"Sansür: Censura. Giornalisti in Turchia"  | Marco Cesario, Stefanella Campana, Hürriyet, Dogan Özgüden, PKK, Zeynep Kuray, Ragip Zarakolu, Erol Zavar, Ahmet Şık, Doğan Yurdakul, Reporters Sans Frontières
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Stefanella Campana   

"Sansür: Censura. Giornalisti in Turchia"  | Marco Cesario, Stefanella Campana, Hürriyet, Dogan Özgüden, PKK, Zeynep Kuray, Ragip Zarakolu, Erol Zavar, Ahmet Şık, Doğan Yurdakul, Reporters Sans FrontièresFrutto di un reportage appassionante effettuato in Turchia dal settembre 2011 al marzo 2012, Sansür racconta  il viaggio di Marco Cesario, giornalista, nelle pieghe del giornalismo turco, un mondo alle prese con una vera e propria campagna d'intimidazione da parte del governo islamico dell’AKP di Erdoğan che non ama particolarmente la stampa indipendente, la stampa curda e la stampa di sinistra. Retate, processi sommari, prove create ad hoc.

La vita si fa sempre più dura per i giornalisti che criticano il potere o che cercano di scoperchiare i calderoni dei complotti ultranazionalisti ed eversivi.

Attraverso un reportage scritto sotto forma di mémoire fatto d’incontri, riflessioni, eventi drammatici, l’autore descrive in modo minuzioso l’arresto di Zeynep Kuray e le retate contro la stampa curda, il calvario dell’editore e giornalista Ragip Zarakolu, le condizioni di vita di Erol Zavar, giornalista malato di cancro e rinchiuso in una prigione di tipo F, create ad hoc per reati legati al terrorismo. Cesario delinea un paese generoso e dalle tinte forti, in cui ad una società civile dinamica e proiettata verso l’Europa si contrappone un governo che sembra preoccupato soltanto a “moralizzare” i costumi del paese e a zittire senza mezzi termini la stampa indipendente".

//Marco CesarioMarco Cesario con un’abile penna trasmette il fascino di Istanbul ma svela anche le atmosfere e le contraddizioni della Turchia, paese democratico  del Mediterraneo guidato da oltre un decennio dal premier islamico nazionalista Erdogan, la 17^ economia mondiale, modello di un islam moderato a cui Paesi del Mediterraneo sembrano volersi ispirare. Eppure con un primato negativo per la libertà di espressione che getta ombre sul reale standard di democrazia. Secondo le stime di Reporters Sans Frontières e del Sindacato dei Giornalisti Turchi (TGS) nel marzo 2012 risultavano ben 104  giornalisti dietro le sbarre e i processi in corso contro giornalisti addirittura diecimila. Numeri da brivido per un Paese di cui da anni si discute il possibile ingresso nell’Unione Europea.

Molti giornalisti sono arrestati o messi sotto processo  mai ufficialmente per le proprie inchieste ma perché accusati di essere membri di organizzazioni terroriste (Ergenekon) o di supportare attività eversive legate al PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Capi d’accusa leggeri, prove inesistenti o fabbricate di sana pianta, tutto è sapientemente orchestrato attraverso leggi e misure restrittive che servono a tenere più a lungo i giornalisti lontano dai documenti e dalle inchieste in cui si trovavano coinvolti personaggi vicini al governo o legati alle attività sotterranee della Cemaat, (la Comunità Gülen), una specie di Opus Dei turca supportata anche dai servizi segreti americani che conta milioni di seguaci in tutto il mondo, scuole in 140paesi e Zaman, il più diffuso quotidiano di Turchia.

Nel libro l’autore riporta lettere di giornalisti dalla prigione (Zeynep Kuray, Ahmet Şık, Doğan Yurdakul), conversazioni con specialisti dei media e del giornalismo in Turchia come  Esra Arsa della Bilgi University, Emre Kizilkaya, redattore dell’Hürriyet, Dogan Özgüden, ex redattore capo ed editorialista del quotidiano. Pagine da cui scaturisce una realtà che stride con quella positiva che la Turchia ci ha fatto conoscere in questi ultimi anni su altri fronti. E che non può essere ignorata. Il libro di Marco Cesario, giornalista professionista (ha lavorato all’Ansa e Ansamed e collabora con diversi media: ResetDoc, Micromega, Linkiesta, BabelMed, Globalist, MedArabNews, Mediapart), è utile per non dimenticare che un Paese deve essere valutato non solo per i suoi record economici ma anche per il rispetto dei  diritti fondamentali, come  la libertà di espressione e di informazione.


 


 

Stefanella Campana

20/01/2013

"Sansür: Censura. Giornalisti in Turchia"

di Marco Cesario

Bianca&Volta Edizioni,

269 pagine, 16 euro