In viaggio con “Mille e una Turchia” | Stefanella Campana
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Stefanella Campana   
In viaggio con “Mille e una Turchia” | Stefanella Campana“La Turchia è uno Stato ancora in bilico tra tradizione e modernità, sospeso tra Europa e Asia, ma in continua evoluzione e crescita. Un Paese con un innegabile peso economico, energetico, geopolitico”, dice Marta Ottaviani. Lei da oltre quattro anni vive a Istanbul, una città che ci aveva raccontato nel suo primo libro “Cose da Turchi”, con tutto il suo fascino, complessità e contraddizioni ma anche con la freschezza e l’ironia di una giovane giornalista piena di curiosità e senza pregiudizi. Ora, con più esperienza e maturità, Marta ci porta a intraprendere con lei un viaggio per il Paese per conoscere anche altre città ricche di storie, lacerazioni, bellezze e problemi. Scelte non a caso: Smirne, Ankara, Bursa, Antalya, Artvin, Amasya, Sivas, Igdir, Hakkari, Batman, Gaziantep, Antalya, Lefkosa e Cipro, l’isola spaccata in due. Di ognuna ne svela l’anima nascosta, quella che sfugge al turista frettoloso e superficiale e di ognuna approfondisce un aspetto preciso, spesso problematico o risolto. Ma il tutto arricchito con precisi riferimenti alla cucina locale, con minuziose descrizioni di piatti tradizionali, ristoranti alla moda o tipici, bazar da non perdere, luoghi imperdibili che spingono il lettore a “vedere” e “sentire” il viaggio di Marta.

Smirne non è solo la perla dell’Egeo, è una città legata, insieme a Cipro, alle radici del nazionalismo turco e del secolare conflitto con la Grecia. Forse pochi sanno che la città di Batman che voleva far causa alla Warner Bros per aver usato il suo nome per il film sull’uomo-pipistrello ha il triste primato per i suicidi: il 54% delle donne ha pensato almeno una volta di farla finita e il 15% ci è riuscita, segno di una realtà insostenibile in un universo femminile in cui convivono emancipazione e arretratezza. In una Turchia che aspira all’Europa, il suicidio e il delitto d’onore rappresentano due piaghe del Paese non ancora cancellate.
Il Paese della Mezzaluna sembra non avere misteri per la brava giornalista (collabora con numerose testate italiane e straniere e pure con Babelmed) che scruta le città senza pregiudizi ma anche senza facili concessioni. Non nasconde ad esempio il suo giudizio molto critico nei confronti della capitale Ankara “la città più depressa che abbia mai visto in vita mia” per “la mancanza di bellezza dei suoi quartieri…il provincialismo dei ricchi, accompagnato da schiere di burocrati che vivono una quotidianità all’insegna della routine e dell’ordinario..”. Ad Ankara è evidente, scrive la giornalista, l’eterna frattura fra la cosiddetta componente laica e quella filo-islamica dello Stato “il vero motivo per cui la Turchia non riesce ad incamminarsi in modo sereno e completo verso l’Unione Europea e la pace con se stessa”. A Bursa, la prima capitale dell’Impero Ottomano, che da sempre fa rima con “benessere” , città prosperosa, centro del settore tessile e automobilistico, un tempo chiamata “la verde” per i suoi giardini lussureggianti come si vede ancora nelle miniature ottomane, oggi le foreste sono scomparse per far posto alle industrie e all’urbanizzazione. Ma è anche la città dei marrons glacés, del famoso “kebab di Alessandro” e di tantissimi altri piatti prelibati.
La tappa a Igdir, sul confine armeno, è la città che offre lo spunto per approfondire il complesso processo di riconciliazione tra turchi e armeni, luogo fisico dove si incrociano nuovi equilibri internazionali. Artvin – un vero Paradiso tra boschi impenetrabili e il blu cobalto del Mar Nero - è l’occasione per parlare delle molte minoranze che compongono il mosaico sociale turco e rappresentano problemi irrisolti. O Antakya, a maggioranza araba con minoranze turche e armene, legata alla difficile realtà dei cristiani nel Paese della Mezzaluna.
Marta, in quale città turca vorresti vivere? “Di sicuro dove sono ora, Istanbul, ma continuando a girare per la Turchia, un Paese splendido che ha saputo superare la crisi del 2009 e già in forte ripresa, dove si percepisce un’esuberanza, una forte coscienza delle proprie capacità che noi in Italia ce lo sogniamo, dove c’è una classe dirigente giovane con trentenni che già dirigono aziende”.
Un Paese da conoscere, un libro appassionante che aiuta a capire meglio la Turchia in tutto il suo fascino e complessità.

“Mille e una Turchia” di Marta Ottaviani (edizione Mursia)

Stefanella Campana
(28/05/2010)



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