MUZZIKA!  Aprile  2013 | Nadia Khouri-Dagher, Oum, Natacha Atlas, Jérôme Ettinger, Sayed Emam, Salama Metwally, Ragab Sadek, fratelli Khoury, Lotte Reiniger, Rabih Abou-Khalil, Ludovico Einaudi, Luciano Berio, Pierrick Menuau, Jean-Louis Pommier, Gaëtan Nicot, Guillaume Robert, Arnaud Lechantre
MUZZIKA! Aprile 2013 Stampa
Nadia Khouri-Dagher   

Questo mese vi presentiamo una vera rivelazione: Oum, artista marocchina indipendente e talentuosa, che porta una ventata di freschezza nel panorama musicale maghrebino! Torna Natacha Atlas, raffinata ed elegante come sempre; “The Egyptian Project”, che sposa armoniosamente Egitto e musica elettronica; “The Khoury Project” consacra il qanun come strumento principe; Rabih Abou Khalil continua a sfornare jazz con il suo 'oud e il suo insostituibile quintetto. E per finire, Ludovico Einaudi ci regala un nuovo album della sua musica zen.

 


 

Il colpo di fulmine di Babelmed

MUZZIKA!  Aprile  2013 | Nadia Khouri-Dagher, Oum, Natacha Atlas, Jérôme Ettinger, Sayed Emam, Salama Metwally, Ragab Sadek, fratelli Khoury, Lotte Reiniger, Rabih Abou-Khalil, Ludovico Einaudi, Luciano Berio, Pierrick Menuau, Jean-Louis Pommier, Gaëtan Nicot, Guillaume Robert, Arnaud LechantreOUM, «Soul of Morocco», MDC/Distrib. Harmonia Mundi

È nata una stella nel cielo del Maghreb! In effetti, erano diversi anni che aspettavamo una grande artista che provenisse dall'Algeria, dalla Tunisia o dal Marocco, ed è proprio da quest'ultimo che arriva un diamante nuovissimo e splendente, dalle mille sfaccettature e riflessi, e non una semplice rosa del deserto!

Oum arriva circa 15 anni dopo l'irruzione di Natacha Atlas sulla scena musicale araba, imponendo uno stile, una personalità, un'individualità tipici dei grandi artisti. Se Natacha Atlas è stata la prima a portare con successo una ventata di aria fresca nella canzone araba perché, vivendo in Europa, ha saputo mettere insieme in maniera creativa Oriente e Occidente, restando nel solco di un Abdel Wahab che cantava il tango in arabo, se questa strada è stata poi portata avanti da voci come Souad Massi, che mescola folk, rock e dialetto algerino, insieme ad altre qui e lì, con Oum si compie un ulteriore passo avanti.

Oum non canta una musica strettamente marocchina o maghrebina, ma come altre prima di lei, come Sophia Charaï o Mamya, si prende la libertà di cantare il jazz nel suo dialetto, così come ogni sorta di melodia che le passi per la testa, che venga dal Brasile, dai Caraibi, dall'India o dal suo stesso Sahara.

Il Marocco per alcune cose è sorprendentemente moderno e questa modernità si esprime anche nella musica. Un po' come il “movimento di liberazione delle donne” negli anni '70, con questo disco Oum segna la nascita del “movimento di liberazione della canzone in Maghreb”, regione che si era fatta coinvolgere meno dalle esperienze di convinto métissage musicale di paesi come il Libano o la Turchia.

Oum ha sfacciatamente preso in prestito il suo nome da “la stella d'Oriente”, che fu Oum Kalthoum! Con umiltà, ha vestito anche i panni di quelle anziane donne che nelle serate dei villaggi marocchini e un po' in tutto il Sahara e il Maghreb, cantano canzoni antiche, che lei in quest'album vuol fare rivivere, non come tesori dimenticati, ma ancora molto vivi.

Accompagnata magnificamente da artisti formidabili, come il sassofonista Alain Debiossat, il chitarrista della Guyana Patrik Marie-Magdeleine, il contrabbassista cubano Damian Nueva-Cortes o l'oboista Jean-Luc Fillon, Oum, che il pubblico marocchino conosce già dai suoi due album precedenti, con quest'album fa un ingresso eclatante nella scena musicale internazionale. Un consiglio? Ascoltate “Taragalte”! Info dei suoi prossimi concerti su facebook.

Per ascoltare “Taragalte”: http://www.youtube.com/watch?v=297klwcKKmI

Per ascoltare “Whowa”: http://www.youtube.com/watch?v=iD08xUDixgk

www.facebook.com/oum.officialpage

 

 


 

MUZZIKA!  Aprile  2013 | Nadia Khouri-Dagher, Oum, Natacha Atlas, Jérôme Ettinger, Sayed Emam, Salama Metwally, Ragab Sadek, fratelli Khoury, Lotte Reiniger, Rabih Abou-Khalil, Ludovico Einaudi, Luciano Berio, Pierrick Menuau, Jean-Louis Pommier, Gaëtan Nicot, Guillaume Robert, Arnaud LechantreNATACHA ATLAS, «Expressions - Live in Toulouse», Mazeeka Records/Distrib. Harmonia Mundi

Natacha Atlas ha da poco pubblicato un nuovo album che si chiama “Expressions”, registrato dal vivo durante un concerto a Tolosa. Fedele a sé stessa, indifferente alle mode, Natacha Atlas prosegue sulla sua strada con lo stile che le è proprio. Natacha Atlas ha uno stile e coltiva un'eleganza e una raffinatezza che sono il suo marchio di fabbrica. Uno stile quasi démodé, verrebbe da dire, tanto il suo universo è palesemente quello della canzone araba degli anni '40 e '60.

Ma l'artista non vive su una torre d'avorio, e il nome del primo brano dell'album, “Rise to freedom”, lo fa capire subito:

Yallah bina n’oum

Yallah bina nesha

(Solleviamoci!/Svegliamoci!) , richiamo ai movimenti che scuotono il mondo arabo da più di un anno, in cui i popoli arabi si sollevano contro le loro dittature e fanno sentire la propria voce, come racconta il video del brano diffuso su youtube.

Un canto accompagnato da un pianoforte estremamente elegante e da un gruppo di violini, nella più pura tradizione egiziana pre indipendenza. Natacha Atlas si prende il piacere di evocare tutti i mondi del canto orientale che ama, e la cosa non dispiace neanche a noi!

Così, in “Mon soleil” orientalizza un testo francese fino a farlo suonare perfettamente arabo, come aveva fatto con “Mon amie la rose”, che l'aveva fatta conoscere nel 1999. Brano in cui ci regala un breve passaggio di canto a voce solista, come gli assolo di voci femminili nelle chiese cristiane del Medio Oriente.

In «Fayeq walla nassi», un classico di Fairouz, rende omaggio all'amata diva, di cui è degna erede, con la sua voce pura dal timbro eminentemente femminile e le sue melodie leggere. In “Mounqalib” (titolo del suo album precedente, che vi abbiamo presentato ad ottobre 2010: http://ita.babelmed.net/index.php/muzzika/812-muzzika-2010/6036-muzzika-ottobre-2010.html) si afferma più che mai come la nuova Fairouz, tanto si somigliano le loro voci e il loro modo di cantare e, come quest'ultima, è accompagnata da un orchestra all'occidentale degna dei fratelli Rahbani (l'Orchestra da camera di Tolosa, niente meno!), ritmata da percussioni da danza orientale...

In breve, un album magnifico, che restituirà a Natacha Atlas, che si era un po' eclissata dai grandi palchi e festival, il posto che le spetta: quello di una grande artista araba contemporanea!

Per asclotare e guardare le immagini di «Rise to freedom» : http://www.youtube.com/watch?v=4dF7aoIDftM

 

 


 

MUZZIKA!  Aprile  2013 | Nadia Khouri-Dagher, Oum, Natacha Atlas, Jérôme Ettinger, Sayed Emam, Salama Metwally, Ragab Sadek, fratelli Khoury, Lotte Reiniger, Rabih Abou-Khalil, Ludovico Einaudi, Luciano Berio, Pierrick Menuau, Jean-Louis Pommier, Gaëtan Nicot, Guillaume Robert, Arnaud LechantreEGYPTIAN PROJECT, «Ya amar», Six Degrees Records

Il mestiere di giornalista musicale è uno dei più piacevoli al mondo, perché ogni mese ci da la fortuna di fare delle belle scoperte e di godere della creatività e dell'inventiva di tanti musicisti di ogni parte del mondo.

Il giovane musicista Jérôme Ettinger, per esempio, ci era del tutto sconosciuto prima di ricevere il suo disco. Compositore di musica elettronica e appassionato di musica del mondo in generale ed egiziana in particolare, ha vissuto in Egitto diversi mesi per imparare uno strumento raro dai migliori maestri del paese: il doppio flauto arghoul, che risale ai tempi dei tempi dei faraoni e che si può vedere su diversi basso-rilievi dell'epoca. Suonando sia con il suo computer che con questo particolare e antico strumento, si fa affiancare da tre artisti egiziani tradizionali ma avvezzi anche a musiche più fusion (due di loro hanno anche partecipato al progetto “Mozart l'Egiziano”): Sayed Emam al flauto kawala, Salama Metwally al rabab (violino a due corde) e Ragab Sadek alle percussioni (darbuka, doff, rek, sagat...).

La scommessa: sposare la tradizione pura dei suoi musicisti all'estrema modernità delle musiche elettro-acustiche. E il risultato è decisamente convincente, malgrado due o tre sbavature (le ripetizioni di “Ya Habibi” in “Ana-Ana”, per esempio)! «Ya Amar» significa “Oh luna”, complimento usato per “salutare” la bellezza di una donna, come a dire “bella come il sole”. I temi delle canzoni, cantate in dialetto egiziano, appartengono alla più pura tradizione, la modernità sta negli arrangiamenti: così “Ya Sahbi” e “Menen Aquibak” con la loro elettronica sono un perfetto métissage euro-egiziano dell'inizio del XXI secolo, in senso musicale.

In tutto l'album ogni musicista regala un assaggio del proprio talento, come nel superbo assolo di flauto in “Kawala Time” o come gli struggenti vocalizzi in “Rouhi”.

Il disco intero suona come un urlo che ha la voce di Sayed Emam, anche qui in perfetta sintonia con la tradizione canora egiziana.

Un lavoro davvero ben fatto e un album che apprezzeranno tutti gli appassionati dell'Egitto e delle sue musiche.

Per ascoltare “Rouhi”: http://www.youtube.com/watch?v=ohp_a85dRQE

www.facebook.com/egyptianproject

 

 


 

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Una sera di febbraio di quest'anno, all'Institut du Monde Arabe, siamo stati invitati ad assistere alla prima dello spettacolo di “The Khouri Project”: una proiezione del primo cartone animato della storia del cinema, “Le avventure del principe Ahmed”, illustrato dal vivo con le musiche dell'orchestra formata dal trio dei fratelli Khoury – Elia allo 'oud, Osama al qanun e Basil al violino e alle percussioni – accompagnati da altri strumentisti.

Un vero incanto! Realizzato nel 1926 da Lotte Reiniger in Germania, questo film di animazione muto è in sé un gioiello, con le sue silhouettes di ombre che ricordano gli spettacoli di marionette indonesiani e i suoi colori leggeri.

La musica che accompagnava il film non era solo sfondo musicale per le immagini ma, come poche colonne sonore di film, una musica che si faceva ascoltare per sé stessa, al di là del contesto di una proiezione cinematografica.

Con questo doppio cofanetto – cd e dvd – sarà possibile sia guardare questo leggendario cartone animato, sia ascoltate la musica ispirata dei fratelli Khoury.

Accompagnati da musicisti francesi - Pierrick Menuau, Jean-Louis Pommier, Gaëtan Nicot, Guillaume Robert e Arnaud Lechantre – presentano delle composizioni tanto orientali quanto jazz, in un armonia completa tra i due mondi, così come con il cartone animato tedesco-orientale.

Davvero interessanti le sonorità del qanun, strumento a corde che si suona orizzontalmente con delle unghie di metallo, che accompagna spesso le grandi orchestre arabe. Capita meno spesso di ascoltarlo in una formazione come questa, al contrario dello 'oud, e tuttavia al pari di questo sa essere strumento portante. Qui Osama Khoury lo fa suonare come un arpa.

Al di là del film, speriamo che “The Koury Project” segni la nascita di una nuova formazione musicale che avremo la possibilità di riascoltare in futuro. Il 7 giugno parteciperà all'inaugurazione del MUCEM, il nuovo Museo delle Civiltà dell'Europa Mediterranea, a Marsiglia.

Per ascoltare “Rohui”: http://www.youtube.com/watch?v=UfkhefiOxC8

www.thekhouryproject.com

 

 


 

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Ed eccoci al ventesimo album per lo 'oudista libanese Rabih Abou-Khalil! L'artista, che vive in Europa dal 1978 e ormai stabilmente in Francia, si fa accompagnare in quest'album dal suo “quintetto mediterraneo”, strumentisti che gli sono fedeli da una quindicina d'anni e che vengono dall'Italia, dalla Francia e dagli Stati Uniti.

Se lo 'oud il più delle volte è sinonimo di malinconia e di musica intimista, Rabih Abou-Khalil – e gli artisti che lo accompagnano – preferiscono ritmi più dinamici e l'ottimismo del jazz al lamento dello 'oud arabo. E lo dimostrano anche in quest'album: ritmi elevati e dinamici, fino ad essere accelerati come i ritmi di vita nelle nostre città in Occidente!

I titolo dell'album e quelli dei brani sono in inglese – marketing internazionale oblige – e molti di essi rivendicano una affermazione politica. L'artista a suo modo partecipa ai movimenti che percorrono i mondo arabo attualmente: “When the dog bites”, “A better tomorrow”, “Banker's Banquet”...

La creatività che Rabih Abou-Khalil dimostra nell'uso dei suoi strumenti (come lo 'oud di Banker's Banquet” che suona come un qanun) non ha pari che tra i suoi musicisti, il sassofonista sardo Gavino Murgia e le sue sorprendenti vocalizzazioni e l'altro italiano, il fisarmonicista Luciano Biondini, insieme agli altri!

Ascolto: http://www.youtube.com/watch?v=RDlDasdUtwc

 

 


 

MUZZIKA!  Aprile  2013 | Nadia Khouri-Dagher, Oum, Natacha Atlas, Jérôme Ettinger, Sayed Emam, Salama Metwally, Ragab Sadek, fratelli Khoury, Lotte Reiniger, Rabih Abou-Khalil, Ludovico Einaudi, Luciano Berio, Pierrick Menuau, Jean-Louis Pommier, Gaëtan Nicot, Guillaume Robert, Arnaud LechantreLUDOVICO EINAUDI, «In a Time Lapse», Ponderosa Music/Distrib. Harmonia Mundi

Il pianista e compositore italiano Ludovico Einaudi è diventato famoso in Francia grazie al film “Quasi amici”, della cui colonna sonora fa parte una delle sue composizioni. Il suo ultimo album “In a time lapse”, è stato registrato in un monastero in Italia, il che è del tutto appropriato alla musica essenziale, quasi zen dell'artista.

In quest'album ritornano le sue composizioni minimaliste, insieme leggere e profonde, come delle nuvole, tanto serene in un cielo azzurro, quanto inquietanti in un cielo in tempesta.

L'influenza della formazione classica ricevuta dall'artista – che ha studiato con Luciano Berio al conservatorio Verdi di Milano – è parecchio tangibile e tutto è perfettamente costruito, arrangiato, dosato con maestria. Senza mai essere noioso o spento. Einaudi, che ama la natura, costruisce un giardino che mette in scena con cura, piuttosto che mostrarci una foresta selvaggia.

Sulla copertina un superbo albero arancione, simbolo di potenza, di serenità e di una natura indomabile e inaccessibile, ci consegna la lezione di sintesi fra umiltà e forza di un grande artista.

Siamo fan convinti del suo mondo onirico e rilassante, che agisce come un balsamo lenitivo sullo spirito!

Ascolto: http://www.youtube.com/watch?v=WJcv18IyvKM

www.facebook.com/ludovicoeinaudi

 


 

 

Nadia Khouri-Dagher

Traduzione dal francese Alessandro Rivera Magos

 Aprile 2013