MUZZIKA ! Dicembre 2013-Gennaio 2014 | Dhafer Youssef, Karim Baggili, Trio Joubran, Renaud Garcia-Fons, Jerez Texas, Katerina Fotinaki, Nisia, Beppe Chierici, Brassens in italiano, Teresa Salgueiro, Nadia Khouri-agher, Madredeus, Vox Bigerri
MUZZIKA ! Dicembre 2013-Gennaio 2014 Stampa
Nadia Khouri-Dagher   

Con l'inizio di questo 2014, lo 'oudista tunisino Dhafer Youssef con “Birds requiem” firma un disco superbo. Karim Baggili invita il Trio Joubran e alterna la sua chitarra con un 'oud. Renaud Garcia-Fons presenta il meglio dei suoi 20 anni di carriera. Jerez Texas ritorna con la stessa verve e ispirazione di sempre. Katerina Fotinaki ci porta a scoprire i grandi poeti greci. Dal Belgio, Nisia perpetua e reinventa i canti siciliani e Beppe Chierici canta Brassens in italiano, passione di una vita. Teresa Salgueiro traccia una sua malinconica strada fuori dal gruppo Madredeus. Infine, i Vox Bigerri ridanno vita ai canti tradizionali dei Pirenei in Francia. Buon inizio d'anno!


Il colpo di fulmine di Babelmed

MUZZIKA ! Dicembre 2013-Gennaio 2014 | Dhafer Youssef, Karim Baggili, Trio Joubran, Renaud Garcia-Fons, Jerez Texas, Katerina Fotinaki, Nisia, Beppe Chierici, Brassens in italiano, Teresa Salgueiro, Nadia Khouri-agher, Madredeus, Vox BigerriDHAFER YOUSSEF, Birds requiem, Okeh Records

Ecco il sesto album di Dhafer Youssef, 'oudista e compositore tunisino che vive in Europa da più di quindici anni e si sente a suo agio tanto nell'universo musicale orientale da cui proviene, che in quello scandinavo e nel suo gusto per la ricerca d'avanguardia.

In quest'album si è circondato di una mezza dozzina di artisti provenienti da quegli stessi universi musicali, tutti notevoli professionisti: il favoloso pianista estone Kristjan Randalu, il chitarrista jazz norvegese Eivind Aarset, il trombettista norvegese Nils-Petter Molvaer, il clarinettista turco Hüsnü Senlendirici, il suonatore turco di kanun Aytac Dogan, il bassista inglese Phil Donkin e il percussionista indonesiano Chander Sardjoe.

Il risultato è all'altezza di questo insieme di talenti eccezionali e dell'ispirazione come compositore dell'artista tunisino. La copertina del disco è in bianco e nero, e rappresenta l'artista con il suo 'oud sulla schiena, su una spiaggia deserta popolata solo da uccelli. Questa immagine, insieme sobria, essenziale e intensamente poetica, percorre musicalmente anche tutto l'album, dove gli strumenti si incontrano tutti nello stesso mood, un clarinetto diventa leggero come un flauto, le note puntuali del pianoforte allungate come un accordo di chitarra e una tromba si fa leggera come il soffio del vento.

In alcuni brani Dhafer canta anche. In arabo classico, lingua della poesia nel mondo arabo. E poco importa se non capite le parole, perché la bellezza del canto basta a sé stessa. Un album sontuoso!

Per ascoltare: http://www.youtube.com/watch?v=1aeR1-Gmc4s

www.dhaferyoussef.com

 


 

MUZZIKA ! Dicembre 2013-Gennaio 2014 | Dhafer Youssef, Karim Baggili, Trio Joubran, Renaud Garcia-Fons, Jerez Texas, Katerina Fotinaki, Nisia, Beppe Chierici, Brassens in italiano, Teresa Salgueiro, Nadia Khouri-agher, Madredeus, Vox BigerriKARIM BAGGILI, Kali City, Homerecords (Belgique)

Vi abbiamo già presentato Karim Baggili, giovane chitarrista e 'oudista belga di origini giordane e jugoslave, di cui ci aveva entusiasmato il precedente album (http://ita.babelmed.net/index.php/muzzika/812-muzzika-2010/5543-muzzika-aprile-2010.html).

In “Kali City” ritorna con un progetto che intendeva realizzare da lungo tempo: da una parte invitare a suonare con lui i tre fratelli Joubran (Adnan, Samir e Wissam), il celebre trio di 'oudisti palestinesi, e dall'altra scambiare la sua chitarra con un 'oud. L'album quindi è diviso in due parti: nella prima, Karim suona con uno o più dei fratelli Joubran, accompagnandoli alla chitarra, salvo che per il duo di 'oud in “Ella et Jad”, dove Karim suona con Wissam, ritmato dal daf di Ahmed Khalil; nella seconda parte del disco, Karim suona quasi sempre lo 'oud accompagnato dalla sua “Arabic band”, una decina di compagni, non tutti arabi tra l'altro, con i quali spesso si esibisce in concerto.

“La musica araba è capace di cullarmi e trafiggermi allo stesso tempo, l'adoro!” confessa l'artista. Forse una prova di un certo legame misterioso e profondo che a volte riusciamo a mantenere con la nostra musica “natale”, quale che sia il paese in cui ci ha portati a vivere il destino.

Per ascoltare “Down Town”:http://www.youtube.com/watch?v=U9Q7oHQoY6s

www.karimbaggili.be - www.homerecords.be

 


 

MUZZIKA ! Dicembre 2013-Gennaio 2014 | Dhafer Youssef, Karim Baggili, Trio Joubran, Renaud Garcia-Fons, Jerez Texas, Katerina Fotinaki, Nisia, Beppe Chierici, Brassens in italiano, Teresa Salgueiro, Nadia Khouri-agher, Madredeus, Vox BigerriRENAUD GARCIA-FONS, Beyond the double bass, Enja

“Dopo aver visto il film documentario realizzato da Nicolas Dattilesi sul mio percorso musicale è germogliata in me l'idea di raccogliere in una sola raccolta una selezione di brani provenienti dai miei primi 10 album”, spiega Renaud Garcia-Fons. Ed ecco così una raccolta di 14 delle sue composizioni, che riflette 20 anni di lavoro e di ricerca attorno a uno strumento – il contrabbasso – che l'artista non smette di esplorare.

Renaud Garcia-Fons, che Babelmed apprezza molto (http://www.babelmed.net/muzzika/13054-muzzika-mars-2012.html), ci fa viaggiare attraverso i differenti universi che hanno nutrito il suo immaginario. La Spagna da cui provengono i suoi genitori (“En mi barrio”), l'Oriente dove ha molto viaggiato (“Oriental Bass”), l'India di cui ama gli strumenti (“Entremundo”), il Sahara e i suoi ritmi(“Wadi Rum”), il Brasile (“Berimbass”), ...

Nell'album ritroviamo diversi artisti con i quali Renaud Garcia-Fons ama lavorare, come i fisarmonicisti David Venitucci e Jean-Louis Matinier, o il flautista bansouri Henri Tournier. E nell'unica composizione inedita di quest'album, l'artista invita sua figlia Soléa a cantare una poesia spagnola (“Camino de felicidad”).

Il disco è accompagnato da un dvd contenente il documentario di Nicolas Dattilesi, in cui si vede l'artista al lavoro nella sua ricerca perpetua.

Se non conoscete ancora Renaud Garcia-Fons, con questo cofanetto avrete la possibilità di scoprire sia il musicista che l'uomo!

Per ascoltare:http://www.youtube.com/watch?v=zivksKE9oEw

www.renaudgarciafons.com

 


 

MUZZIKA ! Dicembre 2013-Gennaio 2014 | Dhafer Youssef, Karim Baggili, Trio Joubran, Renaud Garcia-Fons, Jerez Texas, Katerina Fotinaki, Nisia, Beppe Chierici, Brassens in italiano, Teresa Salgueiro, Nadia Khouri-agher, Madredeus, Vox BigerriJEREZ TEXAS, Viento y marea, Jereztexas.com

“La musica di Jerez Texas è un piccolo miracolo, o uno grande, a seconda dei punti di vista. Il genere di musica che avremmo voglia di ascoltare tutta la vita (…). Non è flamenco, non è jazz, tantomeno flamenco-jazz, è un'altra cosa che non è possibile descrivere, perché non esistono le parole per descrivere un sogno.” È con questo tono lirico che il grande critico di jazz spagnolo Chema (José Maria) Garcia Martinez, loda sul quotidiano El Pais la musica del trio franco-spagnolo di Valencia, composto da Ricaro Esteve (chitarra), Matthieu Saglio (violoncello) e Jesus Gimeno (percussioni).

Noi di Babelmed siamo fan del gruppo, di cui vi abbiamo presentato il precedente album (questo è il quarto) (http://ita.babelmed.net/index.php/muzzika/811-muzzika-2009/4041-muzzika-febbraio-2009.html), e apprezziamo in particolar modo il violoncellista, Matthieu Saglio, protagonista anche di progetti da solista dallo stesso spirito rigoroso e innovativo (http://www.babelmed.net/muzzika/13389-muzzika-juin-juillet-2013.html ).

Questo quarto album si apre col suono della risacca sulla spiaggia, Valencia d'altronde è una città di mare, e il brano “Vapores del Sudan” include un canto maschile lontano che suona come una melopea africana. La chitarra di Ricardo Esteve è ben calda e come sempre Jerez Texas ci restituisce ritmi latini (“El Chiringuito”: il piccolo bar) mediati da una riflessione intima, per la quale il violoncello si rivela strumento perfetto, come in “Juntos nada mas” (Mai più insieme).

In 10 anni, il trio ha dato circa 500 concerti in 25 paesi. Prova che non siamo i soli a trovarli formidabili!

Per ascoltare: http://www.youtube.com/watch?v=ZcRDkoD9GGU

www.jereztexas.com

 


 

MUZZIKA ! Dicembre 2013-Gennaio 2014 | Dhafer Youssef, Karim Baggili, Trio Joubran, Renaud Garcia-Fons, Jerez Texas, Katerina Fotinaki, Nisia, Beppe Chierici, Brassens in italiano, Teresa Salgueiro, Nadia Khouri-agher, Madredeus, Vox BigerriKATERINA FOTINAKI, Tzitzikia, Accords Croisés

Da sempre nel Mediterraneo si ama mettere in musica la poesia: il mondo arabo, la Spagna, la Grecia, il Portogallo e il Brasile e l'America Latina più in generale, sono regioni in cui questa tradizione perdura senz'altro più che altrove. Forse perché in questi paesi il popolo ha conservato un rapporto più stretto con la poesia, che viene declamata in televisione nel mondo arabo, pubblicata quotidianamente nella stampa spagnola, o illustra documenti ufficiali in Portogallo o in Brasile.

In Grecia, il poeta Odysseus Elytis (1911-1986), Premio Nobel della letteratura nel 1979 e autore di un'opera in cui il mare è onnipresente, è stato musicato da grandi compositori come Mikis Theodorakis e Manos Hadijidakis. La sua poesia “Sole della giustizia”, che i bambini greci imparano a scuola, è diventata persino il simbolo del periodo in cui la dittatura ha precipitato il paese nel terrore, tra il 1967 e il 1974.

Per il suo primo album da solista – si è fatta conoscere come chitarrista e cantante accanto all'artista greca Angélique Ionatos, con la quale ha lavorato 7 anni - Katerina Fotinaki ha quindi scelto con grande naturalezza di mettere in musica le poesie di alcuni grandi poeti greci: Elytis, ma anche Dionysios Solomos e Kostis Palamas.

Perché? Perché le loro parole – indignazione contro l'ingiustizia, appelli alla libertà, amore per il paese – suonano in maniera sorprendentemente attuale nel momento in cui la Grecia esce da un periodo di grandi sofferenze, che ha visto milioni di manifestanti scendere in strada per esprimere la loro collera e la loro voglia di cambiamento.

Accompagnato da un libretto di valore, quest'album si farà dunque apprezzare attraverso le parole tanto quanto attraverso la musica, restituendo il sapore della Grecia attuale nel quale è ancora viva la Grecia di sempre, con la sua memoria onnipresente, le sue antiche divinità e il suo Olimpo.

Ma la cosa più importante resta il canto di Katerina che, come le grandi voci di ogni paese e di ogni tradizione, è totalmente abitata dalle parole di cui diventa eco, come se quelle parole venissero da una se stessa sofferente e implorante o semplicemente in una meditazione interiore che espone come una visione. Il talento dei veri cantanti.

Per ascoltare “Sole di giustizia”:http://www.youtube.com/watch?v=_9t3VdK0KgY

www.accords-croises.com

 


 

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Emmanuela Lodato viene da una famiglia siciliana e vive in Belgio, discendente forse di quelle migliaia di siciliani che lasciarono la loro terra natale per andare a cercare un lavoro nelle miniere belghe nel XX secolo. Non vuole dimenticare la terra dei suoi avi, e le rende omaggio in quest'album attraverso delle canzoni tradizionali e delle composizioni proprie, cantate tutte in dialetto siciliano. “Nisia” è il nome del duo che la cantante forma con Vincent Noiret, che la accompagna sobriamente con il contrabbasso, con la sua voce o con le percussioni.

“Ecco di cos'è fatto “Nisia”: della memoria di un popolo, delle storie di migrazioni, di lavoro, di viaggi, di ninnananne e inviti a festeggiare, a celebrare la vita. Abbiamo scelto il dialetto (siciliano) perché è la nostra eredità”, spiega l'artista nel libretto.

Nell'album è così possibile trovare delle ninnananne tradizionali, tarantelle – come la celebre tarantella napoletana “Nenna Nenna” -, canzoni di lavoro, come la canzone dei minatori di Caltanisetta, e composizioni di Emmanuela che rendono omaggio a questo popolo e alla sua diaspora.

L'artista ringrazia i ricercatori appassionati che hanno reso possibile il lavoro di conservazione di questo patrimonio orale. E forse possiamo ricordare, in questa occasione, che il Belgio ospita un altro artista di origine siciliana, Pierre Vaiana, che allo stesso modo perpetua attraverso i suoi dischi il patrimonio musicale del popolo siciliano che, per fuggire la miseria di una terra ingrata, si è sparso ai quattro angoli del mondo.

Un disco che ha il merito di suonare come una colonna sonora che potrebbe benissimo essere stata registrata all'epoca delle foto in bianco e nero, tanto suona “autentico”!

www.homerecords.be

 


 

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Restiamo in Italia con questo libro e cd, nel quale Beppe Chierici canta, in italiano, una ventina fra le canzoni più celebri di Brassens, che l'artista ha avuto la fortuna di incontrare e, più ancora, con cui ha avuto la gioia di cantare “J'ai rendez-vous avec vous”, “La fille à cent sous”, “L'orage” e altri successi del grande artista.

All'epoca in cui Beppe viveva in Francia, fan di Brassens fin dai suoi primi album, arrivò a portare con sé tutti i suoi dischi in Africa quando per lavoro dovette andare a viverci alcuni anni. Dischi che, come racconta nel libro, erano per lui la migliore compagnia.

“Mio caro Beppe, sono molto felice delle tue traduzioni che sono a mio avviso le migliori e le più fedeli che siano state fatte nella tua bella lingua italiana. Ti ringrazio e ti faccio i miei complimenti” gli aveva scritto Brassens, in una lettera riprodotta nel libro.

Come spiega Margherita Zorzi nella prefazione: “Brassens è un autore estremamente arduo da tradurre, essendo un autore complesso. Magnifico autodidatta, Brassens ha stravolto tutte le regole”.

Nel 1981 la scomparsa di Brassens colpirà a tal punto Beppe che smetterà di cantarlo in pubblico per 27 anni. Nel 2008, un amico lo convince a pubblicare un disco con le canzoni tradotte: sarà l'album “Suppliques et célébrations”, contenente 12 canzoni che erano state tradotte prima del 1981. Beppe allora comincia a tradurne un'altra trentina e nasce così questo libro-cd, che contiene le traduzioni integrali in italiano. Un bell'omaggio! La madre di Brassens, Elvira, che era italiana, ne sarebbe rimasta commossa!

Per ascoltare:http://www.youtube.com/watch?v=KYEwdlLE3DE

Contatto: beppechierici@libero.it

 


 

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Teresa Salgueiro è stata la voce del mitico gruppo portoghese “Madredeus”, il più famoso gruppo portoghese degli ultimi anni, che per 20 anni, dal 1987 al 2007, si è esibito nel mondo intero e ha venduto più di 5 milioni di dischi.

Nel 2006 Teresa ha lasciato i Madredeus per registrare un album, “Obrigado” (Grazie), in cui ha invitato diversi artisti, da Caetano Veloso a José Carreras. “O mistério” è oggi il sesto album della carriera solista dell'artista.

Dopo aver ripreso l'eredità della musica napoletana nella musica portoghese (con “Canti naviganti”), dopo aver reso omaggio, a fianco del Lusitania Ensemble, alle tradizioni musicali delle diverse regioni del Portogallo, Teresa Salgueiro si lancia questa volta in un progetto tutto personale, componendo musica e parole di tutte le sue canzoni. Un universo molto interiore, malinconico, che sedurrà tutti coloro che amano questa artista.

Per ascoltare: http://www.youtube.com/watch?v=R3gvMoT0YJY

www.teresasalgueiro.com


 

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Infine, vi segnaliamo per gli amanti dei Pirenei francesi e perché un disco di questo tipo di musica tradizionale è raro nella produzione francese, il cd del coro maschile Vox Bigerri, “Cap aus sorelhs”. Il gruppo, basato a Tarbes nel sud della Francia, ridà vita ai canti tradizionali dei Pirenei e dell'Occitania. Viene irrimediabilmente da pensare ai canti corsi e a quegli effetti di “eco” tipici delle polifonie. Un disco che ha il sostegno della regione Midi-Pyrénées.

 

Per ascoltare:http://www.youtube.com/watch?v=ZKQVjeRFUTM

www.voxbigerri.com - www.surlefil.org

 


 

Nadia Khouri-Dagher

Traduzione dal francese Alessandro R. Magos

n.khouri@wanadoo.fr

www.nadia-khouri-dagher.com

Janvier 2014