La rabbia dei giovani algerini e uno Stato indifferente | Ghania Khelifi
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Ghania Khelifi   
Tiaret: la sede del comune assediata da decine di giovani , titola il giornale Liberté (Libertà) del primo febbraio 2009. Il quotidiano riferisce che in quella località, a ovest della capitale, alcuni giovani hanno preso d’assalto il comune per protestare contro le loro condizioni di vita e in particolar modo contro la disoccupazione.
Il capo di Daïra (il vice-prefetto) ha promesso di prendere in considerazioni le loro rivendicazioni. A Seddouk (300 chilometri a est di Algeri) liceali arrabbiati per l’esclusione dei loro compagni e contro le condizioni scolastiche. Bel Abbès: 12 giovani sotto mandato di carcerazione per scontri.

Questi trafiletti sulla stampa algerina ci sono quasi ogni giorno e riferiscono di diverse notizie che non suscitano più alcun effetto. Lo smarrimento della gioventù algerina – il 47,27% dei 35,7 milioni d’algerini – è ridotto a due grandi problemi, due tragedie. Come quei giovani i cui cadaveri sono stati ritrovati al largo della Spagna dopo un tentativo, fallito, d’immigrazione clandestina. Sono stati quattromila, secondo la guardia costiera, a tentare il viaggio nel 2008, molti di più, probabilmente, nel 2009.

Il ministro della gioventù, intervistato a questo proposito nel dicembre 2009, aveva risposto senza batter ciglio “non siamo riusciti ad individuare le ragioni che spingono i giovani a partire”. Pertanto, il governo moltiplica i congressi sulla giovinezza, ricerche e inchieste sul tema.


La rabbia dei giovani algerini e uno Stato indifferente | Ghania KhelifiUn’inchiesta commissionata al Centro nazionale di studi e analisi per la pianificazione, CENEAP (1) nel 2007 aveva rivelato che il 62,8% dei giovani scolarizzati vede “il futuro incerto”, il 58% non ha occupazione, e il 90,6% non fa parte di nessuna associazione. Paradossalmente, quasi la metà dei presidenti delle associazioni ha meno di quarant’anni, è laureato, bilingue e conosce le problematiche legate alla giovinezza. Tutti hanno segnalato allo stato il problema della tossicodipendenza, che faticano a combattere a causa degli scarsi mezzi finanziari di cui dispongono le associazioni (2).

Anche il CENEAP aveva fornito, in occasione di un incontro tra walis (prefetti) e amministrazioni, statistiche inquietanti sulla defezione scolare indicando che il 48% dei bambini scolarizzati interrompe lo studio nel ciclo intermedio e il 32,5% durante il secondario. La disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni arriva al 70% del tasso globale di disoccupati.


La rabbia dei giovani algerini e uno Stato indifferente | Ghania KhelifiLa crisi, che non ha certo risparmiato l’Algeria, nel 2009, ha accentuato il degrado delle condizioni socioeconomiche dei giovani. Al di là di questi dati, la gioventù algerina è soprattutto vittima delle politiche e dei programmi statali caratterizzati, secondo il CENEAP, da una debolezza della capacità d’ascolto, di osservazione, di partecipazione, valutazione e prospettiva. Lo stato manca di coerenza e coordinamento nella messa in opera di queste politiche.

Anche senza l’analisi di esperti, la noia e lo smarrimento dei giovani sono visibili nelle strade algerine. Le rare librerie sono rimpiazzate da negozi di ogni tipo, le strutture sportive cadono in rovina e l’accesso al cinema internazionale passa per le pessime copie dei film piratati. In un’inchiesta recente realizzata dalla casa editrice Alpha, emerge che l’80% degli studenti non ha mai letto un libro durante i percorso di studi. A proposito dell’università, alcuni docenti, tra cui Ahmed Rouadjia hanno giustamente denunciato il traffico di diplomi e la corruzione che imperversano nell’università algerina. Riguardo ai contenuti dell’insegnamento, Rouadjia ha scritto su El Watan il primo febbraio 2010, che « la definizione stessa di nozione e concetto che alcuni pretendono di chiarire ai loro studenti riconduce a un contesto d’indottrinamento ideologico, con il suo seguito di ostentazioni sentimentali di tipo “arabofono”, “islamico” o patriottico di scarsa qualità, piuttosto che alla distanza neutra e fredda del rigore cartesiano”.

D’altronde, la strumentalizzazione del sentimento patriottico dei giovani da parte dello stato algerino ha raggiunto il suo parossismo in occasione dell’incontro per la qualificazione alla Coppa d’Africa. Biglietti aerei scontati per raggiungere il Sudan e l’Angola, passaporti rilasciati in pochi minuti, bombardamento mediatico: ogni mezzo è stato utilizzato per far dimenticare ai giovani che la nazionale di calcio è formata per la maggior parte di franco-algerini cresciuti in Europa e che lo sport in Algeria è poco diffuso per la mancanza di mezzi e di infrastrutture. In via accessoria, per far dimenticare ai giovani i problemi che da mesi paralizzano costantemente scuole e ospedali.

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(1) ceneap.com.dz
(2) Più di 64 tonnellate di droga saisies nel 2009 secondo la polizia giudiziaria della guardia nazionale che riferisce che sempre più liceali e studenti sono coinvolti nella tossicodipendenza.


Ghania Khelifi
Traduzione dal francese di Federica Araco
maggio 2010

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