"I tuffatori di Casablanca" | Rosita Ferrato, Paolo Galletto, Tangeri, Casablanca, El Jadida, Essauoira, Marrakech, Meknes e Fez
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Elisabetta Gatto   

"I tuffatori di Casablanca" | Rosita Ferrato, Paolo Galletto, Tangeri, Casablanca, El Jadida, Essauoira, Marrakech, Meknes e FezAppunti sul Marocco, recita il sottotitolo. «Per preparare il viaggiatore allo spirito del luogo», aggiunge l'introduzione. Di lì in avanti, pagina dopo pagina, scorrono le "cartoline" di un viaggio in otto tappe, da Rabat a Tangeri, passando per Casablanca, El Jadida, Essauoira, Marrakech, Meknes e Fez, raccontate in “I tuffatori di Casablanca” attraverso i taccuini e le fotografie della giornalista Rosita Ferrato e il tratto elegante delle illustrazioni di Paolo Galletto.

Il turchese di un portone, una porta blu, i bicchieri su un tavolino, le geometrie di una decorazione e quelle delle insegne stradali, un minareto che svetta verso il cielo, le coloratissime ceramiche al mercato, la bandiera che sventola suggeriscono alla mente di varcare il mare e approdare in una terra dove i colori sono resi più accesi e vividi dalla luce e dal calore del sole.

E poi uomini, donne, ragazzi, ritratti di un Paese. L'incantesimo di una cena con la principessa Lalla Hasna sotto il cielo stellato di Marrakech, il couscous casalingo alle sette verdure a casa di Amina, una chiacchierata con il sociologo Mustapha Chagdali sul rispetto delle differenze e la valorizzazione delle somiglianze tra le due sponde del Mediterraneo, i tuffatori che danno il titolo al libro, i ragazzi di Casablanca che, con una buona dose di coraggio unita a una di incoscienza, tengono con il fiato sospeso i passanti radunati ai piedi degli scogli per ammirare le loro prodezze.

Sembra di sentire tra le pagine note di zafferano, boccioli di rosa e té alla menta, il sapore aspro del melograno e quello zuccherino dei datteri.

Rosita Ferrato porta il lettore con sè in valigia, concedendogli di partecipare delle sue esperienze di viaggio insieme alla sua giovane guida Wahid e di assaporare l'atmosfera respirata nei suoi soggiorni. Al racconto diretto sa alternare le incursioni nella storia, nella cultura e nella società marocchine, che si tratti di rapidi cenni o di un approfondimento, di curiosità, di un aneddoto o di una citazione.

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Un libro che mostra la cura del dettaglio, come nella migliore delle tradizioni della gente del Marocco, che non lascia nulla al caso, dall'impiattamento del cibo alla scelta degli accessori. Così gli appunti di questo viaggio hanno la cura di dare suggerimenti originari per scoprire angoli meno consueti di un Paese che, se per certi versi ci è familiare, nasconde quasi per pudore molte anime.

E se da questo giro non tornerete con qualche souvenir contrattato nella medina o con un tatuaggio all'henné, potrete comunque viaggiare stando seduti comodamente in poltrona, senza rinunciare però a stupire i vostri ospiti con la ricettadi una pastilla al piccione!

 


 

Elisabetta Gatto

20/03/2017

 

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Appunti sul Marocco

di Rosita Ferrato