MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera Magos
MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 Stampa
Nadia Khouri-Dagher   

Questa estate, Zsuzsanna arriva dall'Ungheria con le sue canzoni girovaghe, Richard Galliano ritorna dal Brasile dopo un viaggio fra le orchestre di forro, Luis Mariano resuscita con la sua voce vellutata e il suo occhio languido, le cantanti curde Aynur e Sakîna cantano i dolori del proprio popolo oppresso, Pantea Alvandipour e l'ensemble Delgosha fanno rivivere l'età d'oro della musica persiana del XIX secolo, Noura Mint Seymali rinnova l'eredità della sua famiglia di musicisti, e lo spagnolo Antonio Sanchez Barranco ci propone un viaggio sonoro in giro per il mondo... Che questo arcobaleno illumini la vostra estate! 


Il colpo di fulmine di Babelmed

MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosZSUZSANNA, Banat, Vagabond Songs, L’autre Distribution

Alcuni dischi fanno un effetto magico, come questo. Non conoscete l'artista, non sapete nulla del genere musicale che dovrebbero rappresentare, ma ne restate affascinati.

Ammetto che dell'Ungheria non conoscevo che le musiche romanì – che adoro! - ma, a causa dei circuiti internazionali di distribuzione, in Francia non riceviamo che una minima parte delle produzioni di questo paese e raramente abbiamo l'occasione di ascoltare questa lingua cantata.

Per nostra fortuna, Szuzsanna si è brevemente stabilita a Parigi, il che ci vale questo piccolo gioiello, realizzato dall'illuminato Philippe Teissier du Cros: garanzia in sé di qualità musicale.

Ascoltandola, anche se non capiamo nulla di quel che canta, veniamo sedotti dal canto discreto, dalla leggera malinconia, dai suoni nuovi, insieme dolci e rugosi come la vita.

Una foto nel libretto dell'album simbolizza l'universo di Zsuzsanna, che da anni naviga per il mondo: una foto in bianco e nero, di un carretto tirato da un cavallo, che attraversa un comunissimo villaggio di non importa dove, case moderne con i loro tetti in tegole, come se ne possono trovare in quasi tutti i paesi. Cantando in ungherese, in romanì o in inglese, canzoni tradizionali ungheresi, romanì o poesie scritte da lei, Zsuzsanna incanta con la sua presenza leggera, discreta, ma che riempie il cuore di gioia, come la visione del passaggio di un carretto col suo cavallo, un bel mattino, in una delle nostre strade.

Una stella è nata...?

Per ascoltare “At night”:https://www.youtube.com/watch?v=vuaCGikI2OE

www.zsuzsanna-varkonyi.com - www.gabbiano.fr

 


 

MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosRICHARD GALLIANO AU BRÉSIL, Milan Music/Universal

Nel nord-est del Brasile, la fisarmonica la fa da padrona: è il cuore della musica forro, musica popolare che fa danzare la regione. Richard Galliano, uno dei più grandi fisarmonicisti europei, è andato in Brasile per incontrare i musicisti di forro, in particolare Dominguinho, che è stato una delle star della fisarmonica e delle musiche del Nordeste (ci ha lasciati a luglio del 2013).

All'origine di questo progetto di incontro musicale, un cineasta e documentarista svizzero, Bernard Robert-Charrue, che durante un viaggio nel nord-est del Brasile scopre queste musiche popolari e ne resta entusiasta. Il forro, che è l'anima culturale di questa regione, oggi è minacciato dalla globalizzazione e dall'uniformazione mondiale dei gusti musicali, e i musicisti che lo tengono in vita, che si incontrano nelle strade, nei mercati e nei balli popolari, vivono spesso nella miseria, ad eccezione di qualche star come Dominguinho.

Per dare l'allarme allora, il cineasta ha l'idea di chiedere ad un grande nome della musica in Europa, Richard Galliano, di accompagnarlo nel Nord Est, per suonare insieme a questi musicisti e farne un film, di cui questo doppio cd è in qualche modo la colonna sonora.

Colpo di fortuna: Galliano era un grande ammiratore di Dominguinho, adorava i suoi dischi e

sognava di incontrarlo! E così vice versa per Dominguinho (l'incontro ha luogo nel 2007). Insieme al re-cantante della fisarmonica brasiliana, altri grandi nomi del forro si sono aggiunti al progetto: il chitarrista Chico Cesar, il fisarmonicista Pinto do accordeon e Aleijadinho de Pombal, il trio Os 3 do Nordeste e il trio Tamandua.

Il risultato è un disco pieno di vitalità e di gioia, com'è il forro, musica fatta innanzi tutto per far ballare, che vi metterà il formicolio alle gambe! In più Galliano – che improvvisava su musiche che non aveva mai suonato – ha messo a disposizione dei suoi nuovi amici brasiliani alcune perle del suo repertorio, come il Valse à Margaux, qui suonato in duo con il grande Dominguinhos. Momenti da antologia!

Un'intervista con Richard Galliano:https://www.youtube.com/watch?v=gPYes-RplZ4

www.richardgalliano.com

 


 

MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosLUIS MARIANO, Collector, Milan Music/Universal

Quest'anno si festeggia il 100° anniversario della nascita di Luis Mariano, senza dubbio il cantante di operetta più famoso del XX secolo. E le Edizioni Milan presentano un doppio cd con i suoi brani più celebri, da “Mexico” a “L'amour est un bouquet de violettes”, da “La belle Cadix” a “Une nuit à Grenade”.

Il genere dell'operetta ha subito una trasformazione considerevole negli ultimi decenni, fino a diventare la “commedia musicale” di “West Side Story”, “Tutti insieme appassionatamente” o “I miserabili”. Per cui stelle come Luis Mariano recitano ormai il ruolo di “classici”, che appartengono per sempre al patrimonio musicale francese, diventati immortali come Piaf, Tino Rossi o Charles Trenet.

Luis Mariano – il cui vero nome è Mariano Eusebio Gonzales y Garcia – è nato a Irun, nei Paesi Baschi spagnoli. Durante la guerra civile il quartiere in cui viveva fu bombardato e la sua famiglia si rifugiò a Bordeaux, dove si trovavano altri baschi e spagnoli fuggiti dalla dittatura franchista. A 14 anni, segnalatosi per la sua voce, canta in una corale, e a 23 anni fa parte di un gruppo che interpreta canzoni basche tradizionali. Ma il jazzista francese Fred Adison nota la sua “voce d'oro” e un discografico di Bordeaux gli consiglia di “salire” a Parigi. Cosa che fa nel 1942.

A lanciare la sua carriera sarà l'operetta “La belle Cadix”. La musica è di Francis Lopez, basco come lui, il libretto è firmato da Raymond Vincy e Mariano ha la parte del protagonista. “La belle Cadix” esordisce il 22 dicembre 1945, Luis Mariano allora è quasi sconosciuto. Sono previste 50 rappresentazioni: lo spettacolo resterà in cartellone per due anni! Il disco eponimo venderà 1,2 milioni di copie, cifra considerevole per l'epoca!

Durante un ventennio, il trio Mariano-Lopez-Vincy moltiplicherà i successi nell'operetta, con titoli come “Le chanteur de Mexico, Andalousie, Don Carlos, La route fleurie, La Toison d'or, Méditerranée.

Mariano, di bell'aspetto, è oggetto di adorazione del pubblico femminile dovunque è conosciuto e si esibisce: in Francia, ma anche in Spagna e in America Latina. In Uruguai, 60.000 fan lo aspettano all'aeroporto al suo arrivo nel paese. In Argentina il suo concerto attira 160.000 spettatori, un record per l'epoca. Riceve migliaia di lettere d'amore infuocate.

L'avvento del rock e del twist negli anni '60 rallenterà la sua carriera. Si spegne a 55 anni, nel 1970, seppellito e dimenticato dalla moda hippie. Musicalmente rinascerà in questi ultimi anni, grazie all'esplosione delle commedie musicali – di cui l'operetta è la progenitrice – e al ritorno ai “classici” della canzone francese. Per il nostro più grande piacere!

Per ascoltare “La belle de Cadix”: https://www.youtube.com/watch?v=gbn-1o3VWHw

 


 

MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosAYNUR, Hevra (Together), Membran/Networkmedien

Il superbo documentario di Fateh Akin, “Crossing the bridge”, che nel 2005 raccontava la vita musicale a Istanbul, aveva rivelato al grande pubblico la cantante curda Aynur, che cantava nel film. Ed eccola arrivata al suo quarto album, prodotto dall'attentissima etichetta tedesca Networkmedien, e curato da Javier Limon, il produttore e chitarrista spagnolo che ha scoperto e prodotto Buika, qui alle redini della produzione, degli arrangiamenti e all'accompagnamento con la chitarra flamenca!

“La voce di Aynur è una fra le più impressionanti, aggettivo che si può usare di rado, vista la

difficoltà ad incontrare cose davvero nuove e diverse sulla scena musicale”, osserva Limon. Ed è vero che Aynur, che in quest'album riprende un buon numero di brani appartenenti al repertorio tradizionale, canta in maniera “autentica” e questa autenticità arriva alle orecchie.

Canzoni tradizionali di un paese, l'Anatolia orientale, che la sua famiglia ha dovuto abbandonare nel 1992 (Aynur aveva 17 anni), a causa del conflitto tra le autorità turche e il PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Canzoni d'amore per una terra natale, come “Urmia”: “Ehi, ragazzo, vieni a Urmia/Urmia è coperta di vigneti e di frutteti/Urmia è bella/La nostra vigna è piena di uva...” Canzoni che parlano di rose alla finestra e di seni come mele, figure della poesia turca tradizionale. Ma anche canzoni di autori anonimi, che parlano dei massacri perpetrati e di madri in lacrime, per un popolo a lungo perseguitato e costretto ad emigrare.

Emigrazione che è al centro di quest'album con diverse canzoni, scritte e composte da Aynur, che riprendono il tema dell'esilio, del padre lontano dai suoi figli, della nostalgia dolorosa per la propria terra natale. Come in “Pes Nare”: “Maledetto sia questo male del paese, maledetto sia esso/Ha creato una grande solitudine in ciascuno di noi/(...) Le persone sono emigrate perché erano depresse (…)/Il nostro cuore è scuro/E la disperazione cresce dentro di noi”...

A proposito: Aynur fu censurata nel 2004 con il pretesto che le sue canzoni incitavano al separatismo curdo. Mentre non faceva che piangere il destino del suo popolo.

Per ascoltare:https://www.youtube.com/watch?v=Qj2y9vbqZGk

http://www.ayurdogan.net/

 


 

MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosSAKINA, Royê Mi - Songs from Kurdistan, ARC Music

Sakîna ha 30.000 fan su Facebook: la comunità curda, ormai sparsa ai quattro angoli del mondo, la conosce e l'apprezza, e si parla dei suoi dischi fino in Nuova Zelanda.

Sakîna era un'“attivista culturale” curda quando viveva in Turchia: negli anni '90, all'epoca in cui la lingua curda era vietata dal governo, era membro del Centro culturale della mesopotamia, associazione di artisti curdi basata ad Istanbul, ma attiva in tutto il paese, i cui membri venivano regolarmente repressi o censurati, alcuni dei quali pagarono persino con la propria vita la militanza curda. Sakîna organizzava concerti non autorizzati, fino al giorno in cui fu costretta all'esilio, anche lei.

Troverà riparò in Armenia, Siria, il Kurdistan iracheno, prima di stabilirsi a Vienna, dove vive ancora oggi, base per i concerti che da in Austria e in Germania, dove vive un'importante comunità turca e curda in particolare.

Questo disco contiene una serie di ballate malinconiche, che raccontano la sofferenza del popolo curdo. Il titolo di apertura “Bêrîtan”, parla di una delle sue amiche, guerrigliera curda morta in combattimento, e la canzone “Sema” di un'altra ancora, giornalista, che si è immolata dandosi fuoco per protestare contro la repressione che si abbatteva sul popolo curdo. Altre canzoni sono urla di afflizione di madri che hanno perso un figlio in un azione di guerra, o che si preoccupano per una figlia guerrigliera... Forse proprio la madre di Sakîna in passato? L'artista non lo precisa.

Fortunatamente, alcune canzoni d'amore tradizionali portano una nota leggera, raccontandoci di ragazze belle come il giorno, di giardini e di fiori...

Per ascoltare:https://www.youtube.com/watch?v=rlNqwT-T1kM

http://www.sakinateyna.com/

 


 

MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosENSEMBLE DELGOSHA, Musique de l’époque qajare, Inédit/Maison des Cultures du Monde

Qamar ol-Molouk Vaziri (1905-1959) è stata la più grande star femminile della canzone iraniana del XX secolo. Prima donna ad apparire in pubblico per cantare, fu il simbolo di quel periodo (la prima metà del XX secolo), in cui l'Iran si andava modernizzando e aprendosi al mondo, su tutti piani: economico, sociale ma anche, di conseguenza, culturale.

Per comprendere ciò bisogna risalire alla seconda metà del XIX secolo, quando l'Iran comincia a modernizzarsi e aprirsi all'Occidente: La Via delle Indie e gli intensi commerci dell'Occidente con l'Oriente, in pieno periodo coloniale, lo impongono. Ed è allora che il principe Nassereddin Shah (1848-1896) decide di modernizzare il paese, spalleggiato dal suo Primo ministro, Amir

Kabir: riducono l'influenza del clero sciita e creano il primo istituto di insegnamento superiore, per formare ingegneri e scienziati, che diventerà l'Università di Teheran.

L'apertura e la modernizzazione si tradurranno, come sempre in casi simili, anche nella musica. Il “radif”, il repertorio colto, viene rinnovato, appaiono nuove forme e, senz'altro sotto l'influenza dell'opera italiana, in pieno apogeo nella seconda metà del XIX secolo, e del romanticismo tedesco nella musica, con i Lieder che musicano le poesie, il canto assume un'importanza inedita, accompagnato da un recupero della poesia.

La seconda metà del XIX secolo è considerata da molti l'età d'oro della musica persiana. E questo rinnovamento musicale proseguirà dopo la caduta della dinastia cagiara, nel 1921. Perché il giovane militare che prende il potere e si dichiara nuovo Shah, prendendo il nome di Reza Shah Pahlavi (sarà il padre di Mohamed Reza Phlavi, che sarà rovesciato dalla Rivoluzione islamica), proseguirà quella stessa modernizzazione. Nel 1935 impone il termine “Iran”, utilizzato nella lingua locale, al posto di “Persia” per designare il proprio paese. Proibisce il velo per le donne, impone agli uomini di vestirsi “all'occidentale” e tenta di ridurre il potere del clero shiita.

E' sotto il suo regno che Qamal ol-Moulouk conoscerà la gloria: si iscrive nella tradizione del canto musicale persiano classico, ma lo modernizza, anche solo per il fatto di cantare in pubblico, in quanto donna, ispirandosi così alle dive dell'opera europea, che si esibivano sul palco accanto agli uomini. Nella tradizione persiana c'erano certo donne musiciste – le troviamo diffusamente nelle miniature persiane - ma erano delle “almee”, donne cioè che, come le gheishe, facevano arte per il piacere dei principi, nei loro palazzi...

Pantea Alvandipour ripercorre le tracce della sua illustre antenata per far rivivere il canto classico iraniano, dove la donna impone la propria voce ad un'orchestra di uomini. Epoca fortunata, perché nell'Iran attuale le donne, come un tempo, non hanno più il diritto di apparire in scena.

Per ascoltare Qamar ol-Molouk: https://www.youtube.com/watch?v=SQ7IwLsrwnI&list=PL4E112CD773E5B6DC&index=2

www.label-inedit.com

 


 

MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosNOURA MINT SEYMALI, Tzenni, Glitterbeat (GB)/L’Autre Distribution

Sulla copertina, Moura ci fissa con uno sguardo malizioso: quello di una donna determinata. Sullo sfondo di un paesaggio desertico, tiene il manico del suo ardîn - la kora mauritana, che ha un'unica fila di corde e non due come la kora mandinga -, come se quello strumento la radichi alla terra, le doni la vita. E guardando il suo volto che traspira gioia di vivere, sembra sia proprio così!

Da un paio di decenni, in Mauritania, nel Sahara occidentale e nel Sahel, e malgrado ciò che si dice della pretesa islamizzazione rampante in queste aree, sono sempre più numerose le cantanti che salgono alla ribalta o quantomeno osano esibirsi e cantare in pubblico, non restando più confinate nel ruolo di griot invitati alle feste private, ai matrimoni e ai battesimi. A babelmed.net, vi abbiamo già parlato della mauritana Malouma o, più recentemente, della sahraoui Aziza Brahim.

Moura Mint Seymali riprende così il testimone di sua nonna griot, Mounina, di suo padre Seyman Ould Ahmed Vall, che fu il primo a trascrivere la musica mauritana, di tradizione orale, e compose numerose canzoni di successo, interpretate da sua moglie, Dimi Mint Abba. Inizialmente corista per Dimi, Moura ormai vola con le proprie ali, con un canto che ama accompagnarsi alle vibranti sonorità della chitarra elettrica, cui è legato il popolo del Sahara, molto probabilmente perché gli ricorda il suono dei loro strumenti tradizionali, ma amplificati.

Questa energia è anche quella di un'intera nuova generazione di donne che, in Mauritania e nella regione, vogliono far sentire la propria voce, insieme al loro desiderio di libertà e affermazione. Senza rompere con la tradizione, come dimostrano alcuni canti religiosi, in cui Noura canta “Soubhan Allah” e altre dichiarazioni di fede, che fanno da accompagnamento quanto le moderne chitarre elettriche!

https://www.youtube.com/watch?v=5HLfWoZhC7s

www.glitterbeat.com / www.facebook.com/glitterbeat

 


 

MUZZIKA ! Giugno-Luglio-Agosto 2014 | Zsuzsanna, Richard Galliano, Luis Mariano, Aynur, Sakîna, ensemble Delgosha, Noura Mint Seymali, Noura Mint Seymali, Antonio Sanchez Barranco, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosANTONIO SANCHEZ BARRANCO, Caprichos del Destino, Zoomusic (ES)

Il poli-strumentista spagnolo Antonio Sanchez Barranco è un appassionato di percussioni, un curioso patologico, sempre alla ricerca di nuovi suoni, l'equivalente spagnolo del musicista-viaggiatore Steve Shehan, americano che vive a Parigi. Entrambi girano il mondo alla ricerca di strumenti che non conoscono per farli propri. Antonio ama anche trasformare ogni tipo di oggetto, un sacchetto di biglie, una frusta da pasticcieria, due pezzi di legno strofinati uno contro l'altro, per ricavarne nuovi suoni.

Antonio in quest'album si è circondato di artisti provenienti dai quattro angoli del pianeta: alla voce Mohammed Boud (Marocco), Mû M-bana (Guinea-Bissau) o Mel Semé (Cuba), o ancora Mohamed Soulimane el Afia al violino, e una sfilza di artisti spagnoli come Guillem Aguilar alla chitarra o Judith Neddermann alla voce.

La lista degli strumenti usati per il disco, provenienti da tutti i paesi, sarebbe troppo lunga da citare! Ci vorrebbero intere pagine! Ma alle vostre orecchie basterà godersi il piacere di queste sorprese musicali, dei salti da un'atmosfera musicale all'altra, come quando si fanno correre le dita su un mappamondo.

Siamo rimasti completamente affascinati da questo eccezionale viaggio musicale, che di riva in riva, nel doppio senso di paesaggio e passaggio musicale, apre le porte a tutti suoni del mondo. Un ottimo lavoro!

Per vederli e ascoltarli:https://www.youtube.com/watch?v=JfhBU44OQrE

www.antoniosanchezbarranco.com - www.zoomusicmanagement.com

 


 

Nadia Khouri-Dagher

Traduzione dal francese di Alessandro Rivera Magos 

 n.khouri@orange.fr

www.facebook.com/nadiakhouridagher1