MUZZIKA ! Settembre 2014 | Mashrou' Leila, Raul Babroza, Francis Vairs, Richard Galliano, Moussu T, Mistinguett, Gershwin, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera Magos
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Nadia Khouri-Dagher   

 

In occasione di questo rientro vi presentiamo una rivelazione: il gruppo libanese Mashrou' Leila, che dimostra quanto il Libano resti pioniere nella regione in materia di creazione musicale; una “Chamamemusette” concepita da due “fisarmonicisti-poeti”, Raul Babroza e Francis Vairs; una produzione jazz molto “sentimental mood” e sempre bellissima di Richard Galliano; le allegre arie da operetta marsigliesi proposte da Moussu T e i suoi sodali; una riedizione dei successi di Mistinguett, diventata patrimonio immateriale francese; e per finire una chicca: la colonna sonora del film “Un americano a Parigi”, firmata da Gershwin, con canzoni jazz divenute dei classici. Let's dance!

 


 

Il colpo di fulmine di Babelmed:                        

MUZZIKA ! Settembre 2014 | Mashrou' Leila, Raul Babroza, Francis Vairs, Richard Galliano, Moussu T, Mistinguett, Gershwin, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosMASHROU’ LEÏLA, Raasük, MDC/PIAS

Senza dubbio, sono uno dei migliori gruppi emersi negli ultimi anni dal panorama musicale del mondo arabo. E non è un caso che vengano dal Libano, paese dell'avanguardia musicale nella regione. Per una semplice ragione: il Libano resta il più moderno dei paesi arabi. Lo era prima della guerra e continua ad esserlo ancora. Perché il conflitto che ha lacerato il paese dal 1975 al 1994, paradossalmente, ha intensificato la creatività artistica in ogni disciplina. E la guerra, lungi dal distruggere il tradizionale ruolo del “Libano crocevia del mondo”, l'ha accentuato. In primo luogo, grazie all'incessante via vai dei libanesi tra il paese e l'Europa, l'America, o persino l'Australia, dove cercavano rifugio, soprattuto nel periodo più duro della guerra, spesso presso parenti appartenenti alla diaspora libanese. Poi perché, dopo la fine del conflitto, molti libanesi, soprattutto dell'ambiente artistico e culturale, sono rientrati in Libano per amore del proprio paese. In breve, il Libano rimane più che mai una terra aperta a tutti i venti, e questo superbo album, che si iscrive interamente nella più moderna attualità musicale, ne è prova eclatante.

“Mashro' Leila” vuol dire in arabo “Il progetto di una notte”, ma è anche un gioco di parole con “Majnoun Leila”(significa “Il pazzo di Leila”), l'opera letteraria più famosa del mondo arabo, che racconta la storia d'amore in Arabia fra Majnoun e Leila, equivalente del “Romeo e Giulietta” shakespeariano in Occidente. Il nome del gruppo fa riferimento alla prima notte in cui i suoi membri, allora studenti dell'Università americana di Beirut, si sono riuniti per fare musica insieme. Era il 2008. L'alchimia ha funzionato, e il gruppo, che ha iniziato esibendosi nei bar e nei club di Beirut, molto presto è esploso nell'ambiente musicale libanese. Metafora che possiamo utilizzare senza grosse remore, per un paese uscito da una lunga guerra, grazie al senso dell'ironia proprio dei libanesi, che disinnesca le paure del passato.

Il successo è folgorante e il gruppo pubblica in poco tempo due album - “Mashrou'Leila” nel 2009 e “El Hal Romancy” (Lo stato romantico) nel 2011, e viene invitato sui palchi e nei festival del mondo intero: Amman, Il Cairo, Istanbul, Dubai, Tunisi, ma anche Londra, Amsterdam Barcellona, Montreal.

Mescolando la musica più moderna che si può ascoltare oggi nelle grandi capitali del mondo, la musica di “Mashrou' Leila” è allo stesso tempo singolare com'è singolare il paese che l'ha vista nascere: base musicale occidentale ma canto in lingua araba che si sviluppano in un miscuglio di jazz, rock, influenze balcaniche o latine, un ricco universo onirico che sa anche essere molto frizzante. Il gruppo, sotto la guida di Hamed Sinno (canto), con Firas Abou Fakher (chitarre), Haug Papazian (violino), Ibrahim Badr (basso) e Carl Gerges (batteria), conta niente meno che 200.000 fans su Facebook. Mentre su Youtube Mashrou' Leila suscita tanti commenti positivi (multilingue) quanti insulti: gli insulti sono sempre in arabo, e provengono da coloro che, numerosi nella regione, rifiutano a prescindere la modernità e la libertà che l'accompagna. Visto che persino una ballerina orientale come quella nel loro videoclip “Raksit Leila” (La danza di Leila), col ventre nudo e ondeggiante come da secoli si esibiscono in Oriente, oggi è diventata “inaccettabile” per molte sensibilità fanatiche.

 

Per ascoltare “Lil Watan” (Per la nazione):https://www.youtube.com/watch?v=Qn3EFPOuEGM&list=RDQn3EFPOuEGM

E “Raksit Leila”, per l'ironia del video: https://www.youtube.com/watch?v=5vvr7KXAfck

Le parole delle loro canzoni: http://mashrou3leila.blogspot.fr/

Il loro sito: www.mashrou3leila.com

www.facebook.com/mashrou3leila


 

MUZZIKA ! Settembre 2014 | Mashrou' Leila, Raul Babroza, Francis Vairs, Richard Galliano, Moussu T, Mistinguett, Gershwin, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosRAUL BARBOZA, FRANCIS VARIS, ZÉ LUIS NASCIMENTO, Chamamemusette ! Le Hangar/Socadisc

Ecco riuniti due grandissimi fisarmonicisti provenienti da due universi differenti. Il primo, Francis, è francese, e anche se frequenta volentieri le musiche del mondo, si nutre normalmente di musica classica europea: il suo ultimo album presentava alcune suite di Bach, che sono per lui pratica quotidiana. Inoltre, come ogni fisarmonicista francese, Francis Varis è impregnato di musette, la musica popolare di accompagnamento alla danza che ha segnato l'epoca d'oro della fisarmonica, durante tutta la prima metà del XX secolo, quando i balli popolari animavano ancora i sabato sera dell'intera Francia.

Di fronte a lui, Raul Barboza, argentino, musicista di chamane, musica del nord-est dell'Argentina che ruota attorno alla fisarmonica e alla chitarra e, come il forro brasiliano, mescola le tradizioni musicali degli indiani e quelle portate dagli immigrati europei. Chamame che integra, come le musiche indiane d'America del Sud amano fare, il suono degli uccelli e della foresta, riproducendoli attraverso gli strumenti.

Un disco magnifico, perché nella musica la somma di due talenti dà sempre come risultato un multiplo di due! Soprattutto poi quando si aggiunge un terzo artista per ritmare il tutto, del calibro del percussionista Zé Luis Nacimento, che accompagna spesso incontri musicali rari come questo. I nostri due fisarmonicisti-poeti – li abbiamo ribattezzati così – propongono un repertorio composito, che include “La foule” che era cantata da Edit Piaf, e in origine era una canzone venezuelana intitolata “Que nadie sepa mi sufrir” (Che nessuno conosca il mio dolore); alcune composizioni di Jo Priat (9 rue de Lappe) o Gus Viseur (Swing valse), re scomparsi della musette; e composizioni originali dell'uno (Indécise, di Francis Varis) o dell'altro (Gaucho de Porto Alegre, di Raul Barboza).

Perché “fisarmonicisti-poeti”? Perché ognuno dei due sa rivelare la parte poetica di uno strumento, capace di farsi leggero come un'allusione, un soffio, piacere sussurrato piano. Un album magnifico e appena euforico, come un valzer musette, una giornata nel bosco, con gli uccelli...

 

Per vederli in scena, al Tremplin d’Ivry: https://www.youtube.com/watch?v=jNOH4StDswk

http://www.francis-varis.com - http://www.raulbarboza.com/

 


 

MUZZIKA ! Settembre 2014 | Mashrou' Leila, Raul Babroza, Francis Vairs, Richard Galliano, Moussu T, Mistinguett, Gershwin, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosRICHARD GALLIANO, Sentimentale, Resonance Records

Richard Galliano si è concesso un piacere personale: registrare, a Los Angeles, un disco con alcune delle sue composizioni preferite, non necessariamente le proprie, che hanno come comune denominatore un certo carattere “sentimentale”, che lui ama molto. E proprio l'atmosfera “sentimentale” dà il titolo all'album, prodotto da un'etichetta californiana atipica, un'associazione senza scopo di lucro che ha come doppio obbiettivo “preservare il jazz” e fare emergere nuovi talenti.

Galliano ha deciso di condividere questo progetto con il pianista Tamir Hendelman, che ha firmato i raffinati arrangiamenti di quasi tutti i brani; col chitarrista Anthony Wilson, che di solito accompagna Diana Krall; con il contrabbassista cubano Carlitos Del Puerte; e col percussionista brasiliano Eliane Elias. Il risultato sono melodie che fanno bene all'anima, standard jazz come “In a sentimental mood” di Ellington o “Naima” di Coltrane; composizioni di Richard Galliano come la sua famosa “Ballade pour Marion” (dedicata a sua madre) o “Lili” (dedicata a sua figlia); e altri titoli con la stessa atmosfera romantica, come la superba “Plus forte que nous”, di Francis Lai, brano della colonna sonora del film “Un uomo, una donna” di Claude Lelouche, del 1966.

Noi amiamo incondizionatamente Richard Galliano e, una volta di più, siamo stati conquistati da questo nuovo album così delicato, in cui “sentimentale” non significa smielato, ma “pieno di sentimento”, nel senso nobile e forte in cui questa parola sa essere declinata in canzoni americane o latino-americane come queste.

 

Per ascoltare “Lili”: https://www.youtube.com/watch?v=zDicwku-GVc

www.richardgalliano.com - www.resonancerecords.org


 

MUZZIKA ! Settembre 2014 | Mashrou' Leila, Raul Babroza, Francis Vairs, Richard Galliano, Moussu T, Mistinguett, Gershwin, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosMOUSSU T E LEI JOVENTS, Opérette, Chant du Monde

Moussu T e lei Jovents, gruppo di giovani impertinenti di grande talento di base a La Ciotat, vicino Marsiglia, continuano, dopo sette deliziosi album pubblicati dal loro primo disco nel 2005, a celebrare una Marsiglia popolare, poetica e rétro. Una Marsiglia eterna, come la Parigi del lungosenna e dei ponti.

Il gruppo rivendica di voler celebrare l'età d'oro di Marsiglia, negli anni '30 e '40, quando questa città era “l'altra” capitale francese, capitale del Mediterraneo e dei viaggiatori in partenza per l'Oriente, l'Africa e l'Asia, e prosperava grazie ai suoi commerci marittimi con il mondo intero (incluse, non va dimenticato, le ex-colonie).

Anche le canzoni di Moussu T, nelle parole e nella musica, sono sempre state esplicitamente legate a questa estetica pre-guerra, che caratterizza anche le immagini di alcuni dei loro album, come “Home sweet home”, o i loro costumi di scena: camicia blu e casco da operai, che all'epoca costituivano buona parte della popolazione marsigliese.

Il loro nuovo spettacolo è un omaggio alle operette marsigliesi, che a quei tempi conobbero un grande successo in tutto “l'Esagono” e oltre, tanto che le loro canzoni venivano canticchiate fino ad Algeri o a Il Cairo. Alla testa di questa vague musicale un duo di successo di figli di immigrati italiani, all'epoca numerosi a Marsiglia: René Sarvil per i testi (il suo vero nome era Crescenzo) e Vincent Scotto per la musica. Con il cantante Alibert (genero di Scotto) come interprete.

Questo disco, intitolato maldestramente “Opérette par Moussu T e lei Jovents”, in realtà non comprende loro interpretazioni di brani famosi di quel genere, ma registrazioni originali di quegli anni di Alibert e Darcelys, altra stella dell'epoca. Per ascoltare i Moussu T interpretare queste vecchie canzoni, un’unica soluzione: andare a vederli dal vivo, visto che hanno iniziato una tournée con il loro nuovo spettacolo.

Noi adoriamo Marsiglia tanto quanto il buon umore e l'ironia di Moussu T e dei suoi allegri compagni. Ma soprattutto, adoriamo queste canzoni deliziosamente rétro, piene di buon umore e ironia, appunto! “Canzoni che per noi non rappresentano pezzi da museo ma compagni del nostro quotidiano, ancora efficaci!”, spiega Moussu T. E per noi è lo stesso! Provate voi stessi: ascoltate e cantate questa canzone, e vedrete che il vostro umore diventerà quello di una bella giornata di sole marsigliese, automaticamente!

 

«Dans ma petite calanque

 Sous le soleil et le ciel bleu

 Dans ma petite calanque

 Coquin de sort qu’on est heureux...»

 

“Ma petite calanque” di Moussu T: https://www.youtube.com/watch?v=xyU6VwaG8uU

www.moussut.ohaime.com


 

MUZZIKA ! Settembre 2014 | Mashrou' Leila, Raul Babroza, Francis Vairs, Richard Galliano, Moussu T, Mistinguett, Gershwin, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosMISTINGUETT, Du Caf’Conc au Music-Hall, Milan Music

E’ forse un caso se diversi eventi culturali in Francia negli ultimi mesi celebrano un periodo rétro come quello precedente la seconda guerra mondiale, visto come un periodo d'oro, in cui la Francia artisticamente brillava nel mondo (come le esposizioni “Art Déco” o “Paris 1900” che avranno luogo quest'anno)? In quel periodo, i pittori e gli scrittori del mondo intero soggiornavano in Francia, e le riviste (commedie musicali) con Maurice Chevalier, Joséphine Baker o Mistinguett, si esportavano nel mondo intero. Le stesse riviste francesi che, con le loro coreografie eccezionali e le ballerine dalle gambe lunghissime, avrebbero ispirato Broadway e Hollywood per i loro musical.

Ed è in occasione dell'uscita di un nuovo spettacolo dedicato a Mistinguett e programmato a Parigi per quest'autunno 2014, che esce questa riedizione dei più grandi successi di quella che a suo tempo fu una vedette di livello internazionale, che Cocteau aveva dichiarato “proprietà

nazionale”.

 «On dit....que j’ai de belles gambettes

 Mais j’s’rais pas Mistinguett-e

 Si j’étais pas comme ça...»

O ancora:

 «Paris, c’est une blon-de

 Qui plaît à tout le mon-de

 Le nez retroussé, l’air moqueur

 Les yeux toujours rieurs...»

 

Probabilmente anche voi conoscerete diverse canzoni di Mistinguett, diventate, de facto, “patrimonio immateriale nazionale” francese! Grazie alla magia di questo disco, rivive tutta un'epoca di canzoni umoristiche, sentimentali e un po' naïf. Un periodo quello prima della seconda guerra mondiale, in cui la situazione economica dei francesi era ben peggiore dell'attuale, ma in cui si era pronti a ridere e a cantare, nonostante tutto. Era prima dell'avvento della televisione!

 

Un esibizione originale in una rivista dell'epoca: il filmato è breve, ma val la pena! : https://www.youtube.com/watch?v=dGD4KEqY-RY

www.facebook.com/editionsmilanmusicfrance


 

MUZZIKA ! Settembre 2014 | Mashrou' Leila, Raul Babroza, Francis Vairs, Richard Galliano, Moussu T, Mistinguett, Gershwin, Nadia Khouri-Dagher, Alessandro Rivera MagosGEORGE GERSHWIN, Un Américain à Paris, B.O., Milan Music

Vincente Minelli figlio di immigrati italiani, realizzò nel 1951 una commedia musicale, “Un americano a Parigi”, che fu un successo mondiale e gli valse sei Oscar, tra cui quello di miglior film e di migliore musica nella propria categoria. Per quanto sorprendente possa sembrare, “Un americano a Parigi” divenuto un classico del cinema americano e prototipo del musical nel cinema, non è mai stata portato in teatro.

A dicembre e gennaio prossimi, al teatro di Châtelet a Parigi, che da alcuni anni continua a presentare commedie musicali, tanto i grandi classici quanto opere meno conosciute, verrà finalmente presentata al pubblico una versione teatrale di questo film, celebre non solo per le sue canzoni, ma anche per i balletti che sono tra i più lunghi della storia di Hollywood (più di un quarto d'ora!).

L'ombra di Gene Kelly, incredibile ballerino, della sua partner franco-americana Leslie Caron, che con questa interpretazione dava inizio alla sua brillante carriera, e di Georges Guétary, cantante francese d'operetta molto famoso all'epoca, nella sua prima apparizione in un film americano, si faranno sicuramente sentire nel teatro parigino. Anche perché la storia nel film originale era ambientata proprio a Parigi, anche se le scene del film furono girate in studio a Hollywood, dove furono ricostruiti anche i quais della Senna così come l'Opéra de Paris.

Per l'occasione, le edizioni Milan Music presentano la colonna sonora del film, rimasterizzata. E forse anche voi come me, scoprirete che diversi standard del jazz che conoscevate vengono proprio da questo film, le cui musiche vennero scritte nientemeno che da George Gershwin e le parole da suo fratello Ira: “I got rythm”, “'S wonderful”, “Embraceable you”, “Love is here to stay”... Un capolavoro della musica, un momento di pura gioia per chi ama il musical, il jazz, la danza, o tutto questo insieme!

 

Il trailer del film, che include diverse scene: https://www.youtube.com/watch?v=o2WAMZRCbpU

www.milanrecords.com

 


 

Nadia Khouri-Dagher

n.khouri@orange.fr

www.facebook.com/nadiakhouridagher1

Traduzione dal francese di Alessandro Rivera Magos