“Riscatto mediterraneo”, un viaggio alla ricerca della dignità | Gianluca Solera, Mohammed al-Bū‘azīzī, Khaled Said, cooperazione, Sidi Gaber, Sidi Bouzid, Ben ‘Alī, lavoratori egiziani, corruzione
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Karim Metref   

“Riscatto mediterraneo”, un viaggio alla ricerca della dignità | Gianluca Solera, Mohammed al-Bū‘azīzī, Khaled Said, cooperazione, Sidi Gaber, Sidi Bouzid, Ben ‘Alī, lavoratori egiziani, corruzione

“Riscatto mediterraneo” di Gianluca Solera è un libro imponente: 633 pagine nella sua versione ebook e più di 300 in cartaceo. Un libro difficile da classificare. Non è proprio una raccolta di racconti né un saggio. È qualcosa in mezzo tra i due generi. Una specie di riflessione basata sull'esperienza vissuta e sulle persone incontrate lungo una vita dedicata alla cooperazione e al dialogo.

«Sono per storia personale, esperienza professionale e impegno civile un uomo di frontiera, che ama dialogare, costruire ponti...», scrive Solera sul suo Blog personale. Ex attivista “verde” del mantovano, ex parlamentare europeo e per anni Coordinatore delle Reti della Fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture - un’istituzione dell’Unione per il Mediterraneo che raccoglie più di quattromila organizzazioni non-governative, fondazioni pubbliche e private, enti locali e imprese - Solera è un uomo colto, eclettico, poliglotta ma soprattutto aperto ad ogni scambio, ogni dialogo. Ed è proprio questa sua apertura che ha reso possibile la scrittura di un libro come questo.

Tutto comincia a Sidi Gaber, un quartiere popolare di Alessandria d'Egitto. «Poco prima di mezzanotte, due poliziotti entrano nel caffè. “Sei tu Khāled Sa‘īd? - Sono io. Perché?...». L'arresto poi l'uccisione del giovane Khaled in un commissariato di polizia del suo quartiere, da alcuni poliziotti corrotti, scatena l'inizio di una serie di eventi che porteranno a quella che ormai è conosciuta come la Primavera araba. Poi dopo Khaled Said il racconto di Solera arriva a Sidi Bouzid dove un «ragazzo-simbolo, Mohammed al-Bū‘azīzī, che il 17 dicembre 2010 si dà fuoco scatenando una protesta popolare, si rivelerà indomabile e porterà alla destituzione del presidente Ben ‘Alī.» Nel mezzo ci sono mesi di proteste, di sofferenze. Non c'è niente di facile. É la narrazione dei media che fa sembrare le cose quasi surreali, quasi da palco scenico. Nella realtà ci sono anni di lotta nel silenzio assoluto. Anni di indifferenza dell'opinione pubblica mondiale. Ci sono le lotte dei lavoratori egiziani, il disagio del sud tunisino, la corruzione profonda dei regimi, la violenza strutturale... E tutto questo ritorna nel racconto ricco e documentato di Solera.

Ma siccome “dopo il buio più profondo non può che arrivare l'alba”, come dice il proverbio arabo, la morte di Khaled e di Mohamed scuotono profondamente le coscienze e fanno da scintilla per gli albori del “riscatto mediterraneo”. Sì, di riscatto “mediterraneo” parla il libro di Solera e non di riscatto “sud mediterraneo”, perché è tutto il bacino mediterraneo che nell'ultimo secolo ha perso la sua posizione di primo piano nella costruzione della civiltà umana. Il baricentro si è spostato verso altre aree del mondo: Nord Europa, continente americano, est-asiatico... “Il Mediterraneo, dal 1492, anno di morte di Lorenzo il Magnifico, icona del Rinascimento italiano, è stato sottoposto a marginalità dopo la scoperta delle Americhe e a conflittualità dopo la cacciata di ebrei e musulmani con i decreti dei Reali di Spagna. E oggi, questa parte del mondo, subisce il colpo mortale del dio denaro”, scrive Leoluca Orlando nella sua prefazione.

Ma poco a poco i popoli del mediterraneo, a partire dalle mobilitazioni di piazza e dei movimenti giovanili di contestazione, in Egitto, Tunisia, Libia, Marocco, Palestina-Israele, Spagna, Grecia, Balcani... qualcosina anche in Italia, ricominciano a riprendere il proprio destino in mano. Questa è la tesi che vuole sviluppare il libro. Per sostenerla ci sono centinaia e centinaia di pagine di racconti, di interviste, resoconti di eventi vissuti in prima persona, lunghe discussioni con attivisti, intellettuali, diversi cittadini comuni e responsabili politici e amministrativi. Per uscire da questa marginalità il Mediterraneo ha bisogno di scuotersi, di svegliarsi e i movimenti popolari possono essere quella ventata che sveglierà il gigante addormentato.

Nella quarta parte, “In cerca di un’identità”, l'autore tenta una riflessione rispetto alle vie, gli strumenti e le motivazioni comuni per la costruzione di un futuro migliore per la regione. Anche qui le sue riflessioni non sono puramente teoriche ma si appoggiano su esperienze viste e vissute. Alla fine della lettura il libro non ci offre certezze sul come far uscire il bacino del “Mare di mezzo” dall'arretratezza politica, culturale e sociale che lo colpisce. Per Solera, tuttavia, come spiega e argomenta nell’ultimo capitolo, la soluzione potrebbe essere trovata nella messa in rete di movimenti. La lettura fatta degli eventi e dei movimenti è qualche volta discutibile, ma offre sicuramente una serie di spunti di riflessione molto utili. E poi è anche un libro di viaggio. Se ne esce con l'impressione di chi è stanco ma felice dopo un lungo periplo. Un viaggio in cui si sono incontrate persone, vite, storie, esperienze, lotte, speranze... diverse. Cioè un viaggio vero.

 

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Riscatto mediterraneo

Gianluca Solera

Nuovadimensione Editore

 

Ebook: www.riscatto-mediterraneo
Facebook: www.riscattomediterraneo 

Scheda: http:riscatto-mediterraneo/ 

www.gianlucasolera.it

 


Karim Metref

02/05/2014