Moni Blues, il teatro di Moni Ovadia | Paola Bertolone, Moni Ovadia, Stefanella Campana, Maurizio Buscarino, Roberto Leydi, Pina Bausch, Marie Keyrouz, UniversItalia Editore, Loris Rosenholtz, premio De Sica
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Stefanella Campana   

Moni Blues, il teatro di Moni Ovadia | Paola Bertolone, Moni Ovadia, Stefanella Campana, Maurizio Buscarino, Roberto Leydi, Pina Bausch, Marie Keyrouz, UniversItalia Editore, Loris Rosenholtz, premio De SicaMoni Blues, il teatro di Moni Ovadia è l’esito di una ricerca lunga e appassionata, il primo volume interamente dedicato all’opera teatral-musicale dell’eclettico artista, soprattutto tra il 1987 e il 2009. L’autrice è Paola Bertolone, studiosa e docente di teatro a cui si devono alcune preziose opere sul teatro yiddish, che ha saputo ricomporre, come lo stesso Ovadia riconosce nella prefazione del libro, con “sguardo acuto e partecipante, un ricco caleidoscopio di pensieri, di processi, di idee, di discussioni, di iridescenze, di smarrimenti, di ostinazioni sospesi fra urgenze stilistiche e imperativi etico-sociali in cui mi rivedo stagione dopo stagione, così come possono riconoscersi umanamente e artisticamente le persone che con me sono state protagoniste e co-protagonisti e gli spettatori che mi hanno generosamente seguito nel corso degli anni.”

Non era semplice mettere insieme e analizzare la vasta creazione scenico teatrale di Moni Ovadia, uno dei maggiori artisti dello spettacolo contemporaneo in Italia, che ha ricevuto diversi riconoscimenti, come il premio Ubu, due lauree honoris causa, il premio De Sica. Nato a Plovdiv nel 1946, in Bulgaria, da una famiglia ebraico-sefardita, Moni Ovadia ha iniziato la sua carriera artistica come ricercatore e cantante di musica etnica e popolare di vari Paesi per poi avvicinarsi al teatro nel 1984, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale e man mano proponendosi come attore, regista, ideatore, capocomico di un “teatro musicale” molto peculiare il cui filo conduttore è “il vagabondaggio culturale e reale proprio del popolo ebraico di cui mi sento figlio e rappresentante”. Moni Ovadia è riconosciuto soprattutto per aver dato visibilità nelle sue opere al mondo culturale dell’ebraismo dell’est europeo, quello che si esprimeva in yiddish, attraverso la riproposizione del repertorio Klezmer con il concorso dei musicisti della TheaterOrchestra e della Stage Orchestra.

Il libro, arricchito da molte foto di scena di Maurizio Buscarino e di variegati materiali anche inediti come copioni e disposizioni di scena, si addentra negli spettacoli a cominciare dalle varie denominazioni date dall’artista - dal concerto teatrale al recital, dal dramma cantato al viaggio, dal cabaret al rito - e sulle sue tematiche ricorrenti: Mitteleuropa, comunismo, Bibbia, Shoà, razzismo, psicanalisi. Sono ricordate alcune figure di riferimento, i maestri che lo hanno influenzato, come Tadeusz Kantor, un incontro scontro sconvolgente e vertiginoso come afferma lo stesso Ovadia, “a cui devo il nucleo radiante della mia ossessione teatrale, del tentativo radicale di una poetica drammaturgica e persino di una inconfessata ambizione di Weltanschaung “ . E ancora: l’etnomusicologo Roberto Leydi, lo studioso del repertorio nord-americano Loris Rosenholtz, la grande coreografa e ballerina Pina Bausch (“quello che mi accomuna è la rottura dello stereotipo della proprietà, la danza sta con i danzatori, il teatro con gli attori, la musica con i musicisti e cosi via”) che unisce artisticamente a Marie Keyrouz, la suora libanese maronita, celebre per il suo canto “il genio femminile che trascende totalmente l’aspetto della sessualità”.

Bertolone mette a fuoco uno degli elementi scenici più originali di Moni Ovadia, l’utilizzo dei suoi musicisti come attori. Preziosa la raccolta di scritti sul teatro di provenienza eterogenea: programmi di sala, articoli di giornali, conferenze. Utile la cronologia dei principali spettacoli ed eventi teatrali: una ricostruzione dettagliata delle tappe fondamentali della sua carriera artistica di cui si documentano le “prime”. Un libro per chi vuole conoscere in modo approfondito Moni Ovadia, in tutta la sua complessità, ricchezza e unicità artistica.

 

 


 

Stefanella Campana

05/10/2013

 

Moni Blues, il teatro di Moni Ovadia

di Paola Bertolone

UniversItalia Editore