Cristiani d'Algeria, una differenza discriminata | Cabilia, Padri Bianchi, Chiesa cattolica di Algeria, Tempio avventista, protestanti, Habiba Kouider, Bejaia, Ghania Khelifi
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Ghania Khelifi   

Cristiani d'Algeria, una differenza discriminata | Cabilia, Padri Bianchi, Chiesa cattolica di Algeria, Tempio avventista, protestanti, Habiba Kouider, Bejaia, Ghania Khelifi

 

 

La costituzione algerina consacra nell'articolo 2 l'Islam come religione di Stato, mentre l'articolo 73 stabilisce che il presidente della Repubblica dev'essere musulmano. La cittadinanza degli Algerini non musulmani è quindi di fatto menomata anche se la legge garantisce “il libero esercizio del culto”.

Cristiani d'Algeria, una differenza discriminata | Cabilia, Padri Bianchi, Chiesa cattolica di Algeria, Tempio avventista, protestanti, Habiba Kouider, Bejaia, Ghania KhelifiFino agli anni 80, quest'ingiustizia costituzionale non suscitava tanto dibattito poiché nella mente di tutti, cristiani e ebrei erano per forza “stranieri” espatriati occidentali o discendenti dai Piedi neri. Gli Algerini cristiani, soprattutto in Cabilia, retaggio del tempo dei Padri Bianchi della colonizzazione francese, si facevano discreti o si erano convertiti all'Islam da tanto tempo. L'ascesa dell'islamismo ha spinto gli ultimi cristiani ad abbandonare il loro culto o a esiliarsi in Europa. Nondimeno, la Chiesa cattolica di Algeria ha beneficiato della protezione dello Stato che si mostrava così tollerante e benevolo nei confronti dell'esterno.

Gli evangelisti hanno scombussolato questa relativa coabitazione di religioni con la loro presenza presso le popolazioni locali e con la loro avanzata nelle regioni rurali e i quartieri popolari. Questi nuovi cristiani sono spesso degli algerini modesti che hanno preferito la chiesa protestante alla moschea. È il caso di Ali che avevamo incontrato al Tempio avventista del Settimo Giorno nel centro di Algeri a qualche metro dalla cattedrale del Sacro Cuore.

Ali è insegnante e vive in una città popolare della periferia Est della capitale. La storia di Ali è impressionante per i rischi che ha corso per la sua nuova fede ; si era convertito negli anni 90 nel periodo in cui il suo quartiere faceva parte del “triangolo della morte”, una zona sottomessa ai terroristi dei gruppi islamisti armati. Ali non ha mai messo in dubbio la sua scelta, ripete con entusiasmo “il mio Dio è vivo”, “sto in pace”. In pochi giorni, i reverendi del suo tempio, a volte accompagnati dalle loro mogli, riescono a conoscere tutti gli abitanti del quartiere e a farsi invitare ai matrimoni delle famiglie algerine tradizionali.

È per l'appunto questa “immersione” nella popolazione che vieni rimproverata agli evangelisti, associati ogni tanto ad una setta. A tal punto che nel 2006 una legge sulla gestione dei luoghi di culto è stata adottata per penalizzare il proselitismo non musulmano. Le sanzioni previste: un milione di dinari (10 mila euro) di multa e fino a 5 anni di prigione per ogni “persona che incita, costringe o usa metodi di seduzione con lo scopo di convertire un musulmano a un'altra religione”. Lo stesso trattamento è riservato a colui che “fabbrica, conserva o distribuisce” documenti “che mirano a perturbare la fede di un musulmano”. I poteri pubblici ricordano appena possono che “la libertà di culto è sottomessa al rispetto dell'ordine pubblico, del buon costume e dei diritti e delle libertà fondamentali”, e che si può esercitare solo nei luoghi predisposti a tale uso previa autorizzazione. Gli evangelisti, tra i 20 mila e i 100 mila praticanti sparpagliati in una cinquantina di chiese non riconosciute dallo Stato per lo più in Cabilia, occupano diversi luoghi senza l'autorizzazione necessaria.

Cristiani d'Algeria, una differenza discriminata | Cabilia, Padri Bianchi, Chiesa cattolica di Algeria, Tempio avventista, protestanti, Habiba Kouider, Bejaia, Ghania Khelifi

La situazione dei convertiti protestanti, a differenza dei cattolici, non è paragonabile a quella dei cristiani d'Oriente ma resta tuttavia l'oggetto di discriminazioni di ogni genere e di complicazioni con le autorità. Un cristiano, per esempio, deve aspettare tantissimo tempo per ottenere l'autorizzazione per dare un nome biblico al proprio nascituro. Detto ciò, ci sono famiglie musulmane che hanno dovuto lottare con l'amministrazione per mesi o a volte anni per dare un nome berbero ai propri figli.

Le cose si sono complicate dall'inizio del nuovo millennio, con una specie di caccia alle streghe condotta dalla giustizia contro i convertiti. Le speculazioni e le dicerie alimentate da giornali vicino al governo mettevano in guardia contro l'evangelizzazione della Cabilia sospettata di velleità separatiste e d'islamofobia. Alcuni media e personalità politiche, innalzatisi contro il movimento di rivendicazione identitaria allora molto attivo, spiegavano come dietro l'esigenza democratica dei militanti si nascondesse in realtà la collusione con gli “Occidentali”, la “Francia”, gli “ebrei”, insomma tutti i presunti nemici dei Musulmani.

Cristiani d'Algeria, una differenza discriminata | Cabilia, Padri Bianchi, Chiesa cattolica di Algeria, Tempio avventista, protestanti, Habiba Kouider, Bejaia, Ghania KhelifiIl primo caso mediatizzato fu quello di Habiba Kouider arrestata nel marzo del 2008 dai gendarmi in possesso di un esemplare della Bibbia. Poi ci furono i processi per la predicazione selvaggia, sempre nel 2008, la chiusura dei luoghi di culto nel 2009, nel 2010 il primo processo per non rispetto del ramadan. Una decina di processi sono in attesa di verdetto da allora. Nella regione di Bejaia, è stato vietato alle famiglie cristiane di seppellire i loro defunti nel cimitero musulmano. Tuttavia i cristiani algerini non sono stati assoggettati a spostamenti o ad aggressioni fisiche.

I religiosi stranieri sono stati assassinati dai gruppi islamisti in passato in quanto francesi e poi come vittime della violenza integralista, subita anche da migliaia di musulmani. I convertiti, particolarmente in Cabilia, continuano a vivere nelle loro comunità e nelle loro famiglie senza troppe difficoltà. La loro esclusione dalla vita pubblica è soprattutto mantenuta da un Potere che teme la diversità, che sia culturale, politica o religiosa.

 

Cristiani d'Algeria, una differenza discriminata | Cabilia, Padri Bianchi, Chiesa cattolica di Algeria, Tempio avventista, protestanti, Habiba Kouider, Bejaia, Ghania KhelifiGhania Khelifi

Traduzione dal francese di Matteo Mancini

23/11/2014