MUZZIKA! Maggio 2013 | Franca Masu, Nadia Khouri-Dagher, Galizia, Maria Ana Bobone, La Ciotat, Moussu T, Zohreh Jooya, Alessandro Girotto, Alessandro Rivera Magos, Fausto Beccalossi, Guadi Galego, Houria Aïchi, Amalia Rodrigues, Christina Branco
MUZZIKA! Maggio 2013 Stampa
Nadia Khouri-Dagher   

Questo mese andiamo in Sardegna, di cui Franca Masu canta le bellezze malinconiche; in Galizia, con artiste della regione provenienti dai più diversi generi musicali; in Portogallo con Maria Ana Bobone che, fatto raro, canta il fado accompagnandosi al pianoforte; a Marsiglia, o più precisamente a La Ciotat, dove vivono gli allegri Moussu T e lei Jovents; e in Iran, con Zohreh Jooya da una parte, il cui canto porta le tracce dell'Asia lontana, di cui l'Iran è la porta e con “L'uccello di fuoco” franco-iraniano, che canta Dio in due religioni e due lingue diverse.

 

 


 

Il colpo di fulmine di Babelmed

MUZZIKA! Maggio 2013 | Franca Masu, Nadia Khouri-Dagher, Galizia, Maria Ana Bobone, La Ciotat, Moussu T, Zohreh Jooya, Alessandro Girotto, Alessandro Rivera Magos, Fausto Beccalossi, Guadi Galego, Houria Aïchi, Amalia Rodrigues, Christina BrancoFRANCA MASU, Almablava, World Village

Noi siamo fan di Franca Masu, artista sarda che vi abbiamo già presentato attraverso i suoi album precedenti. In quest'occasione, ritorna con le radici ancora più salde nella sua isola e nella sua città, Alghero, che aveva lasciato un tempo: “Ritorno ad Alghero, alla mia gente... La terra è una forza primordiale, un bacio talmente carnale che non ti lascia più...”.

Come nei suoi lavori precedenti, Franca canta in quest'album dei paesaggi che le vivono dentro: il mare, che lei ama di una passione accesa, la luna, il cielo, le barche che navigano sull'acqua.

Contemplazione che diventa anche introspezione, viaggio interiore, verso emozioni, dolci o più potenti, che Franca musica meravigliosamente, accompagnata da strumentisti formidabili, in particolare la chitarra “spagnoleggiante” di Alessandro Girotto e la fisarmonica dolce e straziante di Fausto Beccalossi.

La voce grave, un modo di cantare che a volte ricorda le grandi voci femminili dell'America Latina, per la sua potenza e le sue modulazioni estreme, delle melodie assolutamente deliziose: Franca Masu, che canta in italiano e in catalano (perché la città di Alghero è stata in passato catalana), ha raccolto apprezzamenti e riconoscimenti in Italia e in Spagna. Firmando con l'etichetta internazionale World Village, Franca si appresta a superare una tappa supplementare nel riconoscimento del suo talento. Assolutamente da scoprire, se ancora non la conoscete!

Per ascoltare: http://www.youtube.com/watch?v=nRa8QLpdp18

www.francamasu.com

 

 


 

MUZZIKA! Maggio 2013 | Franca Masu, Nadia Khouri-Dagher, Galizia, Maria Ana Bobone, La Ciotat, Moussu T, Zohreh Jooya, Alessandro Girotto, Alessandro Rivera Magos, Fausto Beccalossi, Guadi Galego, Houria Aïchi, Amalia Rodrigues, Christina BrancoCANTIGAS DE MULLERES, Fol Musica (Galizia/Spagna)

L'etichetta Fol Musica valorizza i talenti musicali della Galizia, la provincia a nord-est della Spagna vicina sia geograficamente che linguisticamente al Portogallo. Questa etichetta ci aveva già fatto scoprire la formidabile Uxia, che apre quest'album, vero florilegio di voci femminili della regione.

Infatti, la scoperta o piuttosto il riconoscimento da parte del pubblico di artiste della regione è un fenomeno notevole in Galizia e relativamente recente, risultato degli sforzi di Fol Musica, come di quelli degli organizzatori di festival che in estate abbondano nella regione.

“Abbiamo acquisito una visibilità mai avuta prima, e siamo riusciti a raggiungere un vasto pubblico di donne di tutte le età. Molte delle donne che vengono ai nostri spettacoli comprendono quello che altre donne cantano, si riconoscono nelle parole delle nostre canzoni, e scoprono la propria voce ascoltandoci...”. Così Uxia ci spiega le ragioni di un movimento così vasto.

L'album è ben riuscito e gli artisti portano ognuno il proprio stile: il jazz leggero di Guadi Galego; l'influenza argentina (i galiziani in passato sono emigrati in massa in Argentina, dove “biondo” si dice “galego”) attraverso la dolce milonga di Marful; il timbro gutturale e i ritmi nord-africani di Mercedes Peon, che fanno pensare ai canti berberi di Houria Aïchi, per il mondo di emettere la voce, prendendola molto in profondità nella gola, le melodie celtiche e le voci cristalline di Rosa Cedron e Cristina Pato. Per citarne solo alcune.

Un ottimo lavoro e un album che fa venir voglia di prendere l'aereo, o di mettersi sulla strada per la Galizia, per quanto ricco e abbondante appare il panorama di stili e talenti musicali!

Per ascoltare Uxia, “As nosas cores”: http://www.youtube.com/watch?v=eVdhGd6lhuM

www.folmusica.com

 

 


 

MUZZIKA! Maggio 2013 | Franca Masu, Nadia Khouri-Dagher, Galizia, Maria Ana Bobone, La Ciotat, Moussu T, Zohreh Jooya, Alessandro Girotto, Alessandro Rivera Magos, Fausto Beccalossi, Guadi Galego, Houria Aïchi, Amalia Rodrigues, Christina BrancoMARIA ANA BOBONE, Fado & piano, ARC Music (Gran-Bretagna)

All'inizio del XX secolo, il fado, musica nata nei quartieri povero di Lisbona, come suo cugino il tango (e come lui nostalgico), è stato adottato dalla società portoghese e cantato con un accompagnamento al piano nei salotti borghesi.

In quest'album, Maria Ana Bobone ha voluto restituire questa tradizione, accompagnandosi lei stessa a questo strumento in alcuni classici del fado, come “Que Deus me pardoe” (Che Dio mi perdoni, già cantata da Amalia Rodrigues) o “Fado xuxu”, cantata di recente da Christina Branco, un fado degli anni 20 che racconta la storia di una canzone che parte da Rio de Janeiro e incontra la samba...

Noi non conoscevamo Maria Ana Bobone, che firma questo suo secondo album, mentre il primo, “Nome de Mar” (Il nome del mare) era stato pubblicato nel 2006. Siamo stati conquistati dal suo timbro di voce e specialmente dai sapienti melismi, che pochi o poche cantanti di fado sanno eseguire con tanto virtuosismo. Il fatto di accompagnarsi al piano le permette di modulare il ritmo delle canzoni a modo suo: la chitarra portoghese, di solito centrale nelle composizioni, qui non fa che da accompagnamento.

Tuttavia non era necessario includere in quest'album, per altro piuttosto riuscito, composizioni di giovani artisti, non del tutto convincenti, o ancora fado cantati in inglese, che non aggiungono nulla all'insieme. A parte ciò, questo è un disco che nel suo insieme abbiamo ascoltato con grande piacere, e che rinnova un genere oggi in pieno fermento.

Per ascoltare “Que Deus me pardoe”: http://www.youtube.com/watch?v=Z6w2AAHAWyI

www.mariaanabobone.com

www.arcumusic.co.uk

 

 


 

MUZZIKA! Maggio 2013 | Franca Masu, Nadia Khouri-Dagher, Galizia, Maria Ana Bobone, La Ciotat, Moussu T, Zohreh Jooya, Alessandro Girotto, Alessandro Rivera Magos, Fausto Beccalossi, Guadi Galego, Houria Aïchi, Amalia Rodrigues, Christina BrancoMOUSSU T E LEI JOVENTS, Artemis, Le Chant du Monde

Siamo fan convinti di Moussu T et lei Joevents, del loro buon umore, della loro poesia diretta, del loro gusto per le atmosfere un po' retrò, di quel mondo della “canzone francese alternativa” di qualche anno fa, che ci piaceva cantare e ci metteva di buon umore. Una canzone che resta moderna, innanzi tutto musicalmente (con i suoi frequenti passaggi rock), ma anche per i testi, ben ancorati alla realtà non sempre rosea di oggi.

Tatou, voce e leader del gruppo, che si è spesso esibito in tuta da operaio (marsigliese degli anni '30?), canta sia in francese che in occitano. Evidentemente, non possiamo raccontarvi di cosa parlino i testi in occitano, ma per quel che riguarda gli altri Tatou resta fedele a sé stesso, prendendo ispirazione dal quotidiano: quello che vede, quello che pensa, senza alcuna presunzione, in tutta semplicità. Così in “Mistral”, apostrofa gentilmente il vento furibondo che visita Marsiglia e la sua regione di tanto in tanto:

«Toutes ces choses autour de toi

Sur lesquelles tu pourrais souffler

Des dirigeants qui n’ont pas d’idées (...)

Tu pourrais chasser la misère

Ceux qui commanditent les guerres

Tu pourrais nous faire le ménage...»

In “Sur ma serviette”, semplice ode a una bella ragazza che si abbronza sulla spiaggia, ritroviamo il gusto di Tatou per le canzoni spensierate che piace cantare anche a noi.

«Moi je bouillonne sur ma serviette

Elle est trop bonne, elle est trop chouette...»

Perché si può “avere consapevolezza”, come dicono gli intellettuali, e insieme amare i piccoli piaceri della vita, come sanno bene i marsigliesi. Come dimostrano i molti artisti della scena attuale che sanno coniugare queste due facce della personalità di una città e del mondo che è intorno: chiamando alla rivolta, ma anche al buon umore!

Nei prossimi mesi, il gruppo sarà in tournée in tantissimi posti diversi: scoprite dove sul sito!

La presentazione dell'album: http://www.youtube.com/user/ManivetteSALABRUM

www.moussut.ohaime.com

 

 


 

MUZZIKA! Maggio 2013 | Franca Masu, Nadia Khouri-Dagher, Galizia, Maria Ana Bobone, La Ciotat, Moussu T, Zohreh Jooya, Alessandro Girotto, Alessandro Rivera Magos, Fausto Beccalossi, Guadi Galego, Houria Aïchi, Amalia Rodrigues, Christina BrancoJOURNEY TO PERSIA, Zohreh Jooya, ARC Music

A cominciare dai primi passi del primo brano di quest'album, si viene trasportati dritti in un bazar di Teheran o Isphaan: un proliferare di percussioni e di santour che evocano un'abbondanza ricchissima. Poi, su questi ritmi energici, arriva a posarsi la voce di Zohreh Jooya. Una voce arroccata in alto, che sembra venuta dalla Cina o che almeno ci racconta meglio di qualsiasi carta geografica che l'Iran fu per secoli tappa di viaggi e commerci verso la Cina, dove allo stesso modo le donne cantano sui toni alti, scandendo la musica con scatti improvvisi.

Altrove è l'India a sussurrarci all'orecchio (guardate sulla cartina quanto sono vicini l'India e l'Iran). Un nome “Viaggio in Persia”, che si addice perfettamente a quest'album e che non ci porta solo in Persia, ma in tutti i paesi vicini con i quali questa scambia da sempre canti, musiche e strumenti. Un album che guarda decisamente verso l'Asia e non verso il Medio Oriente, per il piacere delle nostre orecchie che hanno meno occasioni di ascoltare musiche venute da così lontano.

Ascoltare Zohreh Jooya, vuol dire anche toccare con mano, attraverso le immagini di un videoclip, fino a che punto l'integralismo musulmano imposto agli iraniani dalla rivoluzione komeinista del 1979 e il rigorismo del velo nero imposto alle donne siano estranei alla millenaria cultura persiana, che come tutte le altre celebra da sempre l'amore, la natura, la bellezza, la gioia!

http://www.youtube.com/watch?v=K557WELQSEY

www.arcmusic.co.uk

 

 



MUZZIKA! Maggio 2013 | Franca Masu, Nadia Khouri-Dagher, Galizia, Maria Ana Bobone, La Ciotat, Moussu T, Zohreh Jooya, Alessandro Girotto, Alessandro Rivera Magos, Fausto Beccalossi, Guadi Galego, Houria Aïchi, Amalia Rodrigues, Christina BrancoL’OISEAU DE FEU - Musique persane et poèmes mystiques d’Orient et d’Occident, Accords Croisés

Quest'album è il frutto di una residenza d'artista alla Città della musica di Marsiglia. Il progetto: un incontro in musica tra i testi della mistica musulmana e quelli della mistica cristiana. In francese e in persiano, alcuni brani scelti di Rumi, Hafez o Hallaj rispondono a quelli di Sant'Agostino, San Francesco d'Assisi, San Giovanni della Croce o Meister Eickhart. L'incontro è anche musicale, grazie alla scelta di strumenti e musicisti: Hassan Tabar al santour, Bijan Chemirani alle percussioni persiane (zarb e daf) e Jonathan Dunford alla viola da gamba, accompagnano i lettori Taghi Akhbari (in persiano) e Gérard Kurdjian (in francese).

Perché questo titolo, “L'uccello di fuoco”? Perché nelle due religioni il cuore che anela alla luce divina è rappresentato simbolicamente da un uccello (la colomba per i cristiani), unico animale a poter volare nel cielo e al Cielo familiare. Il libretto, che riproduce gli estratti dei testi scelti, permette di prendere le misure della vicinanza delle parole e delle immagini utilizzate: così quando Hafez scrive “Nessun mortale ha potuto vederti/E tuttavia ti desiderano mille innamorati...”, San Giovanni della Croce nota: “In una notte oscura/ Infiammato da un desiderio d'amore...”.

In particolare, abbiamo apprezzato le illustrazioni musicali apportate dalla viola da gamba, strumento dal suono grave come lo 'oud, che sposa perfettamente l'universo orientale, fatto di lentezza e profondità. Il libretto cita il film “Tutte le mattine del mondo” e la sua colonna sonora, firmata da Marin Marais e De Sainte-Colombe, che hanno esaltato questo strumento di età barocca. L'epoca di Luigi XIV e dell'apogeo dell'impero ottomano: sarebbe a dire un'epoca in cui l'Oriente, allora al pieno della sua grandezza, dialogava da pari a pari con l'Occidente.

Per ascoltare: http://www.youtube.com/watch?v=Zpo5YA6qVk4

www.accords-croises.com

 


 

Nadia Khouri-Dagher

Traduzione dal francese di Alessandro Rivera Magos

Maggio 2013