PalFest a Gerusalemme, malgrado la polizia israeliana | Marie Medina
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Marie Medina   
PalFest a Gerusalemme, malgrado la polizia israeliana | Marie MedinaGli organizzatori del PalFest vogliono “opporre il potere della cultura alla cultura del potere”. Il che fa un certo effetto qui a Gerusalemme, dove essi avevano deciso di inaugurare e concludere la seconda edizione di questo festival itinerante di letteratura, in onore di Al-Quds 2009 (Gerusalemme, capitale della cultura araba). La polizia israeliana, infatti, ha fatto chiudere il Teatro nazionale palestinese che doveva accoglierne l'inaugurazione, il 23 maggio, e la chiusura, il 28 dello stesso mese, e questo appena un'ora prima dell’inizio di ciascuno dei due avvenimenti. Alla fine, il primo ha avuto luogo al Centro culturale francese e il secondo al British Council.

“Perfino un autore o un musicista rappresentano una minaccia per la sicurezza di Israele”, ironizza Rania Elias, di Yabous productions, uno degli organizzatori di questo festival che ha riunito scrittori palestinesi e stranieri per una tournée attraverso la Cisgiordania (Ramallah, Jenin, Betlemme e Hebron). “In realtà combattono tutto quello che i palestinesi fanno a Gerusalemme”.

Il lancio di Al-Quds 2009, nel marzo scorso, era già stato oggetto di polemiche. Questo nuovo intervento israeliano contro un evento culturale palestinese a Gerusalemme Est sopraggiunge in un contesto molto particolare.

In questa che è la parte araba della città, conquistata da Israele nel 1967, gli ordini di demolizione delle case palestinesi abbondano in questi ultimi mesi, mentre si moltiplicano le autorizzazioni per le estensioni delle colonie ebraiche. Secondo alcuni osservatori, lo Stato ebraico spera in questo modo di circondare Gerusalemme Est di colonie ebraiche e tagliarla fuori dal resto della Cisgiordania per evitare che sia restituita ai palestinesi come capitale del loro futuro Stato. L'annessione di Gerusalemme Est, contro il diritto internazionale, è stata ratificata dalla Knesset nel 1980 attraverso l'adozione di una legge fondamentale che fa di Gerusalemme, “intera e unificata”, la capitale di Israele. Questa legge è stata giudicata “nulla” dal Consiglio di sicurezza dell'ONU nella risoluzione 478, il che però non impedisce ad Israele di provare a creare sul terreno uno stato di fatto che renda ogni ripristino difficile, se non impossibile.

PalFest a Gerusalemme, malgrado la polizia israeliana | Marie MedinaIn questo tipo di interventi Israele può approfittare del fatto che gli Accordi di Oslo (1993-1994) non riconoscono all'Autorità palestinese (AP) il diritto di esercitare attività politica a Gerusalemme Est. Così la polizia israeliana interrompe, in questa parte di città, ogni avvenimento che abbia un legame reale o supposto con l'AP. È la spiegazione che era stata data per il lancio di Al-Quds 2009 e che è stata riproposta per il PalFest.

Il festival della letteratura è stato finanziato essenzialmente dal British Council, l'UNESCO e il Sigrid Rausing Charitable Fund, con Yabous Productions come partner palestinese. L'Autorità palestinese non appariva nella lista degli sponsors. Nonostante ciò, interrogato su un eventuale sostegno finanziario al PalFest, il capo di gabinetto del presidente dell'AP Mahmoud Abbas non nega chiaramente. “Anche se i palestinesi volessero finanziarlo, si tratta di un evento culturale. Non ci sono armi, non c'è terrorismo, non c'è violenza”, dichiara Rafiq Husseini. Ai suoi occhi Israele “non ha nessun diritto morale di fare quel che sta facendo”.

“Non hanno vinto. Il teatro l'anno chiuso ma noi siamo qui”, prosegue Rafiq Husseini, durante un'intervista a BabelMed nei giardini del British Council. Con interventi della polizia di questo genere, secondo lui, Israele non può che “attirare su di sé la collera del popolo palestinese e di tutti coloro che ne sono testimoni”.

“Onestamente, non pensavo che sarebbe successo questo stasera”, suggerisce Suheir Hammad, attrice di “Sel de la Mer” di Annemarie Jacir. Qualche giorno fa ha tenuto a Ramallah una lettura delle sue poesie in uno slam che mescolava allegramente l'inglese e l'arabo. “Dopo una sola settimana qui, mi sento ignorante e impotente”, confessa questa abitante di Brooklyn.

“È una follia”, dichiara lo scrittore e avvocato Raja Shehadeh, che ha fondato a Ramallah l'associazione per la difesa dei diritti umani Al-Haq. “Non c'è alcuna scusa per un comportamento del genere”, reagisce dopo la chiusura del Teatro nazionale palestinese. Poi aggiunge sorridendo: “È davvero lusinghiero per degli scrittori essere presi sul serio a tal punto da mobilitare così tanti mezzi della polizia”.

Tra gli altri partecipanti al PalFest figurano in particolare: Souad Amiry, l'autrice di “Cappuccino a Ramallah” (Sharon e mia suocera), che descrive attraverso aneddoti della vita quotidiana l'assurdità dell'occupazione; il romanziere Jamal Mahjoub, nato in Inghilterra e cresciuto in Sudan, che vive attualmente in Spagna e la cui opera “Là d'où je viens” ha ricevuto il premio Astrolabe; l'autore di polizieschi svedese Henning Mankell, “padre” del commissario Kurt Wallander; l'umorista britannico Michael Palin, membro di Monty Python e sceneggiatore, tra l'altro, di “Brian di Nazareth”.


Marie Medina
Traduzione dal francese di A. Rivera Magos
(09/06/2009)


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