MUZZIKA !  Novembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A.Rivera Magos, Kevin Seddiki, Bijan Chemirani, Anissa (Bensalah), Daniel Willem, Charles Aznavour, Ines Mezel, Aziz Sahmaoui, Abaji, Dhafer Youssef, Sevda o Amina & Hamza, Miquel Gil
MUZZIKA ! Novembre 2013 Stampa
Nadia Khouri-Dagher   

Eccezionale raccolto d'autunno questo novembre! L'etichetta tedesca Network, dalle scelte sempre azzeccate, presenta una bella antologia di artisti del Maghreb e del Medio Oriente, per la maggior parte ancora poco conosciuti dal grande pubblico. Il duo di chitarra e percussioni di Kevin Seddiki e Bijan Chemirani crea una musica senza nazionalità ma non senza carattere. Anissa (Bensalah) ci regala un primo disco “brasiliano” nell'insieme molto riuscito. L'etichetta Accords Croisés, esperta di musica persiana, celebra le musiche del Kurdistan, regione crocevia di molti mondi. Il violinista belga Daniel Willem e il suo gruppo ci incantano con il loro jazz manouche. Infine, il grande Charles Aznavour, vicino ai 90 anni, si è fatto in tre per noi, con un triplo album di “best of”, pieno di successi internazionali.

 


 

Il colpo di fulmine di Babelmed

MUZZIKA !  Novembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A.Rivera Magos, Kevin Seddiki, Bijan Chemirani, Anissa (Bensalah), Daniel Willem, Charles Aznavour, Ines Mezel, Aziz Sahmaoui, Abaji, Dhafer Youssef, Sevda o Amina & Hamza, Miquel GilORIENTAL BLUES (Anthologie), Network

L'etichetta Network è sempre indice di qualità e le sue antologie, “Desert Blues” fra le altre, hanno segnato la storia dei dischi di world music. “Oriental blues” dovrebbe conoscere lo stesso successo. Perché anche in questo caso a guidare le scelte degli editori non è la notorietà dell'artista, ma la qualità e l'originalità delle sue composizioni. Troveremo dunque in quest'eccellente lavoro, che porta la definizione “blues” per indicare che le musiche sono piuttosto dolci all'ascolto, meno star, ad eccezione di Natacha Atlas, e più artisti di qualità – che in buona parte Babelmed vi ha già segnalato in passato! - ma ancora poco conosciuti dal grande pubblico. E l'obbiettivo di questa antologia è proprio quello di dargli maggior risalto.

Ad aprire le danze è Ines Mezel algerino che vive in Francia, cui seguono altri artisti che rinnovano la scena orientale (e balcanica) di questi ultimi anni: Aziz Sahmaoui, Abaji, Dhafer Youssef, Sevda o Amina & Hamza.

Notevole la cover dello spagnolo Miquel Gil dell'aria “Wa Habibi”, uno dei canti tipici del venerdì santo in Libano (canto di dolore della Vergine per il figlio crocifisso), già interpretato magistralmente da Fayrouz. Come per molte altre melodie nel Mediterraneo (come dimostrato superbamente nell'opera “Les chants d'Orphée – Musique et poésie” curata da Catherine Peillon (La pensée de Midi/Actes Sud, 2009 http://ita.babelmed.net/muzzika/4336-muzzika-maggio2009.html), questa melodia, cantata in Libano per la Settimana Santa, era già cantata in Occitania, con parole diverse, per un'altra occasione: l'inizio della Quaresima, che segue il Carnevale. In Provenza e nel sud mediterraneo della Francia lo si conosce col nome “Adieu paure Carnavas” (Addio povero Carnevale).

In questa doppia interpretazione di un canto occitano e di un canto arabo, le voci rispettivamente della greca Savina Yannatou e del marocchino Ayoub Bout, solista dell'Orchestra araba di Barcellona, abbracciano perfettamente lo spirito del canto secolare, fino a dare un senso di ebbrezza. Un momento eccezionale per un disco eccezionale!

Per ascoltare “Wa Habibi/Adieu paure carnavas”:

http://www.youtube.com/watch?v=ws408Tl4Jz8

E riascoltare la versione di Fayrouz:http://www.youtube.com/watch?v=5hduXnCao4I

www.miquelgil.com

www.networkmedien.de

 


 

MUZZIKA !  Novembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A.Rivera Magos, Kevin Seddiki, Bijan Chemirani, Anissa (Bensalah), Daniel Willem, Charles Aznavour, Ines Mezel, Aziz Sahmaoui, Abaji, Dhafer Youssef, Sevda o Amina & Hamza, Miquel GilKEVIN SEDDIKI & BIJAN CHEMIRANI, Imaginarium, World Village/Harmonia Mundi

Il mondo della musica ormai produce artisti – e opere – che non sono più legate ad alcun luogo in particolare. Il chitarrista Kevin Seddiki e il percussionista Bijan Chemirani fanno parte di questo nuovo genere di “artisti del mondo” (così come si dice “musiche del mondo”) che non è possibile legare ad una particolare regione del pianeta.

Di certo c'è che i due artisti vivono in Francia, paese che gli offre la possibilità di ascoltare musiche e di suonare con artisti provenienti da tutto il mondo. Ed è significativo il fatto che sul suo sito internet, alla pagina “Biografia”, Kevin Seddiki non indichi il suo “paese d'origine” perché, come già qualche secolo fa dichiarava Goethe nella sua ode al viaggio, lui “appartiene al mondo intero”:

“Ich habe mein Haus auf nichts gestellt/Deshalb gehört mir die ganze Welt” (Ho costruito la mia casa sul nulla, così m'appartiene il mondo intero).

Quest'album appare più bello ad ogni ascolto, senza tempi morti, mai noioso, riesce a sviluppare atmosfere sempre diverse a seconda delle diverse composizioni, per la maggior parte originali. Fra i brani che ci hanno entusiasmato di più, il frizzante “Cochicando” del grande Pixinghuinha, re del choro brasiliano. E “La bohème”, di Aznavour, qui strumentata in maniera superba per la chitarra, che preserva e in parte sublima la malinconia del brano. Una canzone che è diventata un classico del XX secolo, grazie all'incessante opera di reinterpretazione di artisti di tutto il mondo.

Davvero bravi questi due giovani musicisti!

 

Per ascoltare “Sar Andjam”:http://www.youtube.com/watch?v=5JcFlWNIGiw

www.kevinseddiki.com

www.harmoniamundi.com

 


 

MUZZIKA !  Novembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A.Rivera Magos, Kevin Seddiki, Bijan Chemirani, Anissa (Bensalah), Daniel Willem, Charles Aznavour, Ines Mezel, Aziz Sahmaoui, Abaji, Dhafer Youssef, Sevda o Amina & Hamza, Miquel GilANISSA BENSALAH, «Matriz», Ovastand

Non è da tutti avere una voce che generi una presenza “fisica” al semplice ascolto di un disco. Anissa Bensalah ha quel tipo di voce. Eccovi allora il primo album di un'artista molto promettente!

Innanzi tutto, suggeriamo ad Anissa Bensalah di scegliere un nome d'arte brasiliano o internazionale, perché anche se è nata da un padre algerino da cui prende il cognome, Anissa è profondamente “brasiliana nel cuore” (parafrasando il “è nera nel cuore” della famosa “Samba da bençao” di Baden Powell e Vinicius de Moraes”). In effetti, se il suo repertorio brasiliano suona accattivante, quando vira verso suoni più orientali appare un po' noioso...

Non è certo facile il métissage. Musicalmente è ancora più difficile, perché bisogna saper produrre musica che funzioni in tutte le sue parti. E in questo primo album Anissa non fa altro che giustapporre due universi ai quali è legata e nei quali si riconosce, senza riuscire a fonderli in qualcosa di nuovo, che appartenga solo a lei.

Ma la strada verso l'espressione di sé e lunga e la vita è fatta di scelte: posando a spalle nude sulla copertina del suo album, Anissa non punta certo a tournée nei paesi del Golfo e del mondo arabo! La nostra cultura di appartenenza è spesso, come si dice per una lingua, la nostra “cultura madre”: come dimostrano gli studi antropologici, sono le madri che, più spesso dei padri, trasmettono ai figli la cultura. E di certo, a far vibrare l'anima di Anissa è il Brasile, che gli aprirà di sicuro le porte del successo!

 

Per ascoltare “Yemenja”: http://www.youtube.com/watch?v=h57C_9jz2P4

www.anissabensalah.com

www.ovastand.com

 


 

MUZZIKA !  Novembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A.Rivera Magos, Kevin Seddiki, Bijan Chemirani, Anissa (Bensalah), Daniel Willem, Charles Aznavour, Ines Mezel, Aziz Sahmaoui, Abaji, Dhafer Youssef, Sevda o Amina & Hamza, Miquel GilNISHTIMAN, «Kurdistan - Iran-Iraq-Turquie», Accords Croisés

Il gruppo Nishtiman riunisce attorno all'iraniano Sohrab Pournazeri al tanbur e al Kamanche (anche autore delle composizioni dell'album), degli artisti iraniani, iracheni e turchi che hanno come comune denominatore le musiche di una regione culturale, il Kurdistan, che copre parte di questi tre paesi.

L'album si apre con una bellissima introduzione al doudouk, capace di far apparire davanti ai nostri occhi, come per magia, le grandi distese di steppe di questa regione e di farci sentire insieme tutto il dolore dell'esilio che hanno dovuto subire molti dei loro abitanti a causa delle persecuzioni politiche.

Fortunatamente, l'energia riprende subito forza con un gioco di corde nervoso e potente e l'album, più che compiangere, celebra una cultura di cui si realizzano, attraverso il solo ascolto, le innumerevoli influenze e il ruolo di crocevia culturale che ha potuto giocare nella storia.

Così, un violino ondeggiante alla maniera araba, un canto femminile vivo e ritmato che ricorda le altissime voci femminili indiane (in “Danghek la Zagross”), una melodia lenta e solenne che evoca i canti liturgici dei cristiani della regione ( “Yar Yar”), un canto collettivo che sembra fatto per ritmare le danze tipiche dei paesi di montagna in cui gli uomini si muovono battendo i piedi per terra (“Ajwiju”), delle corde che prendono un accento andaluso, o il crescendo verso la transe tipico delle musiche sufi (“Ghasam”), sembrano tutti evocare innumerevoli viaggi e altrettanti luoghi di transito, a ricordarci che da secoli in Kurdistan, musicisti iracheni, iraniani, turchi e di altri paesi ancora, suonano queste musiche, patrimonio comune di contrade diverse, vicine o lontane, ad Est, Ovest, Nord e Sud...

Per ascoltare:http://www.youtube.com/watch?v=PTL6ozXzqXA

www.accords-croises.com

 


 

MUZZIKA !  Novembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A.Rivera Magos, Kevin Seddiki, Bijan Chemirani, Anissa (Bensalah), Daniel Willem, Charles Aznavour, Ines Mezel, Aziz Sahmaoui, Abaji, Dhafer Youssef, Sevda o Amina & Hamza, Miquel GilDANIEL WILLEM GYPSY JAZZ BAND, «Sinto Swing», Homrecords

La musica manouche ha una virtù: mette allegria! E anche in questo Daniel Willem è un grande del jazz manouche, dalla sua musica semplice e senza trucchi: fin dalle prime note dell'album, la musica vi trasmette la sua gioia frizzante e questo umore allegro non vi lascia fino alla fine del disco!

Violino (del leader del gruppo, Daniel Willem), chitarre (Samson Schmitt, Popso Weiss, Sylvester Berger), fisarmonica (Tchavo Berger), contrabbasso (Patrick Willem), e anche un sax (Daniel Pollain) e un armonica (Thierry Crommen): un bel assortimento di strumenti e sonorità che vi fanno venire voglia, come le buone musiche manouche, di ballare e divertirvi!

«Danse, Laïla, danse, mets de l’ambiance

Regarde-la, cette jolie jeune femme

Elle a de beaux cheveux roux, un beau visage

Ses yeux sont comme dans mon rêve

Son sourire est comme de l’or

Les garçons vont la trouver et lui demandent

Si elle veut bien leur accorder une danse

Elle me regarde et me sourit

Elle s’approche de moi et danse»

Le parole di “Kel Laïla Kel” sono cantate in romaní, perché si tratta di un brano del repertorio tradizionale rom, ma il gruppo ha voluto cantare in questa lingua anche le proprie composizioni presenti nell'album.

Un album decisamente ben riuscito e un gruppo che non vediamo l'ora di ascoltare dal vivo! La piccola etichetta belga Homrecords ancora una volta ha confezionato una vera perla!

Per ascoltare: http://www.youtube.com/watch?v=j1nve84Xau4

www.homerecords.be

 


 

MUZZIKA !  Novembre 2013 | Nadia Khouri-Dagher, A.Rivera Magos, Kevin Seddiki, Bijan Chemirani, Anissa (Bensalah), Daniel Willem, Charles Aznavour, Ines Mezel, Aziz Sahmaoui, Abaji, Dhafer Youssef, Sevda o Amina & Hamza, Miquel GilCHARLES AZNAVOUR, «Les 50 plus belles chansons», Barclay/Universal Music

Charles Aznavour è nato Chahnourh Varinag Aznavourian nel 1924 a Parigi, da genitori armeni, probabilmente rifugiati in seguito al genocidio del 1915-1916, come decine di altre famiglie che hanno cercato rifugio sul suolo francese (Marsiglia conta ancora oggi un'importante comunità armena).

Da quando ha avuto problemi con il fisco francese, Aznavour risiede in Svizzera, dov'è ambasciatore d'Armenia e rappresentante del paese all'ONU. Inoltre dal terremoto in Armenia del 1988, l'artista sostiene il paese dei suoi genitori attraverso la Fondazione Aznavour per l'Armenia, e la capitale Erevan gli ha dedicato una piazza della città.

Non ci vergogniamo ad ammetterlo: amiamo molto Aznavour per le sue bellissime melodie ( ne è prova il fatto che ancora oggi giovani artisti continuino e reinterpretare “La bohême” ) e i suoi testi spesso interessanti. In più, quanti sanno che il cantautore componeva anche per altri artisti, confezionando per loro notevoli successi, come “Retiens la nuit” per Johnny Hallyday o “La plus belle pour aller danser” per Sylvie Vartan?

“La bohême”, “La mamma”, “Je m’voyais déjà”, “Mourir d’aimer”, “Les comédiens”...: in tre dischi, questo cofanetto riunisce alcuni dei più grandi successi di un artista che, vicino ai 90 anni e dopo aver creato un migliaio di canzoni, continua ancora ad esibirsi sul palco e a sorprenderci per la sua vitalità!

 

Per ascoltare “La bohème”, dal vivo negli anni '60:

http://www.youtube.com/watch?v=hWLc0J52b2I

 


 

Nadia Khouri-Dagher

n.khouri@wanadoo.fr

Traduzione dal francese di A.Rivera Magos

Novembre 2013