MUZZIKA! Settembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A. Rivera Magos, Joe Barbieri, Raphael Gualazzi, Nino Rota, Amir-John-Haddad, Khalil Chahine, Mor Karbasi
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Nadia Khouri-Dagher   

Questo è il mese dell’Italia: iniziamo con Joe Barbieri, con un album di soft jazz; Raphael Gualazzi e il suo piano allegro; e Nino Rota, con la famosissima colonna sonora del film “La dolce vita”. Inoltre, lo spagnolo Amir-John-Haddad, virtuoso della chitarra, Khalile Chahine e il suo quintetto che presentano il loro jazz libero e arioso, e l’israeliana Mor Karbasi, che rivisita le canzoni degli ebrei spagnoli.

 


 

Il colpo di fulmine di Babelmed

MUZZIKA! Settembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A. Rivera Magos, Joe Barbieri, Raphael Gualazzi, Nino Rota, Amir-John-Haddad, Khalil Chahine, Mor KarbasiJOE BARBIERI, Chet lives ! - Le chant du monde

Se amate il soft-jazz, le voci dolci, l’atmosfera da piano bar, l’Italia, Chet Baker, o, ancora meglio, se giá amate Joe Barbieri, che vi abbiamo presentato in occasione del suo entusiasmante album precedente, "Respiro" (http://www.babelmed.net/muzzika/13151-muzzika-octobre-2012-.html ), questo disco è per voi!

Il chitarrista e compositore napoletano Joe Barbieri rende omaggio in quest’album a Chet Baker, scomparso nel 1998 e noto per il suo jazz particolarmente dolce. L’artista italiano riprende diversi standard jazz interpretati dal trombettista americano, come “Time after time”, “But not for me” o “I fall in love too easily”, e li reinterpreta a modo suo, con la sua voce quasi sussurrata, accentuando ulteriormente lo suono soft-jazz del grande Chet Baker. Cosí, "But not for me", ritmato dalla chitarra di Joe, diventa anche una dolce bossa nova, sulla quale il cantante brasiliano Marco Faraco posa la sua voce, cantando le parole della celebre canzone nella lingua del suo paese, tanto che la si direbbe una composizione brasiliana a tutti gli effetti! In "I fall in love too easily", il tempo della canzone originale è notevolmente rallentato, per accentuare il sapore tipo "dolce canzone d’amore", ed è la jazzista americana Stacey Kent ad accompagnare Joe con il suo canto, famosa proprio per la sua voce particolarmente dolce.

Accompagnato da musicisti formidabili – l’ottimo Antonio Fresa al piano, o Luca Aquino, che trasforma il suono della tromba in un clarinetto -, Joe Barbieri presenta un album sontuoso, pronto ad essere ascoltato per anni!

Per l’ascolto: http://www.youtube.com/watch?v=h4NC6L99pCU&feature=c4-overview&list=UUfVVhxDfRCXzojsMfOAaAew

www.joebarbieri.com - www.chantdumonde.com

 


 

MUZZIKA! Settembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A. Rivera Magos, Joe Barbieri, Raphael Gualazzi, Nino Rota, Amir-John-Haddad, Khalil Chahine, Mor KarbasiRAPHAEL GUALAZZI, Happy mistake, EMI

Un altro jazzista italiano irresistibile, Raphael Gualazzi, pianista, autore e compositore che vi abbiamo giá presentato. In quest’album, dove canta in inglese e in italiano le proprie composizioni, Raphael Gualazzi esprime tutto il suo amore per universi parecchio diversi del jazz: il jazz di New Orleans degli anni ’20 con le sue atmosfere "ragtime" in "L’amie d’un italien", cantata con la francese Camille ; un blues gospel in "I’m tired"; jazz italiano alla Paolo Conte, dal ritmo rilassato in "Un mare di luce", ovviamente cantata in italiano"; stile crooner italo-americano alla Frank Sinatra in "Sai"; un mambo sud-americano, con un po’ di bossa nova in "Mambo soul"; senza dimenticare l’omaggio a Nino Rota con la reprise del tema di Amarcord, e un’altro a Verdi, di cui riprende la celebre aria "Questa o quella per me pari sono", tratta dal "Rigoletto", portandola decisamente verso il jazz.

Ci piace in particolar modo il buon umore che sprigiona dal tocco del suo pianoforte e il folle eclettismo delle sue scelte. Sono stati scritti chilometri di pagine sull’influenza delle musiche africane e afro-americane sul jazz: resta da scrivere altrettanto sull’influenza degli italiani sul jazz americano nella prima metá del XX secolo. Noi proviamo a formulare un’ipotesi: se i neri hanno portato il loro favoloso senso del ritmo, non potrebbe essere che agli italiani, immigrati in massa negli USA, dobbiamo quelle sontuose melodie del jazz americano che ancora canticchiamo 50 anni dopo la loro nascita e i testi romantici delle canzoni d’amore? Una pista da approfondire!

Per l’ascolto: http://www.youtube.com/watch?v=6bCHduv8saw&list=SPb5fhPfvWqLf2pDrJn_epK1xp3nvKOVW1

www.raphaelgualazzi.com

 


 

MUZZIKA! Settembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A. Rivera Magos, Joe Barbieri, Raphael Gualazzi, Nino Rota, Amir-John-Haddad, Khalil Chahine, Mor KarbasiNINO ROTA, La dolce Vita (colonna sonora originale), Milan Music/ Universal

A proposito di Nino Rota, ecco che Milan Music ripubblica la colonna sonora originale del film di Fellini “La dolce vita”, apparso nel 1960, con la musica a firma del compositore italiano. E ascoltando il cd, si realiza fino a che punto Nino Rota amasse il jazz e ne impregnasse tutte le sue composizioni. L’ascolto permette anche di rendersi conto della diversitá di mondi dai quali il celebre compositore traeva ispirazione: melodie napoletane, arie delle bande che animano i paesini in Italia, cha cha cha cubano, jazz di New Orleans con i suoi numerosi ottoni, blues, musica sinfonica, il piano solo di Eroll Garner, il cancan francese, e qualche standard jazz americano che rivisita a suo modo, da “Stormy weather” alla canzone di Natale “Jingle bells”!

L’Italia è una terra gioiosa, e Nino Rota è molto amato nel mondo proprio perché comunica un po’ di questa gioia di vivere, di questo buon umore e questa leggerezza tipicamente italiani: lo spirito della dolce vita… in musica!

Il disco inlcude anche la colonna sonora di un altro film di Fellini “Le notti di Cabiria”, musica altrettanto notevole, anche se il film è meno noto del precedente.

Per l’ascolto : http://www.youtube.com/watch?v=GOg1kXpYp3M

www.milanmusic.com

 


 

MUZZIKA! Settembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A. Rivera Magos, Joe Barbieri, Raphael Gualazzi, Nino Rota, Amir-John-Haddad, Khalil Chahine, Mor KarbasiAMIR-JOHN HADDAD, 9 guitarras, Zoo Music/Galileo (Spagna)

Questo è un album magnifico, di un artista spagnolo le cui radici familiari affondano in parte in Palestina : Amir-John Haddad, chitarrista e compositore capace di dare alla chitarra flameca una luce, un lato solare che spesso le manca, considerato che il flamenco ama i toni scuri.

In quest’album, Amir-John-Haddad ha scelto di suonare 9 chitarre diverse, perché ogni chitarra ha la propria sonoritá e la propria anima. Chitarre create negli ultimi 40 anni dai migliori liutai di chitarra flamenca di Spagna, prestate dall’associazione "Mundo flamenco". «Ho suonato con queste chitarre, le ho ascoltate e ho ascoltato l’anima musicale di ognuna di esse per decidere quale usare per ogni composizione», spiega l’artista.

Il musicista, che suona lo ‘oud arabo sin da bambino e suona anche il bouzouki greco, riesce persino a far suonare il suo strumento come uno di questi ultimi due. Si percepisce anche l’influenza della chitarra classica – ma la chitarra detta "classica" non è che la figlia della chitarra nata "popolare"! – e del jazz, per esempio in "Bucaramanga".

In sintesi, Amir-John-Haddad con questo disco si classifica ben al di lá della semplice chitarra flamenco, come uno dei piú brillanti chitarristi del momento! Un artista ispirato, da scoprire necessariamente!

Per l’ascolto : http://www.youtube.com/watch?v=XSPdnzbv8Nc

www.amirjohnhaddad.com - www.zoomusicmanagement.com

 


 

MUZZIKA! Settembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A. Rivera Magos, Joe Barbieri, Raphael Gualazzi, Nino Rota, Amir-John-Haddad, Khalil Chahine, Mor KarbasiKHALIL CHAHINE, «Kairos», Turkhoise/Socadisc

Eccovi un disco seducente del quintetto jazz diretto da Khalil Chahine, attivo dal 1989, che presenta il suo 6º álbum. «Kairos è il tempo percepito, in opposizione al tempo imperturbabile», spiega l’artista.

Il principio del disco infatti è di lasciare ampio spazio all’improvvisazione a ciascuno dei 5 membri del gruppo ( 6, in questo caso, perché il disco ospita un secondo percussionista), partendo dai temi composti da Chahine.

Il risultato è un’atmosfera eterea, leggera, che vi trasporta di nuvola in nuvola, grazie ai sassofoni di Eric Seva, al piano di Frédéric Gaillardet, in breve gli interventi di ognuno dei musicisti e soprattutto delle loro voci, armoniosamente accordate.

Un universo poetico a volte appena sentimentale (“Le pierres noires”), a volte sperimentale quanto basta per sorprendere (“Kairos”), nell’insieme un disco davvero riuscito.

Khalil Chahine è conosciuto come compositore di musica per film ( “Vénus beauté institut”, “Marriage mixte”, “Les avventures du prince Ahmed”) e per le musiche di scena per la danza. Auguriamo al quintetto di girare per numerosi concerti un po’ dovunque, per far scoprire il loro universo musicale, limpido come il cielo azzurro, bianco come le nuvole.

Per l’ascolto: http://www.youtube.com/watch?v=wXeCrOmpBQw

www.turkhoise.com

 


 

MUZZIKA! Settembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A. Rivera Magos, Joe Barbieri, Raphael Gualazzi, Nino Rota, Amir-John-Haddad, Khalil Chahine, Mor KarbasiMOR KARBASI, La Tsadika, Gibraltar Productions/ Harmonia Mundi

Una melodia arabizzante apre il primo brano del nuovo album di Mor Karbasi, artista israeliana che canta il repertorio andaluso degli ebrei sefarditi e che vi abbiamo presentato in occasione del suo precedente album nel 2011 (http://ita.babelmed.net/muzzika/6682-muzzika-maggio-2011.html ). Quello che subito sorprende è la somiglianza della voce, dai mielismi particolarmente elaborati, con le voci femminili dei Balcani, prova del fatto che grazie ai gitani la musica ha viaggiato un po’ dovunque nel nord del Mediterraneo.

Mor Karbasi è nata a Gerusalemme da una famiglia di origini marocchine e iraniane, e si è appassionata al mondo delle canzoni ladinos, il dialetto spagnoleggiante parlato un tempo dagli ebrei della Spagna. In quest’album interpreta 9 canzoni tradizionali di quel repertorio, in cui si ritrovano non solo influenze arabe, predominanti nella Spagna andalusa del Medio-Evo, ma anche influenze provenienti dall’India ("Molinero"), perché gli arabi all’epoca padroneggiavano le Vie della seta e commerciavano attivamente dall’India alla Spagna.

Ci è parso che in quest’album Mor Karbasi a volte esageri un po’ nei mielismi (“La blanca paloma”), che richiedono grande tecnica vocale. Qualche anno di esperienza sicuramente maturerá questa voce, che forse si affretta un po’ in un repertorio che non padroneggia ancora del tutto.

Per l’ascolto: http://www.youtube.com/watch?v=R5TG4QP6kek

www.morkarbasi.com

 


 

Nadia Khouri-Dagher

Traduzione dal francese di A.Rivera Magos

07/09/2013