'La chioma di Berenice' di Denis Guedj | Federica Araco
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Federica Araco   
'La chioma di Berenice' di Denis Guedj | Federica AracoIn questo avvincente romanzo scientifico, Denis Guedj, matematico e scrittore algerino, delinea i tratti della vita culturale di Alessandria d’Egitto durante il regno dei Tolomei intrecciando poesia e scienza, erudizione ed umorismo con le vicende di una delle più affascinanti ricerche scientifiche dell’antichità: la misurazione della circonferenza terrestre.
L’esperimento, condotto dal direttore della Biblioteca Alessandrina, l’astronomo, matematico e geografo Eratostene di Cirene, sotto l’egida della famiglia regnante, si inserisce in un contesto storico e culturale di straordinaria vivacità intellettuale.

Nel III secolo avanti Cristo, con più di trecentomila abitanti provenienti da diversi paesi, Alessandria d’Egitto è il gran bazar del mondo, punto di incontro tra Africa e Grecia, Europa e Asia Minore e snodo carovaniero delle rotte mercantili verso l’India e la Cina. Situata lungo il meridiano di Rodi, al tempo considerato “l’asse del mondo” e utilizzato da Eratostene ai fini del suo rilevamento, la metropoli cosmopolita è il centro simbolico, culturale e politico dell’ ecumene e il crocevia delle attività commerciali nell’intero bacino del Mediterraneo.

In un affresco storico dai toni vivaci e suggestivi i cicli delle stagioni si alternano seguendo le piene del Nilo, la vita della popolazione è scandita da attività agricole e festività religiose mentre negli affollati mercati cittadini, carovane provenienti da tutto il mondo commerciano prodotti esotici e raffinati con venditori e marinai.

E mentre il maestoso faro di Alessandria illumina e guida l’intenso traffico marittimo, nel Museion si riuniscono letterati e scribi, filosofi, storici e scienziati provenienti da diverse regioni del mondo. Costruita dal successore di Alessandro, Tolomeo I, l’imponente struttura ospita al suo interno la prestigiosa Biblioteca fondata dall’ateniese Demetrio Falereo con lo scopo di realizzare un progetto culturale assai ardito: riunire il sapere dell’umanità trascrivendo tutti i manoscritti esistenti al mondo.

La misurazione della circonferenza terrestre abilmente effettuata da Eratostene traduce in termini matematici le aspirazioni di unità della conoscenza e cosmopolitismo preannunciate nel progetto politico di Alessandro Magno e consolidate dalla dinastia dei Tolomei.
'La chioma di Berenice' di Denis Guedj | Federica AracoL’ ecumene ellenica sta attraversando un periodo di grande fioritura e costante espansione e per poter garantire stabilità e coesione alla propria identità culturale, politica e sociale necessita di rinnovare i propri strumenti epistemologici. Per contribuire alla realizzazione di questo grandioso progetto gli intellettuali del tempo lavorano incessantemente alla creazione di nuove teorie rielaborando le conoscenze acquisite fino a quel momento per applicarle a modelli di realtà assai diversificati.

Con un gruppo di fidati collaboratori e l’appoggio della dinastia regnante, il primo geografo del mondo antico, inventore della sfera armillare – strumento per la rappresentazione della sfera celeste che dimostra il moto delle stelle - e tra i più ardenti sostenitori della sfericità del pianeta, definisce con sorprendente precisione le dimensioni della Terra fornendo all’immaginario collettivo una rappresentazione del mondo molto più articolata e complessa di ciò che di esso empiricamente si conosceva.
Per la prima volta nella storia dell’umanità la Terra si rivelava nelle sue reali dimensioni, ampliando notevolmente gli orizzonti conoscitivi del tempo e arricchendo di incanto e mistero l’immaginario geografico, poetico e culturale dei suoi abitanti.
“Misurare il Mondo!Non il mondo abitato, ma il mondo nella sua interezza. Per millenni, per ogni uomo aveva contato solo il proprio territorio. Questa misura, (…) segnerà per gli uomini l’uscita dalla casa, dal villaggio, dalla città. Testimonierà la concezione dell’unità del mondo. Con questa misura ogni uomo, al di là dell’attaccamento alla sua terra, diverrà abitante della Terra. Questo uscire dal “proprio territorio”, accompagnato da un’uscita da se stessi, sarà una vera rivoluzione”.

Con incalzante ritmo narrativo Guedj intreccia i progressi della scienza con le speculazioni della metafisica, i cambiamenti della storia e del mondo con le mutate prospettive della mitologia e della cosmogonia restituendo alla disciplina del calcolo e all’elaborazione concettuale in genere un’originaria, profonda vitalità.

Federica Araco
(7/12/2008)

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