Il presidente algerino candidato al “plebiscito” di aprile | Yassin Temlali
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Yassin Temlali   
Il presidente algerino candidato al “plebiscito” di aprile | Yassin TemlaliIl 12 febbraio scorso, Abdelaziz Bouteflika ha annunciato la sua candidatura alle presidenziali del 9 aprile 2009. Questa candidatura ha esaudito il desiderio dei partiti dell'Alleanza presidenziale (FLN, RND e l'islamista MSP) e di una moltitudine di organizzazioni vicine al regime (“Vecchi combattenti”, “Figli dei Martiri della guerra di Indipendenza”, ecc.). Come nel 2004, ha anche il sostegno dell'Unione generale dei lavoratori algerini (UGTA), la principale organizzazione sindacale del paese, e del Forum dei capi di impresa, un'influente associazione patronale.

Da quando la Costituzione è stata modificata per sopprimere il limite dei mandati presidenziali, l'annuncio della candidatura di Bouteflika era stato più volte rimandato. Questi consecutivi rimandi avevano fatto dubitare dell'intenzione del Presidente algerino di aspirare alla sua stessa successione. Anche gli interrogativi sul suo stato di salute si erano riaccesi, oggetto di voci persistenti da quando, il 26 novembre 2005, era stato sottoposto ad una pesante operazione chirurgica per l'asportazione di un tumore allo stomaco.

Per Ihsane El Kadi, uno dei fondatori della “Iniziativa civile per la difesa della Costituzione” ( un collettivo che aveva tentato di federare le forze che si opponevano all'emendamento costituzionale), questa candidatura non è una sorpresa. “Il capo di Stato non poteva restare in disparte dopo aver fatto emendare la legge fondamentale perché gli consentisse di restare al potere”. E aggiunge: “Rifiutando l'organizzazione di un referendum sulla nuova Costituzione, ha dimostrato quanto poco gli importasse nascondere i suoi progetti autoritari sotto il velo di una democrazia formale”.

Il 14 novembre 2008, le due Camere del Parlamento (Assemblea e Senato) riunite in una sessione unica, hanno modificato la Costituzione per conformarla al desiderio di Bouteflika di aspirare a un terzo mandato e di ridurre le prerogative del governo, suo “partner minore” nell'apparato esecutivo. L'articolo 74 è stato modificato in modo da sopprimere la limitazione dei mandati presidenziali a due e l'articolo 89 in modo da rimpiazzare il posto di Capo del governo con qello di primo ministro, le cui prerogative si riassumono nel “coordinamento dell'azione governativa”

L’opposizione boicotta
La maggior parte delle forze d'opposizione non presenteranno dei candidati alle presidenziali del 9 aprile: il Raggruppamento per la cultura e la democrazia (laico), il movimento Nahda, il movimento Islah e la corrente – non ancora strutturata – costituita attorno al leader islamista Abdallah Djaballah. Il Fronte delle forze socialiste non ha ancora definito la sua posizione ma, considerando i ripetuti attacchi contro il potere del suo segretario generale, Karim Tabou, ci sono poche possibilità che vi prenda parte.

Il Ministero dell'Interno ha registrato 27 candidature fino al 12 febbraio 2009, tra cui quelle di Moussa Touati, presidente del Fronte nazionale algerino (scaturito dalla scissione di una corrente del vecchio partito unico) e di Mohamed Said, presidente del Partito per la libertà e la giustiza (in corso di formazione). Nessuna di queste candidature sembra avere abbastanza peso da dare alla successione di Bouteflika e a lui stesso una parvenza di credibilità democratica.
Ai termini della legge elettorale, le candidature registrate dal Ministero dell'Interno saranno ufficiali solo dopo che i candidati avranno raccolto ciascuno 75.000 firme di elettori in almeno 25 dipartimenti su 48 o 600 firme di membri eletti delle assemblee. Per adesso solo il presidente del fronte nazionale algerino, Moussa Touati, è riuscito ad assolvere a questa formalità quasi-eliminatoria.

Il governo teme che la disaffezione popolare sia ancor più massiccia che alle legislative del 17 maggio 2007 (percentuale di astensione del 64%, secondo cifre ufficiali). Il Ministero dell'Interno tenta di mobilitare l'elettorato utilizzando differenti mezzi, dagli sms inviati agli abbonati di operatori di telefonia mobile, alla consegna a domicilio delle tessere elettorali.

Per il sociologo Abdelnasser Djabi, se la maggioranza dei partiti d'opposizione hanno invitato al boicottaggio, è perché sono obbligati, se vogliono salvaguardare la loro credibilità, a intonarsi sul diapason dell'indifferenza degli elettori agli scrutini. Inoltre, ha aggiunto, “Questi partiti sono più che mai convinti che il 9 aprile prossimo si assisterà a un plebiscito più che a un'elezione”. “Alle presidenziali del 2004, i giochi non erano del tutto fatti. Bouteflika aveva come concorrente Ali Benflis, il segretario generale del vecchio partito unico, che era sostenuto da una parte dei responsabili dell'esercito, tra cui il Capo di Stato maggiore Mohamed Lamari. Oggi il regime al completo è allineato dietro il Capo di Stato”, ha concluso Djabi.



Yassin Temlali
Traduzione di Alessandro Rivera Magos
(04/03/2009)

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