Internet in Algeria: il ritardo, aspettando il boom | Yassine Temlali
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Yassine Temlali   
Internet in Algeria: il ritardo, aspettando il boom | Yassine TemlaliL’Internet algerino non ha conosciuto la stessa fortunata esplosione del settore della telefonia mobile, dove il numero di abbonati è passato da 54 mila nel 2000 a 27 milioni nel 2007.
La situazione in questo campo è quasi comparabile a quella dell'inizio del decennio. Il ritardo è sorprendente dal momento che l'Algeria è stato uno dei primi paesi “connessi” nel mondo arabo: alcune università e centri di ricerca erano agganciati alle reti europee e americane già negli anni '80.

Secondo le statistiche rese pubbliche dal Ministero delle Poste e delle Tecnologie dell'Informazione, alla fine del 2007 il paese contava 70 provider, più di 5 mila cybercaffé, e 11 mila strutture scolastiche connesse alla “rete”. Il numero degli “internauti” è stimato sui 4 milioni su una popolazione di 33 milioni. Una cifra astronomica contestata da Rafik Khenifsa, direttore di un settimanale specializzato in NTIC (Nuove tecnologie per internet), Itmag : “Un internauta è un fruitore di internet che dispone di un abbonamento. È così che lo definisce l'Organismo Internazionale delle Telecomunicazioni”. Ora, il numero di abbonati al servizio DSL, comprendendo tutti gli operatori, non supera i 250 mila alla fine del 2007, come sottolinea Ahmed Kehili, direttore del provider pubblico Djaweb , filiale dello storico operatore Algérie Télécom . Certo molti algerini si connettono dai cybercaffé o al RTC grazie a dei numeri di accesso pubblico (l'1515, l'1516…), ma è impossibile determinarne il numero con esattezza.

La debolezza dell'offerta DSL si spiega attraverso due fattori. Il primo, naturalmente, riguarda l'insufficiente diffusione della linea telefonica fissa: solamente 3 milioni di abbonati. Il secondo, è il ritardo che accusa l'informatizzazione: a credere a uno studio del PNUD, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2007, il “tasso di penetrazione informatica” non supera, in Algeria, 1,06% (contro 2,35% in Marocco e 5,63% in Tunisia). Sui 6 milioni di computer promessi agli Algerini con “Ousratic”, un programma statale di sostegno all'informatizzazione, solamente 200 mila sono stati davvero acquistati. I tassi d'interesse bancario erano proibitivi, affermano gli specialisti.

Il governo promette un vero boom per la telefonia fissa nei prossimi due anni. Esso conta non solo sull'estensione della rete di Algérie Télécom grazie al miracoloso WLL , ma anche sull'entrata vigorosa nel mercato della società egiziana Lacom in seguito all'acquisto della totalità del suo capitale da parte di uno dei suoi azionisti, Telecom Egitto . Le autorità sperano di raggiungere per la rete fissa una densità del 22% nel 2010. Quanto all'informatizzazione, un secondo programma pubblico, “Ouisratic 2”, dovrebbe essere lanciato, e questa volta con tassi di interesse moderati perchè parzialmente coperti dallo Stato.

In attesa che queste promesse si concretizzino, le connessioni senza fili potrebbero essere una soluzione miracolosa in un paese dal territorio immenso e dai rilievi diversificati. Queste hanno cominciato a svilupparsi, ma per il momento a profitto principalmente delle imprese. La società privata SLC, lanciata nel 2001, dispone di un portafoglio clienti che si avvicina al migliaio. Insieme con la Canadese Galaxia Telecom , anche Algérie Télécom ha investito in questo promettente mercato e l'egiziana Lacom non intende essere da meno. Sfortunatamente, le offerte in direzione dei privati non sono ancora “democratizzate”.Telecom propone loro un pacchetto di connessioni senza fili (“Athir”), ma la portata reale non ha nulla a che vedere con quanto si dichiara in teoria; e ciò senza parlare delle frequenti deconnessioni nelle zone ad alta densità demografica.

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Internet in Algeria: il ritardo, aspettando il boom | Yassine TemlaliSi può parlare di un “internet algerino” senza che ci siano effettivamente dei contenuti algerini? si interroga Rafik Khenifsa, il proprietario di Itmag . La risposta è un no categorico. La comunicazione su internet resta del tutto secondaria per le istituzioni pubbliche, nonostante molte di esse siano provviste di immensi mezzi. La qualità di molti siti istituzionali lascia a desiderare. Se alcuni – come quelli del Ministero degli Affari Esteri o del Ministero dell'Energia – sono ricchi e regolarmente aggiornati, non si può dire lo stesso di molti altri, i cui contenuti non sono solo deboli e artigianali ma anche poco attuali. Tutto ciò senza parlare degli errori di realizzazione su alcuni di essi, che fanno si che i collegamenti non funzionino correttamente o rinviino a pagine diverse da quelle indicate.

L'esempio perfetto dell'indifferenza di molte istituzioni pubbliche per la “comunicazione elettronica” è lo stesso sito delle Poste e delle Tecnologie dell'Informazione! L'avvenimento più recente al quale rimandava, a metà aprile 2008, il link “avvenimenti”, è un'attività ministeriale che si è svolta l'8 Marzo. Altri “avvenimenti” riportati sulla stessa pagina – in pratica altre attività ministeriali - datano il 2006! Il sito della Chefferie del governo è anch'esso poco attuale: il link “Novità” rinvia alla metà di Aprile, al testo completo dell’Accordo di associazione tra l'Algeria e l'Europa,che è entrato in vigore nel 2006! Il sito del ministero detto “di sovranità” come quello delle “Finanze” non va certo meglio: nella rubrica “Informazioni del giorno”, si può leggere un comunicato di settembre 2007.

I siti di informazione invece sono insufficienti sia per numero che per qualità. Se si fa eccezione per quelli dei quotidiani nazionali – e i rari giornali elettronici editi in Francia (www.toutsurlalgérie.com, ecc.) - si può affermare che non esistono su Internet giornali algerini la cui attività non consista nel semplice “copiare” articoli già pubblicati da altri media e che a volte si attribuiscono, in spregio ad ogni deontologia. Questa pirateria non ha risparmiato Babelmed.net: Dz-live.com si è recentemente appropriato di tre articoli sull'Algeria, che ha messo in linea aggiungendo al nome del loro autore la falsa menzione: “Alger, Dz-live”!

I siti culturali sono così rari che www.algerieinfo non ha ritenuto necessario dedicare loro una rubrica sul proprio annuario, altrimenti molto completo. Su www.yakhou.com , altro annuario algerino, salvo una o due eccezioni, la parola “cultura” rinvia a siti istituzionali, come per esempio quello dell' Ufficio Nazionale dei Diritti dell'Uomo (ONDA). Da questo punto di vista “Esprit bavard", una rivista di cultura e società appena nata, appare davvero pioniera in un campo del tutto abbandonato. Bisogna far notare, tuttavia, che se i megazines culturali generalisti non sono numerosi, i siti specializzati in musica algerina (come dzmusique) conoscono una popolarità maggiore di quella dei blogs o di altri forum di discussione. Idem per i siti di servizi, come www.kherja.com , che consiglia agli internauti algerini films, spettacoli e ristoranti.
Internet in Algeria: il ritardo, aspettando il boom | Yassine TemlaliProva di debolezza dei contenuti locali sul net, la parte derisoria dei siti algerini sulla lista dei più popolari del paese. Esaminando le statistiche realizzate l'ultimo 8 Marzo da una filiale di Amazone, in una lista che ne comprende venti, ne fanno parte solo 2 tra questi: si tratta del quotidiano El Khabar e della società di telefonia mobile OTA (Orascom) che, va sottolineato, offre ai suoi abbonati la possibilità di inviare gratis dei testi sulla rete. Le prime posizioni di questa lista sono tutte occupate da portali generalisti internazionali ( Google, Yahoo, MSN ...). In un'altra lista, quella dei “siti internazionali più popolari”, si trovano El Khabar e Orascom nelle due prime posizioni. Solo tre siti dedicati alla musica algerina ( dzmusique, 5e; douniamusic, 6e, e zikdalgerie.com, 11e ) onorano la cultura in questa top 16 che comprende, in totale, 7 siti di giornali generalisti o sportivi.

Yassine Temlali
(28/06/2008)

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