquistato i paesi vicini, e questo ha riportato alla mente degli algerini ricordi dolorosi e li ha spinti ad unirsi intorno al progetto nazionalista rappresentato dai due partiti del potere “Il Fronte di Liberazione Nazionale” e “l’Unione Nazionale Democratica” .

Lo spauracchio della NATO per evitare il boicottaggio ed affrontare gli islamisti
Tutto è iniziato il 10 maggio 2012, data in cui più di 20 milioni di algerini erano stati invitati a recarsi alle urne per scegliere loro rappresentanti in Parlamento. Le garanzie date dal presidente della repubblica e da altre autorità algerine hanno portato al culmine la suspense. Ci si interrogava sull’identità del partito vincente, sulla percentuale di partecipazione e di boicottaggio, al punto che gli analisti più pessimisti non hanno potuto prevedere il risultato che ha riportato l’Algeria ai tempi del partito unico in cui il FLN aveva il potere sul popolo, sul governo, sull’economia e perfino sul clima. Gli algerini si sono alimentati a sazietà per tutto il periodo della campagna elettorale dei discorsi nazionalisti che mettevano in guardia dall’interferenza straniera e che venivano diffusi dal regime e ripetuti perfino dall’opposizione. Così gli algerini non hanno tardato all’appuntamento e si sono recati alle urne in una percentuale superiore rispetto alle previsioni, alzando il tasso di partecipazione al 40%. Il regime ha vinto la scommessa e tutti hanno tirato un sospiro di sollievo. Ma l’evento è stato drammatico per tutti gli attivisti della democrazia in Algeria, che sono rimasti sbigottiti davanti al ritorno del partito unico, che ha ottenuto 221 seggi al Parlamento sul totale di 462, il che significa che gli mancano pochissimi seggi per dichiarare il controllo assoluto ed esclusivo del Parlamento, e della legislazione totale in Algeria recuperando il voto alcuni elettori indipendenti politicamente.

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Gli islamisti rifiutano i risultati, ma senza ribellarsi
Come era previsto, i partiti islamici che si erano proposti di conquistare il Parlamento sono usciti a mani vuote e hanno sollevato slogan contro il regime accusandolo di imbrogli. I partiti islamici hanno rifiutato i risultati delle elezioni politiche e hanno descritto la “vittoria schiacciante” del partito governante, il FLN, come “una farsa elettorale”. La coalizione “Algeria Verde” che riunisce i partiti islamici Movimento Sociale per la Pace, El-Nahda e il Movimento Nazionale di Riforma ritiene che “la primavera algerina non sia stata cancellata ma solo rinviata”. Dal canto suo l’oppositore islamico Abdallah Djab Allah, presidente del “Fronte di Giustizia e Sviluppo” che ha ottenuto solo 7 seggi, afferma che le elezioni sono state una “grande farsa” e che “non si possono fare commenti perché fondamentalmente queste non sono state elezioni”.
I partiti di opposizione, dal canto loro, hanno criticato con forza i risultati delle elezioni politiche ritenendo che ci siano stati molti brogli. E “l’Unione per la Cultura e la Democrazia”, partito d’opposizione che aveva invitato al boicottaggio del voto, ha dichiarato che il risultato delle elezioni “è una consacrazione dello status quo” mentre “il Fronte delle Forze Socialiste”, tornato sull’arena politica dopo un boicottaggio che si è prolungato per 10 anni, ritiene che “il regime abbia usato tutto il suo ingegno per imporsi al potere”. Il partito operaio ha contestato il risultato delle elezioni avendo ottenuto 20 seggi, sei in meno rispetto alle elezioni del 2007.

Elezioni politiche in Algeria: stesso film, stesso scenario, stessa frustrazione | Nassim Brahimi, Lucia Veronica Gustato

Ciò che è certo è che le ultime elezioni politiche, che avrebbero dovuto far passare l’Algeria dall’epoca di transizione all’epoca di consolidamento della democrazia non sono state all’altezza delle aspirazioni del paese. Ancora una volta si è mancato un passo politico importante ed è stato rimandato il sogno del popolo algerino di vivere in uno stato democratico.



Nassim Brahimi
27/05/2012
Traduzione dall’arabo di Lucia Veronica Gustato
10/06/ 2012