“Gli odori di Marie Claire” di Habib Selmi | Habib Selmi, Edizioni Mesogea, Gli odori di Marie Claire, Elisabetta Bartuli, Marco Soave, Federica Araco
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Federica Araco   

“Gli odori di Marie Claire” di Habib Selmi | Habib Selmi, Edizioni Mesogea, Gli odori di Marie Claire, Elisabetta Bartuli, Marco Soave, Federica AracoMahfudh e Marie Claire si incontrano in un caffé di Parigi. Lui, tunisino, lavora in un albergo come portiere di notte e insegna all’università come docente a contratto. Lei, francese, dopo gli studi di storia e geografia ha optato per uno stabile impiego alle poste. Si piacciono, si innamorano e decidono di andare a vivere insieme nella casa di lui che la ragazza rende uno spazio intimo e accogliente con il suo tocco femminile e caldo. La convivenza è piacevole e impreziosita da piccoli gesti di attenzione reciproca, semplici rituali che ogni giorno si ripetono scandendo il ritmo del loro stare insieme.

Marie Claire ha un carattere frizzante ed espansivo e a Mahfudh, più taciturno e abituato alla solitudine, piace averla accanto. Si nutre della sua energia inebriante e sensuale, e lei del suo temperamento calmo e della sua rassicurante presenza.

“La vedevo ogni giorno. Respiravo il suo odore. Toccavo i suoi vestiti. Sentivo il suono dei suoi passi. Carezzavo il suo corpo. Prendevo visione delle sue spazzole. Dei suoi fermagli da capelli. Dei suoi flaconcini di profumo”.

Mahfudh racconta in prima persona, ricordando con delicata malinconia i particolari di un’intimità perduta. Sin dalle prime battute, infatti, come per stabilire un legame di confidenziale complicità, la voce narrante avvisa il lettore che la storia è tristemente conclusa e che di quel grande amore non resta ormai altro che un bellissimo ricordo e qualche rimpianto.

Come in ogni storia, con il passare del tempo le piccole divergenze cominciano a esasperarsi trasformandosi in elementi di scontro e litigio. Ripicche e sottili gelosie si insinuano tra i due innamorati, esacerbando le dinamiche di coppia e facendo vacillare il rapporto. Senza scivolare su temi “facili”, come l’integrazione o le difficoltà delle coppie miste, l’autore si concentra piuttosto sui piccoli e importantissimi dettagli della vita quotidiana che, in qualsiasi relazione ci mettono di fronte l’altro nella sua diversità e specificità, a prescindere dalla sua origine o provenienza. L’appartenenza a due mondi lontani emerge in alcuni dialoghi, ma la narrazione non si sofferma mai su questo aspetto che è solo uno dei tanti elementi nel processo di degenerazione della relazione.

//Habib Selmi Habib Selmi L’eccezionalità di Habib Selmi sta, infatti, nel descrivere la realtà con un doppio sguardo, al contempo francese e tunisino. Nato in un piccolo villaggio della Tunisia centrale, emigrato in Francia oltre trenta anni fa, Selmi ha scritto già otto romanzi e due raccolte di racconti, senza mai abbandonare la sua lingua madre, l’arabo. Per questo, forse, nei suoi libri in genere non c’è traccia di quell’esotismo che affascina gran parte del pubblico occidentale incuriosito da culture “altre”.

“Gli odori di Marie Claire”, tradotto da Mesogea per la prima volta in italiano, senza proporre visioni distorte o stereotipate parla di dinamiche che riguardano tutti noi. E con delicatezza e semplicità, mostra le fragilità dell’essere umano e le piccole e grandi insidie di ogni rapporto di coppia.

 

 

Habib Selmi, Gli odori di Marie Claire, (titolo originale: Rawai'h Marie Claire; Dar al-Adab, Beirut 2008; 2009). Traduzione dall'arabo di Elisabetta Bartuli e Marco Soave, Edizioni Mesogea, 2013 pp. 215; € 19,00.

 


 

Federica Araco

19/02/2014