Reading letterario palestinese | Susan Abulhawa, Associazione Culturale Arabismo, Osservatorioiraq, Frontiere News, Chiara Comito, Cecilia Dalla Negra, Maha Bader
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Reading letterario palestinese | Susan Abulhawa, Associazione Culturale Arabismo, Osservatorioiraq, Frontiere News, Chiara Comito, Cecilia Dalla Negra, Maha BaderAssociazione Culturale Arabismo in collaborazione con Osservatorioiraq.it, Frontiere News, Cultura è Libertà una campagna per la Palestina invitano sabato 24 gennaio 2015 a partire dalle 17.30 presso La Villetta Garbatella (via degli Armatori, 3, Roma) ad un pomeriggio di lettura e commento del romanzo “Ogni mattina a Jenin”, di Susan Abulhawa, edito da Feltrinelli e tradotto in 32 lingue.

Il reading si propone di raccontare l’opera di una tra le figure più rappresentative del panorama letterario arabo contemporaneo. Susan Abulhawa, scrittrice statunitense di origine palestinese, con il suo libro ha tracciato i contorni della memoria e dell’identità palestinese attraverso lo sguardo di quattro generazioni di donne. L’affresco dei momenti più significativi della storia del popolo palestinese emerge dalle vicende di una famiglia e la narrazione corale rimette l’elemento umano al centro degli eventi, che dal 1948 arrivano fino a giorni nostri. “Nel mio libro – spiega Susan Abulhawa - si parla del dolore delle donne, delle madri che vedono crescere i propri figli nell’esilio; dei padri, privati del valore di una terra tramandata da generazioni. Un dolore racchiuso nella domanda che Yussef, il più giovane dei profughi nel campo, rivolge all’anziano Yahya dopo la fuga nel 1948 dal villaggio di ‘Ain Hod -Nonno, possiamo andare a casa adesso?” - Non era possibile allora, non lo sarà mai più. Non c'è separazione tra letteratura e resistenza: quando fai parte di un popolo cancellato ogni atto creativo, a cominciare dalla scrittura, è un atto di resistenza”.

Susan Abulhawa è nata in una famiglia palestinese in fuga dopo la Guerra dei Sei giorni e ha vissuto i suoi primi anni in un orfanotrofio di Gerusalemme. Si è in seguito trasferita negli Stati Uniti, dove si è laureata in Scienze biomediche e ha avuto una brillante carriera nell’ambito della biologia. Conosciuta per il suo impegno politico Susan Abulhawa ha scritto numerosi saggi sulla Palestina; suoi articoli sono apparsi su numerose testate, tra le quali “The Huffington Post”, il “Chicago Tribune” e “The Christian Science Monitor”.

L’evento romano di sabato fa parte della campagna di lettura internazionale “One Book, Many Communities” lanciata dal network Librarians and Archivists with Palestine a cui partecipano città di mezzo mondo.
Info campagna: http://librarianswithpalestine.org/onebookcampaign/events/

Questo il programma del 24 gennaio:

Proiezione video di Susan Abulhawa; Introduzione evento – Chiara Comito (Arabismo); La storia palestinese contemporanea e “Ogni mattina a Jenin” – Cecilia Dalla Negra (Osservatorioiraq); La letteratura palestinese contemporanea e “Ogni mattina a Jenin” – Simone Sibilio (Università Cà Foscari, Venezia) e Maha Bader (Università degli Studi Roma Tre); Letture tratte dal romanzo – Patrizia Cecconi e Alessandra Mecozzi (Cultura è Libertà. Una campagna per la Palestina”)

- Commenti, dibattito, interventi, letture libere. A seguire aperitivo palestinese a base di pane, olio, zaatar, tè alla menta/salvia; degustazione di vino bianco di LIBERA TERRA

 


 

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