Libertà di stampa e di opinione.  Cos'è cambiato nei Paesi della "Primavera araba" | Marocco: libertà di stampa, Libia: l'informazione dopo Gheddafi, Tunisia: libertà di stampa, media in Egitto, Medit
Libertà di stampa e di opinione. Cos'è cambiato nei Paesi della "Primavera araba" Stampa
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 Libertà di stampa e di opinione.  Cos'è cambiato nei Paesi della "Primavera araba" | Marocco: libertà di stampa, Libia: l'informazione dopo Gheddafi, Tunisia: libertà di stampa, media in Egitto, Medit

Libertà di stampa e di opinione.  Cos'è cambiato nei Paesi della "Primavera araba" | Marocco: libertà di stampa, Libia: l'informazione dopo Gheddafi, Tunisia: libertà di stampa, media in Egitto, Medit

 

Il dossier ”Libertà di stampa e di opinione" è stato realizzato in partnership con Medit.

 

   
Libertà di stampa e di opinione.  Cos'è cambiato nei Paesi della "Primavera araba" | Marocco: libertà di stampa, Libia: l'informazione dopo Gheddafi, Tunisia: libertà di stampa, media in Egitto, Medit

Libertà d’espressione in Marocco La fine di un’era, l’inizio di un’altra

Processi, boicottaggio e giornalisti incarcerati: metodi che continuano a pesare sulla libertà di espressione in Marocco. L’informazione era più libera negli anni Duemila, all’inizio del regno di re Mohammed VI, rispetto a oggi. Solo alcuni siti web d’informazione e i blogger indipendenti continuano a fare resistenza.

Hicham Houdaïfa

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Libia: l’informazione nell’era post Gheddafi

Tra quotidiani, settimanali, mensili e periodici vari, attualmente si contano oltre cento testate, in continua crescita. Una reazione alla precedente chiusura totale di spazi di libertà d’espressione. Nella Jamahiria del colonnello c’erano solo sei testate, tutte governative. La prima emittente televisiva privata nella storia della Libia è stata Al-Hurra (Libia Libera), creata a Bengasi come web tv dal suo fondatore Mohammed Nabbous. La Tv statale, Allibyia, è in mano alla Fratellanza musulmana.

Farid Adly

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Tunisia, libertà di stampa a rischio della vita

L’informazione non è mai stata così libera, ma secondo il Centro di Tunisi per la Libertà di stampa si contano in media 25 aggressioni al mese nei confronti di giornalisti. Vanno dall’intimidazione all’aggressione fisica, passando per le molestie e le minacce di morte. I giornalisti si trovano costretti a essere “la voce di chi non ha voce”.

Jalel El Gharbi

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I media in Egitto più “realisti” del re

Il problema attuale non sta nel margine di libertà accordata alla stampa, ma piuttosto nel caos che governa i media e la tendenza ad auto censurarsi per compiacere l'autorità o per piegarsi al clima generale. L’emittente CBC ha sospeso il popolare show satirico di Bassem Youssef, un caso di evidente repressione della libertà di espressione dopo il 30 giugno.

Dina Kabil

   
   
 

Traduzioni a cura di Stefanella Campana